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Andrea Belfi, Cappellato & more | Demography #426

I nuovi album di Andrea Belfi e Tommaso Cappellato, l’album di debutto del misterioso trio SAULT e ancora Camilla Sparksss e i 75 Dollar Bill, fino all’elettronica di Matias Aguayo, tutto in una comoda playlist firmata Demography.

Andrea Belfi è un musicista, compositore e percussionista veronese di stanza a Berlino, noto soprattutto nell’ambito della musica di ricerca e come batterista aumentato. Muovendosi nell’ambito della musica elettroacustica e sperimentale, Belfi ha infatti incorporato nel suo arsenale semplici oggetti, synth, loop station, microfoni a contatto e un Nord Modular: equipaggiamento con il quale crea ritmiche insolite e armonie complesse, circondate da basse frequenze potenti e profonde, bordoni ipnotici, textures cosmiche e cinematiche ed altre oscure modulazioni elettroniche. Belfi è cresciuto tra il punk degli anni novanta e la musica sperimentale e underground, per poi allargare i propri interessi al ‘rock di Chicago’, all’elettronica dei vari Aphex Twin e Autechre, fino al jazz e al minimalismo. Dopo aver preso parte a varie formazioni e collaborazioni – Roslina Mar, David Grubbs, Mike Watt, Stefano Pilia, Hobocombo, Nils Frahm, solo per citarne alcuni – Andrea Belfi dà il via ai suoi progetti solisti e paralleli a partire dal 2002, non prima di aver fondato una propria label indipendente di autoproduzioni, la Chocolate Guns.

Andrea Belfi

Dunque, dopo Wege (Room40, 2012), Knots (Die Schachtel, 2008), Natura morta (Miasmah, 2014), e il bellissimo Ore (Float, 2017) – menzionato nei Top 5 albums of 2017 di Mary Anne Hobbs (#2) e Top album of 2017 di Gilles Peterson (#6) – Andrea Belfi prosegue la sua carriera solista, e ha pubblicato il 5 luglio il nuovo album Strata per l’etichetta inglese Float. Strata prende ispirazione dalla musica Gnawa , una tradizione musicale subsahariana  intrisa di elementi religiosi animisti e utilizzata durante cerimonie che durano una notte intera (lila), per indurre stati di trance con lo scopo di ricreare un canale di comunicazione tra l’energia individuale dell’essere umano e l’energia creatrice divina. Inoltre Belfi aprirà le date del tour europeo di Tomorrow’s Modern Boxes, gli show tra musica e visual che Thom Yorke, ha in programma a luglio, insieme al produttore Nigel Godrich e il visual artist Tarik Barri. Il tour toccherà l’Italia per cinque date: il 16 luglio all’interno di Collisioni Festival (Barolo), mercoledì 17 presso Villa Manin a Codroipo (Udine), giovedì 18 a Ferrara Sotto Le Stelle, sabato a Perugia a Umbria Jazz e domenica 21 luglio al Roma Summer Fest alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.

Andrea Belfi

 

Altro batterista nonché polistrumentista, produttore, DJ e compositore nostrano ma di esperienza internazionale è Tommaso Cappellato. Instancabile esploratore delle possibilità espressive della musica improvvisata, al di là di generi e tradizioni codificate, Cappellato si è formato a New York sotto la guida di figure leggendarie del jazz quali Harry Whitaker (Black Renaissance) e Michael Carvin (Pharoah Sanders) fino a collaborare in tempi più recenti con artisti quali Donato Dozzy, Rabih Beaini, Nicola Conte, Khalab, Populous e nello splendido Elephantine, l’ultimo disco del visionario produttore egiziano Maurice Louca. Cappellato è tornato ora nella dimensione solitaria con il suo quinto album solista Butterflying, uscito il 28 giugno per la Mother Tongue. In compagnia del proprio kit di percussioni, un assortimento di tastiere analogiche, e con il supporto sporadico di alcuni musicisti, Cappellato crea un sound nuovo e all’avanguardia, un connubio di influenze musicali che stimolerà le orecchie degli ascoltatori più curiosi. L’album, ispirato da un recente viaggio a New York dove ha trascorso la maggior parte dei suoi anni formativi, è una celebrazione della sua eclettica evoluzione musicale: nelle otto tracce si mescolano in modo raffinato e coerente lo-fi hip hop, funk, attitudine free jazz, elettronica downtempo e sprazzi di ambient.

