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AMORE – Compagnia Scimone Sframeli @TeatroEra

La Compagnia Scimone, in collaborazione con Théatre Garonne Toulouse, presenta “Amore” di Spiro Scimone con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale e Giulia Weber

In un cimitero immaginato i quattro personaggi e le loro storie d’Amore vivono e muoiono, i sentimenti e le loro passioni si amano “fino al silenzio”. Con grande audacia i due professionisti superano il teatro figurativo, di narrazione pura, per andare alla ricerca di un teatro strumento,  destrutturato, nel quale gli elementi (lingua, scena, attori) sono a disposizione del senso profondo della storia. Come Picasso “ho impiegato una vita ad imparare di nuovo a colorare fuori dai bordi”, la compagnia Scimone Sframeli è riuscita  a creare uno spaziotempo fuori dalla realismo e contemporaneamente intriso di realtà, è riuscita a fare teatro senza fare teatro.

AMORE - Foto di Andrea Spinelli

AMORE – Foto di Andrea Spinelli

L’allestimento  scenico  (meritato UBU 2016) è all’apparenza un cimitero, sullo sfondo alti cipressi vanghoghiani. Un sole al tramonto che traspare dalla linea d’orizzonte. Due tombe matrimoniali, dove solitamente si vedono seppelliti coniugi. Con l’andare del racconto il cimitero diventa anche strada, camera da letto, nascondiglio. La credibilità creata dagli attori e dal loro modo di abitare il palco allontana lo spettatore dalla ricerca di realismo, dalla necessità di uno spazio strutturato di per sé. Ciò che accade potrebbe accadere solo lì, anche se il lì è mutevole e non decodificabile. È un gioco, come da bambini, in cui ogni elemento diventa tale perché pubblico e attori ci credono in quel momento. Come un “ facciamo finta” che diventa vero.

AMORE - Foto di Andrea Spinelli

AMORE – Foto di Andrea Spinelli

I personaggi si parlano in scena, si sentono, si rispondono, come se potessero ascoltarsi da ere lontane, come se le parole camminassero tra loro su linee invisibili. L’impianto registico simmetrico, a tratti quasi speculare crea una danza di movimenti e reazioni che si muove sulla musicalità dei dialoghi. Come pupi macchinati da demiurghi i personaggi raccontano e vivono le relazioni, elementi naturali di un sistema ampio e ineluttabile. Tutti anziani, adulti, nel pieno della loro senilità i quattro protagonisti hanno un continuo rimando linguistico al ricordo, a “quando eravamo giovani”, un continuo rimemebrare e rassicurarsi a vicenda sulle situazioni passate insieme.

AMORE - Foto di Andrea Spinelli

AMORE – Foto di Andrea Spinelli

La scrittura teatrale usata da Scimone è curata nel singolo dettaglio, nel singolo silenzio. Ogni parola cadenzata e ritmata crea una filastrocca, in cui la ripetizione diventa strumento di narrazione, come vuole la tradizione orale. Le battute ripetute, ridette, riascoltate, creano in maniera sempre nuova sottotesti infiniti e  relazioni in continua evoluzione.

La coppia di anziani cerca una nuova passione, un nuovo ardore, forse tenta di rinnovare il patto “ finché morte non ci separi” in una quotidianità di cura personale che solo i vecchi  posseggono. I molti anni trascorsi insieme emergono dai piccoli gesti consueti che i due personaggi si cambiano, dalla tranquillità con cui parlano di dentiere e pannoloni.

Dicono Scimone e Sframeli come il compito dell’attore sia un lavoro certosino di ricerca, un lavoro che superi la rappresentazione; per questo i loro personaggi hanno vita solo perché in quel momento e in quel luogo esiste quella relazione.

AMORE - Foto di Andrea Spinelli

AMORE Giulia Weber – Foto di Andrea Spinelli

E così il tema dell’amore, esplicitato nel titolo netto dell’opera, diventa l’epiteto che Giulia Weber usa per chiamare il consorte. Come se il significante perdesse il significato e diventasse altro. E si permettesse di delegare il significato agli sguardi, alla ricerca delle fiamme di un amore ormai andato chissà dove.

E i due pompieri, che forse amore non hanno mai osato chiamarsi, scoprono invece che l’amore esiste ed esiste anche per loro.

AMORE - Foto di Andrea Spinelli

AMORE – Foto di Andrea Spinelli

Così tutto il testo narra l’indicibile con il dicibile. Dalle parolacce finalmente pronunciate al bacio omosessuale, vengono portati sul palco i tabù della società e automaticamente smascherati, derisi, vissuti. Con un amore che li rende reali. E che lascia, a sipario chiuso, la sensazione di aver vissuto veramente una storia d’amore.

AMORE - Foto di Andrea Spinelli

AMORE – Foto di Andrea Spinelli

Flaminia Vannozzi per RadioEco
Foto di Andrea Spinelli

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