Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

“American Utopia”, David Byrne – Artwork della Domenica

L’Artwork della Domenica torna con un album fresco, fresco d’uscita. Oggi ci tuffiamo nell’ultimo lavoro di quel geniaccio di David Byrne, e nella sua “American Utopia”.

Il 9 marzo è uscito il nuovo album di David Byrne, Mr. Talking Heads per gli amici. Dopo ben quattordici anni il ritorno da solista di uno dei personaggi più influenti della musica internazionale. Non che in questo periodo sia stato con le mani in mano, David Byrne ha collezionato collaborazioni di un certo livello, e giusto per dirne qualcuna vi ricordo quanto Byrne sia bravo a scegliere donne talentuose tipo Anna Calvi e St. Vincent, e non dimentichiamoci di Brian Eno, o di Fatboy Slim.

American Utopia è il nome dell’ultimo album di Byrne, disco che si avvale di tante collaborazioni, dal già citato Brian Eno a Rodaidh McDonald (xx, King Krule, Adele), Patrick Dillett (Nile Rodgers, Sufjan Stevens), il percussionista Joey Waronker (Atoms for Peace, Beck) e il sassofonista Isaiah Barr.

American Utopia non è il capolavoro di Byrne, è disco comunque ben costruito, che si inserisce nel presente, nell’attualità politica guardata in modo sarcastico dal poliedrico artista, che non ha perso la sua vena critica. È un punto di incontro tra il nuovo e il vecchio: se da una parte Byrne ha arruolato collaboratori come Sampha per American Utopia, dall’altra l’interpretazione dell’ex-Talking Heads è sempre la solita, e va benissimo così! American Utopia è un disco godibilissimo, in grado di coniugare nuove sonorità, la cultura sconfinata di Byrne e uno sguardo al collasso di un’utopia americana che sta rivelando tutte le falle che finora abbiamo finto di non vedere. Di utopia c’è ben poco, l’occhio indagatore di Byrne si concentra sull’american lifestyle del momento, su tutta la negatività che è piombata addosso a una popolazione che si vantava di essere sinonimo di sogno.

David Byrne

David Byrne

L’artwork di American Utopia è un dipinto dell’artista Purvis Young, pittore contemporaneo, scomparso nel 2010. Young è stato considerato un outsider nel mondo dell’arte: le sue meditazioni visive si basano sulla condizione dei diseredati, del razzismo in America, dei conflitti urbani e degli africani, esperienze americane nel sud.

Da adolescente Young ha scontato tre anni nel penitenziario statale di Raiford, nel nord della Florida, negandosi in questo modo la frequentazione di una scuola superiore. Mentre era in prigione, acquista forte interesse per l’arte, che si era già manifestato prima di allora, e iniziò a disegnare e studiare libri d’arte. Dopo esser stato rilasciato, inizia a disegnare davvero tanto. Si trasferì a Miami nel quartiere Overtown, dove trovò la sua ispirazione in un vicolo vuoto chiamato Goodbread Alley, e dove realizzò il suo primo murale negli anni ’70. Non aveva mai dipinto prima, ma l’ispirazione lo colpì come un fulmine e iniziò a creare dipinti, disegni e a inchiodarli, attaccarli alle vetrine che si trovavano lungo il viale. Dipingeva sul legno che trovava nelle strade e ogni tanto i dipinti venivano cancellati o nascosti, sparivano dal muro, ma a Young non importava. Circa due anni dopo aver iniziato il murale, i turisti hanno iniziato a visitare il vicolo, principalmente turisti bianchi. Occasionalmente Young vendeva dipinti ai visitatori – turisti e collezionisti – proprio fuori dal muro. L’arte “murale” di Young attirò molto l’attenzione dei media, inclusa l’attenzione del milionario Bernard Davis, proprietario del Miami Art Museum, che sarebbe diventato il mecenate di Young.

Purvis Young outside his house in Overtown. 1993 April 22

Purvis Young outside his house in Overtown. 1993 April 22

La copertina di American Utopia contiene alcuni dei motivi ricorrenti di Young. Una testa allungata si siede su una figura centrale posizionata contro schizzi di colore; guardando in basso, contempla le strutture sottostanti. Proprio come l’album di Byrne, sembra osservare la realtà americana. Una sorta di Big Brother ma senza più potere sulle persone. È un uomo disilluso, sconfitto quello che guarda la città sotto di lui. Ha perso tutto, il sogno che aveva coltivato finora si è interrotto bruscamente, risvegliandosi in una realtà che ha smesso di rappresentarlo, che gli spezza il cuore e alla quale guarda tristemente ma forse con l’idea di trovare una soluzione, una nuova creatura onirica, ovattata in cui nascondersi.

american-utopia_600_600_60

 

Grazia Pacileo

 

post di questa categoria

could be a fest

eventi in Toscana: Cou...

eventi in Toscana: Could Be a Fest e tanti altri | ATP #137

Riccardo Noè

Riccardo Noè Exclusiv...

Riccardo Noè Exclusive Mix | Demography #289

Immigration Unit

Immigration Unit Exclu...

Immigration Unit Exclusive Mix | Demography #287

Soreab

Soreab Exclusive Mix |...

Soreab Exclusive Mix | Demography #285

ultimi post caricati

ATP 3

Eventi in toscana: sen...

Eventi in toscana: senza filo, could be a fest e tanto altro! | atp #136

images

Festa dell’ Unicorno...

Festa dell’ Unicorno: il countdown è iniziato NerdEco #30

Lo ha già detto Gesù - Filippo Giardina @Officina Garibaldi

“Lo ha già dett...

“Lo ha già detto Gesù” di Filippo Giardina

lucca giornalismo

CRONISTI IN CLASSE: CA...

CRONISTI IN CLASSE: CAMPIONI DI GIORNALISMO

Commenti