Andrea Belfi

Ancora ritmi tribali e ancestrali con i BCUC, ossia i Bantu Continua Uhuru Consciousnesscollettivo di sette musicisti di Soweto (sud Africa) fondato nel 2003, basato su questo assioma ancestrale: la musica ha il potere di guarire le nostre menti liberando i nostri corpi,“We are descended from tribes who use music as therapy.” dichiarano i musicisti, e continuano “Music for the people, by the people, with the people.”. Non a caso il titolo del disco è The Healing: un album che suona come una sorta di inno alla libertà, a rilassarsi e divertirsi con il ritmo trascinante della musica, uno tsunami di suono e good vibes, un flusso di energia contagiosa ed euforica. Al disco hanno collaborato anche il musicista nigeriano Femi Kuti e il poeta e rapper Saul Williams.

Altro album che non dovete assolutamente lasciarvi sfuggire è 5, uscito lo scorso 5 maggio per Forever Living Originals, esplosivo album di debutto dei SAULT, un’avventura sonora caleidoscopica e ricca di groove. Poche informazioni sulla formazione: un misterioso trio londinese, che include anche l’artista Dean “Inflo” Wynton Josiah, già collaboratore di artisti del calibro di Jungle e Little Simz. Rimaniamo a Londra e ascoltiamo l’ultimo brano delle Haiku Salut, terzetto del Derbyshire - tutto al femminile, tratto dalla colonna sonora che hanno firmato per il filmThe General” del 1926 di Buster Keaton, in uscita il 2 agosto.

Andrea Belfi

Passiamo poi a Brutal, della cantautrice e visual artist canadese Barbara Lehnhoff in arte Camilla Sparksss (già metà del duo svizzero-canadese Peter Kernel), uscito il 5 aprile per On The Camper Records. Anche in questa avventura la musicista si avvale della collaborazione di Aris Bassetti, coinvolto nella produzione e in fase di scrittura e registrazione. Il disco, che esce a cinque anni dall’esordio con For You The Wild del 2014, è “un mix istintivo di sperimentazione, pop elettronico lo-fi, e collage melodici di un ampio spettro di stili e generi”. La voce di Camilla si fa spazio tra loop tribali, frammenti di elettronica ora più cupi e introspettivi ora più audaci; in 9 brani dalle sonorità sperimentali e imprevedibili.

Andrea Belfi

Nuovo album per i 75 Dollar Bill, duo di Brooklyn fondato nel 2012, formato da Che Chen alla chitarra e Rick Brown alle percussioni, coadiuvati per l’occasione da Sue Garner (chitarra e basso), Cheryl Kingan (sax alto e baritono), Andrew Lafkas (contrabbasso), Karen Waltuch (viola), Jim Pugliese (percussioni), Barry Weisblat (elettronica, Casio SK-1), Steven Maing (chitarra) e Carey Balch (charleston). I Was Real è un disco che spazia tra jazz, tradizioni arabe e africane, suggestioni blues, strutture prog-rock, free e drone music; pubblicato su tak:til, sublabel Glitterbeat, il 28 giugno 2019, contiene brani già editi in precedenti nastri, riarrangiati per il nuovo organico e alcune novità. Imperdibile!

Concludiamo con Support Alien Invasion, il nuovo LP del producer cileno e tedesco di adozione Matias Aguayo, uscito il 24 maggio su Crammed Discs/Cómeme. Un disco con un messaggio chiaro e diretto: gli alieni del titolo non provengono dallo spazio, ma sono gli “alieni umani” – il diverso, lo straniero, il migrante – ed è un invito ad accoglierli nella speranza che l’invasione possa liberarci dall’isolamento e dall’esclusione che offuscano sempre di più il nostro lato umano.

 

Strata – Andrea Belfi
Butterflying – Tommaso Cappellato
The Leper – Maurice Louca
Sikhulekile – BCUC, Femi Kuti
Up All Night – SAULT
Firewood – Haiku Salut
Are You OK? – Camilla Sparksss
I Was Real – 75 Dollar Bill
Kolida Serenity – Kolida Babo
We Have Seen Another World – Matias Aguayo

 Andrea Belfi

Buon Ascolto!

Marta Cardilli per RadioEco.

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