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100 di questi Demo – Demography #100 the best of

Da oggi potete annoverare Demography tra quelle cose che tanto vi affascinano e che hanno superato il 100, come gli episodi di Beautiful, il numero Pokémon o gli anni di Keith Richards. Sarà quindi un episodio speciale per noi di Demo, felici come non mai di avervi accompagnato per 99 episodi di buona musica. Come non celebrare con una best of di ognuno di noi fulgidi giovini che cerchiamo di acchittarvi le orecchie?

Demo
GWP – Masses for the Music
Demo: un sacco di uscite in cui pescare, un sacco di generi da rimescolare e shakerare. Come quella volta con i TOOT e il loro long island elettrorock  ma quello forse ve lo ricordate. Tra i primi in assoluto era uscito da poco A Love Explosion, e Go Dugong da allora ha incartato una bombetta di nome Novanta ed è rimasto fisso nelle nostre casse. Poi Romare e il suo taglia e incolla musicalcollage . E ancora sample, tagli, glitches, Leatherette. Rimanendo in tema, ci sono passati per le mani anche Capibara e Ioshi, che intervistammo a suo tempo. Che dite? Troppa elettronica? Rimediamo subito. Demo ha anche una sottile venatura rock: God Damn, Delta Sleep, The Computers. Molti hanno attraversato il nostro nervo acustico, cerchiamo di darvi la stessa scossa.

Demo

100 Demo e non par vero che crescano così in fretta. Come quella volta che siamo rimasti sbalorditi dalla voce di Sorcha Richardson e il suo brano Petrol Station, poi il duo sconosciuto che ha realizzato una cover di Ghoul, gli Yuma X, li abbiamo davvero ascoltati in loop per settimane. Subito torna in mente il Dio Beck e quel brano Dreams che era diventata un’ossessione e finalmente per una volta la droga in questione era buona e divertente, vincono tutti! Ma parlando di droga subito mi viene in mente il brutto trip di Frank Leone col suo Supertramp usa, un ibrido tra blues e rap. A parlare di certe perle sale anche l’entusiasmo e la botta, la stessa che c’è presa col numero #84 di Demo, tripletta assurda, Anohni (Anthony Hegarty feat Hudson Mohawke e Oneohtrix point never), Katy B feat Four Tet e Floating Point, gli Oh Wonder remixati da Jerry Folk, tre mine, la prima mastodontica e quasi melodrammatica, la seconda in grado di crepare la pista in cui tutti ci immaginiamo ascoltandola, e la terza una rivelazione. Che poi ripensandoci però non è che siamo sempre stati carini e coccolosi, quando c’era da fare delle critiche non ci siamo mai tirati indietro, ed è quello che è successo con Sia in collaborazione con Kanye West, anche se in parte l’abbiamo assolta, Reaper c’è piaciuta. Poi Falty Dl della Ninja Tune che ipnotizza con un crescendo vorticante, ed ovviamente non scordiamo la collaborazione tra Chet Faker e Marcus Marr, i due si divertono decisamente troppo con The Troble with us, ma anche le ragazze si vogliono divertire e un’adolescente di diciassette anni ci ha decisamente stupito, parliamo di Tkay Maizda con Ghost, rap perfettamente equilibrato dal un sound orecchiabile e trascinante. L’unico modo per concludere con amore e classe è ricordando Nicolas Jaar e il suo Nymph III, due tracce cosmiche, una meditazione burrascosa, che le ascoltiate in cuffia o nello stereo della macchina ad un volume illegale vi assicuro che il risultato non cambia, pura magia. 100 uscite sono un traguardo, 100 Demo e non sentirli. 

Chià

Demo

Ricordo ancora il mio primo demo. Parlavo di Kid Moxie e della sua collaborazione con Angelo Badalamenti. E di come fosse intrigante quell’alternanza dall’inglese al francese del suo singolo Lacuna. I mesi passavano veloci e arrivò Soon Come Soon, la fine del mondo in chiave pop degli Young Fathers. Una morte dolce, un lieto epilogo, grazie a quei cori magici.
Come dimenticare poi le sordide atmosfere di Helena Hauff? The First Time He Thought, He Died è un tunnel di tastiere gocciolanti che sanciva l’evoluzione di Helena verso costruzioni ritmiche meno elaborate ma più metropolitane. Meritano di essere menzionati anche gli Youth Worship, perché la potenza abrasiva di Eternal Scene è merce rara, soprattutto per chi cerca garage rock di questi tempi. E poi: l’aggressiva SCREAM di Grimes, il meraviglioso (e dilatatissimo) remix di Caracal per mano di Jon Hopkins, l’indefinibile psych-folk degli Animal Collective, al ritorno con FloriDada. I Calibro 35 hanno sfoderato uno dei migliori pezzi del 2015: Bandits On Mars, come è di altissimo livello l’ultima produzione di Illum Sphere, Second Sight, spigolosa e paranoica.
E, last but not least, Bonobo e la sua arte affabulatoria. Flashlight ci ha fatto volteggiare nell’aria più di una volta, anzi, moltissime volte. Almeno cento.

Iacopo

Ah! Dimenticavamo, ci sembrava brutto festeggiare e non regalarvi niente, abbiamo messo su una playlist con (quasi) tutte le demo recensite sino ad ora, una bella raccolta che si aggiornerà sempre più con le future uscite, quindi.. cento di questi Demo!

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