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A Toys Orchestra, M¥SS KETA & more | Demography #269

Per questo ponte che ci porta dritti a maggio, non vi lasciamo soli! Demography torna con una playlist tutta d’ascoltare con A Toys Orchestra, M¥SS KETA e molto altro. Pronti?

A toys

A Toys Orchestra

Gli A Toys Orchestra sono tra le più longeve ed autorevoli band italiane che, contro ogni trend e moda passeggera, continuano ad utilizzare per le loro canzoni l’idioma inglese,  sentendolo molto più nelle proprie corde anche per motivi legati al genere da loro proposto. Il debutto discografico degli A Toys Orchestra risale ai primissimi anni duemila, e ormai con il loro sound particolare ed originale nel panorama italiano, hanno una grossa fetta di pubblico affezionato ai loro brani. Lub Dub è il nuovo album, uscito lo scorso 27 aprile e anticipato dalla title track che vi facciamo sentire nella nostra playlist.
Grazie alla loro magica formula che unisce i classici del pop rock di tutti i tempi con una verve melodica e compositiva unica ed originale (che fa di Enzo Moretto uno dei migliori songwriter italiani), alle loro mille partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive italiane ed estere, alla loro innata attitudine nel riuscire ad allacciare ponti con il cinema e la televisione, gli A Toys Orchestra oggi a proseguono con la loro storia raccontandocela direttamente, attraverso il battito cardiaco di queste ultime 11 canzoni che compongono la tracklist di Lub Dub.

a toys - indianizer

Ad aprire la nostra playlist non sono però gli A Toys Orchestra ma Indianizer, progetto che nasce nel 2013, partorito dalle menti di alcuni psiconauti ispirati dai deliri selvaggi degli Animal Collective e dalle ritmiche tropicali dei Django Django. Il 27 marzo è uscito il nuovo lavoro della band composta da Riccardo Salvini, Gabriele Maggiorotto, Salvatore Marano, Matteo Givone, dal titolo ZenithZenith è la ricerca di un Padre cosmico forse inesistente, donatore di amore e vita come il Sole, dissipatore di ombre e dubbi, ma che allo stesso tempo può distruggere tutto ciò che ha creato, diventando pericoloso e mortale proprio nel punto più alto del suo percorso. Per voi abbiamo scelto il singolo Mazel Tov II.

a toys myss keta

Continuiamo con le uscite italiane: dopo A Toys Orchestra e Indianizer ecco l’entrata in scena della Divina M¥SS KETA alle prese con un’infernale Commedia. Se Dante Alighieri cercava la Salvezza, l’angelo dall’occhiale da sera, icona pop e diva definitiva nata fra le guglie tardo-gotiche del Duomo di Milano cerca la Verità nell’irrisione sfrontata delle quotidiane nevrosi metropolitane, dei vizi privati e delle pubbliche virtù della società contemporanea. E, cercandola, trova la sua maturità artistica. Il 20 aprile è uscito UNA VITA IN CAPSLOCK, il primo album di M¥SS KETA, per Universal Music/La Tempesta, prodotto da alcuni fra i migliori producer in circolazione come RIVA, Populous, Clap Clap, Bot, Zeus! e il misterioso H-24. Al suo fianco, come sempre, il collettivo di creativi milanesi che risponde al nome di Motel Forlanini. Noi vi facciamo ascoltare SPLEEN QUEEN.

Passiamo ora alla band math post-rock che si trova tra Lecce e Milano, i Buckingum Palace, nati nel 2015. Club è il loro nuovo album, uscito autoprodotto il 23 aprile 2018, a poco più di un anno di distanza dall’ep d’esordio della band, il piccolo cult Macedonia. Gli stessi Buckingum Palace introducono il nuovo album con le seguenti parole: “Club è per chi nei club non ci mette mai piede, chi invece di bere fino a notte fonda si sveglia alla stessa ora per un incubo e si rifugia in un bel bicchiere di latte. Questo disco rappresenta la nostra fatica e la forza con cui cerchiamo uno sfogo, in tutto, nelle scelte compositive, nell’esecuzione e nei testi. Se dovessimo identificarlo in maniera precisa sarebbe il rigurgito di una cena a base di postrock, emo e shoegaze”. Noi vi facciamo ascoltare il singolo Grande Mole che ha anticipato l’album e che ha il sapore di un sound che non si trova più facilmente in classifica.

a toys frankie cosmos

Frankie Cosmos, “Vessel”

Ci spostiamo ora un attimo dal made in Italy per andare ad ascoltare Frankie Cosmos e Chaouche, una piccola parentesi delicata in mezzo a una playlist molto varia. Frankie Cosmos sono usciti esattamente un mese fa con un disco per Sub Pop, Vessel.  
Tutta la parte ritmica e l’ossatura del disco è stata registrata analogicamente in tre giorni, cercando di evitare la registrazione in digitale. La seconda fase della produzione ha visto Davidsohn e la band lavorare sulle armonie e sulle tastiere allo Gravesend Recordings studio di Carlos Hernandez e Julian Fader. Provando i brani mentre erano in tour, la band invitava on stage i loro amici a cantare o suonare parti delle nuove canzoni. La band ha poi deciso di chiamare gli stessi musicisti a partecipare alla registrazione finale, cosi sono parte del disco, Alex Bailey, Vishal Narang (Airhead DC), e Anna McClellan. Dopo 6 giorni di lavoro intenso tra registrazioni e mixaggi, Davidsohn è tornato nel suo studio per i ritocchi finali ed ha inviato il disco a Josh Bonati per masterizzarlo.
We Will Love di Chaouce è invece una perla di dolcezza ed eleganza, avvinghiata alla voce eterea della cantante. Un sound straziante, devastante ma di una bellezza impossibile da apprezzare.

a toys

Finiamo sempre in casa, a chiudere la nostra playlist c’è il singolo degli A Toys Orchestra di cui abbiamo già parlato, preceduto però da Enjoy The Void e Durmast. Gli Enjoy the Void sono un progetto musicale neonato che ruota attorno alla figura del cantante e compositore calabrese Sergio Bertolino.
Diventati una band a tutti gli effetti dall’incontro del cantautore con i musicisti della BAM! di Sapri, gli Enjoy the Void hanno da poco terminato le registrazioni di un primo album omonimo, registrato presso gli studi della BAM!. Come primo estratto è stata scelta Our Garden, una ballad dai toni malinconici, presente nella nostra playlist, e che vi facciamo raccontare dallo stesso Bertolino. “Il brano è nato a Torino, nel periodo in cui vivevo lì, credo 6 o 7 anni fa, ed è rimasto in cantiere per parecchio tempo (in versione piano e voce), ma sapevo che prima o poi ci avrei lavorato seriamente; sentivo che l’arrangiamento necessitava di altre componenti… Quando l’ho composto ero innamorato di una ragazza. Non lo ero mai stato prima, né avevo mai scritto una canzone d’amore”. Mi pare abbastanza ovvio che una come la sottoscritta, amante delle canzoni tristemente belle, non poteva non inserirla.

Chiudiamo con Durmast, progetto solista del marchigiano Davide Donati, già batterista di Home By Three e Jasmine Gli Sbalzi. Un progetto di musica elettronica che prende le distanze dalle chitarre distorte e dalle pelli pestate delle band sopracitate, per abbracciare una dimensione inedita, in bilico tra ritmo, melodia e orizzonti ambient.

 

Grazia Pacileo

 

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