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25 Aprile, la bellezza della libertà

Per chi, come noi, si occupa di comunicazione ed ha una passione per tutto ciò che concerne i media, un concetto di certo imprescindibile è la libertà d’espressione.

La riflessione su un tema così complesso ma allo stesso tempo così importante viene fuori proprio in concomitanza del 25 aprile, festa della liberazione; un giorno festivo che racchiude dentro di sè molto più del “colore rosso” con cui è raffigurato sul nostro calendario.

La data di oggi porta con sè la lotta e la resistenza, la dedizione ad una causa per cui si è pronti alla morte e la voglia di cambiare; voltare pagina verso un Paese diverso oppresso da un regime in cui per venti anni non è stato possibile esprimere liberamente la propria opinione; in cui i media, la stampa e le stesse opinioni venivano sottoposte a controllo e filtrate per fornire solo mezze verità.

Oggi l’Europa si propone come simbolo di democrazia e di libertà ma per arrivare a questo traguardo ci sono volute ben due Guerre Mondiali e spesso sembra che l’uomo non impari mai dalle lezioni della storia. A questo serve il 25 aprile, a ricordarci che nulla di ciò che abbiamo ci è dovuto dalla nascita; che anche se la libertà è un diritto,  a volte è necessario lottare per conquistarlo o per mantenerlo come hanno fatto i nostri nonni.

La nostra generazione non ha mai dovuto combattere fisicamente una guerra né ha dovuto realmente battersi per alcun diritto perciò proprio noi, più di altri, abbiamo il dovere di fermarci un attimo oggi; prenderci una pausa dalla frenesia e riflettere sulla libertà, sulla sua bellezza e rivolgere un pensiero alle vittime che in nome di essa si sono immolate: quelle persone che hanno dato la vita per permetterci oggi di esprimere senza freni il nostro pensiero; quelle persone che, con grande coraggio, hanno ritenuto sacrificabile la cosa preziosa che possedevano, la vita, per un bene superiore. Cosa resta dunque a noi? Un’eredità pesantissima: mantenere quello che ci è stato donato e far si che regimi che offuschino la nostra indipendenza non si ripresentino più.

25 aprileOvviamente non è sempre facile accettare tale libertà. Spesso ci infastidiamo per quello che sentiamo dire da qualcuno o discutiamo pesantemente con chi non la pensa come noi. La vera bellezza, tuttavia, sta proprio qui: la possibilità che chiunque legga in questo momento abbia il diritto di non essere d’accordo con chi scrive e di esprimere tale dissenso creando il dibattito ed  il confronto di idee: la base della nostra civiltà.

Questo tema è tornato alla ribalta della cronaca dopo la strage della redazione di “Charlie Hebdo” per cui molti di noi si sono affrettati a definirsi “Charlie” ma se le minacce alla nostra libertà sembrano sempre dietro l’angolo, questa festa deve costituire il baluardo su cui continuare a costruire il nostro futuro e migliorare la nostra civiltà; difendere la possibilità di espressione autonoma di ognuno è dovere di ogni cittadino e un atto da fare nei confronti di chi ci ha donato un Paese libero e democratico. Non abbiate paura di esprimere le vostre idee in politica come nella vita quotidiana.

Liberazione” vuol dire anche questo: via le catene, via gli schemi pre-costituiti e spazio all’uomo, alle sue idee, alle sue opinioni, a ciò che lo contraddistingue dagli altri animali: la ragione. Quello che bisogna combattere è la libertà d’espressione ad orologeria, che si invoca solo quando fa più comodo ma che continua a collidere con la bellezza del messaggio di speranza che ci lascia questo giorno. 

Una speranza, perché dopo il 25 aprile si sia più consapevoli di ciò che tutti noi siamo, dei nostri diritti e del fatto che nessun altro uomo può soggiogare un suo simile ed è soprattutto compito di coloro che operano all’interno dei media, farsi carico, nel loro piccolo, di quel messaggio e di quella battaglia iniziata quel 25 aprile del 1945.

Oggi, a 70 anni dalla liberazione continuiamo, spesso inconsciamente, a portare quel messaggio con i nostri programmi radiofonici e con i nostri articoli nel blog.

Oggi festeggiamo la libertà in ogni sua forma: canteremo e balleremo in suo nome perché questo giorno è il fulcro su cui si basa la nostra Costituzione e anche la nostra intera dialettica quotidiana.

La libertà d’espressione, oggi più che mai, viene messa in discussione in molte parti del mondo ed è nostro dovere manifestare. Sempre. Perché non esiste una libertà “di serie a “ e di “serie b” e perché l’uomo nasce libero ed esprimere la sua opinione è insito nella sua natura. Ciò che ti opprime e ti costringe a non esprimerti liberamente è contro natura e, va quindi combattuto. 

E’ per questo che ci troverete sempre in prima linea a difendere tale libertà perché non esisterebbero né la radio né il blog senza il 25 aprile. 

Oggi scendete in strada, andate a fare una grigliata al parco e festeggiate con gli amici la bellezza di potere esprimere la propria opinione. La bellezza di poter scrivere questo articolo.

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