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Alfa Mist : va in scena all’Exwide il jazz del futuro

sabato 4 Novembre al circolo exwide, è andata in scena futurejazzseries #1 con alfa mist come primo ospite, il quale ha presentato il suo ultimo lavoro, “antiphon”, un disco imperdibile che abbiamo ascoltato live nell’ambito della rassegna pisa jazz.

Che Alfa Mist fosse un artista da tenere d’occhio risultava già evidente alla pubblicazione del suo primo disco, Nocturne; ma è decisamente con la maturità di Antiphon che si conquista un posto di rilievo nella scena jazz. Un disco poliedrico per un artista poliedrico. Un opera molto classica e al tempo stesso estremamente moderna, che prende il jazz più tradizionale e lo mischia a sonorità Hip Hop e Soul, creando un’atmosfera urban e contemporanea, resa perfettamente anche durante il concerto a cui abbiamo assistito.

Alfa Mist

Una performance davvero interessante quella di Alfa Mist al Circolo Exwide, con una formazione molto minimal, data dalla presenza di Alfa Mist alla tastiera, Kaya Thomas-Dyke al basso e Fabio De Oliveira alla batteria che hanno eseguito pezzi tratti dall’ultimo album del compositore inglese, restituendone una versione estremamente particolare: infatti, nonostante mancassero strumenti a fiato caratteristici del genere, l’essenza jazz dei brani rimaneva intatta grazie alle ottime capacità della sezione ritmica, mentre l’elemento di assoluta peculiarità sta nell’uso della restante parte melodica. Ciò si evince sopratutto nella brillante esecuzione di brani quali Potential, in una versione molto rivisitata rispetto al brano dell’album, senza il parlato introduttivo e spogliato dell’assolo di chitarra elettrica, ma ugualmente valorizzato in live dal basso e dal piano. Sound più classici invece durante l’esecuzione di Brian, originariamente brano piuttosto breve, dilatato in occasione del concerto, fino a diventare una lunga sessione jazz dai suoni ripetitivi quanto ipnotici. Infine vale la pena citare l’emozionate Kyoki, impreziosita per l’occasione da un lungo e intensissimo assolo di batteria. E’ invece 7th October la canzone che risente maggiormente delle origini Hip Hop, Soul e persino Rap di Alfa Mist, e si rifà maggiormente al lavoro di campionamenti e sampling portato avanti dall’artista nella sua carriera di produttore.

Alfa Mist

Come ha raccontato lui stesso in una breve intervista dopo lo show, è stato proprio mentre cercava nuovi sound da campionare per creare delle basi Hip Hop che ha “scoperto” il jazz. Da lì, l’idea di fondere i due stili, risultata assolutamente vincente sopratutto grazie al fatto che Alfa è un musicista colto: conosce benissimo entrambi i generi e perciò nonostante le loro differenze è in grado di fonderli ponendo spesso l’accento sulle solo differenze più spesso che sulle analogie, creando perciò un contrasto che suona come il jazz del futuro.

Alla fine del concerto siamo riusciti ad ottenere una breve intervista con l’artista, che potete ascoltare di seguito.

Caterina Marino per RadioEco

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