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Angelo Sicurella, Silvereight, There Will Be Blood – Demography #119

Il panorama musicale italiano si va riducendo sempre più in due filoni: il commerciale strapubblicizzato e l’indie (nome ormai così svalutato da significare tutto e niente) che, da qualche tempo, si tiene a malapena a galla in un mare di banalità. Sotto questa immobilità si nasconde un’alternativa, forse non sempre migliore ma almeno esiste, è solo un po’ meno visibile. Iniziamo con tre esempi.. made in Italy. Tre nomi per tre generi completamente diversi fra loro: Angelo Sicurella, Silvereigh e There Will Be Blood

Angelo Sicurella, già voce degli Omosumo, ha pubblicato un nuovo capitolo della sua impresa da solista. Come una saga letteraria, Sicurelli ha diviso il suo lavoro, Orfani per Desiderio, in tre volumi, tutti accompagnati da artwork diversi. Finora sono stati pubblicati solo i primi due. Il secondo volume comprende tre brani, e come nel primo l’elettronica va a contaminarsi con elementi derivati da generi diversi come il blues e il folk. Le canzoni sono rese delicate dalla voce morbida del cantante, mentre le parole che formano i testi, hanno tutte un peso consistente e meritano un ascolto accurato. La trilogia musicale di Angelo Sicurelli nasce in seguito a una delle tragedie della nostra storia recente, gli sbarchi a Lampedusa, evento che ha innescato l’esigenza di raccontare attraverso la musica, un mondo che non esiste solo nei telegiornali, ma che è più vicino di quanto si pensi.

Il secondo volume di Orfani per Desiderio è accompagnato dal video del singolo Carlotta, curato da Manuela Di Pisa, che ha letto tutta la trilogia attraverso il mito di Orfeo e Euridice.

Il prossimo 10 giugno uscirà per Riff Records, Left Hand, il nuovo lavoro dei livornesi Silvereight, il progetto solista di Federico Silvi che si avvale della partecipazione di Gianni Nicolai e Federico Melosi. Intanto è uscito il video del primo singolo From Space, che ripropone spezzoni di un film del 1968, Voyager to the planet of prehistoric women, di Peter Bogdanovich. La scelta è stata giustificata innanzitutto perché l’ambientazione, la scogliera richiamano la città di Livorno, e poi per la presenza dell’astronauta, un uomo perso, tormentato dai demoni interiori che attraversa, lotta, alla ricerca di equilibrio in un mondo mutevole e sull’orlo della rovina. Vista in questa prospettiva, effettivamente il singolo è riuscito. È anche vero che il post rock si presta facilmente a un’atmosfera ipnotica e intimistica, ma in questo caso l’abbinamento è azzeccato, anche se rischia di ricordare un po’ i video editati da fan che si trovano troppo spesso sul tubo. Per quanto riguarda il brano trasmette sensazioni cupe, forse claustrofobiche, in netto contrasto con il titolo più volte ripetuto nel testo. Complessivamente è un pezzo che funziona, anche se non brilla di molta originalità, ma che merita di essere ascoltato dal vivo.

L’ultima proposta arriva da Varese e porta il nome di There Will Be Blood. Il loro prossimo disco, HORNS, uscirà il 10 giugno per Ghost Records, ed è anticipato dal singolo Undertow, di cui è uscito anche un video, diretto da Brace Beltempo. Rispetto ai loro precedenti lavori, Undertow non sembra tanto uscito dal blues del Mississipi, quanto dalla MTV di una decina di anni fa. Se avessi visto il video di questo brano nella rotazione pomeridiana, probabilmente sarebbe finito nella mia compilation (si, ho scritto compilation) estiva insieme a nomi come OK Go, The Servant e The Strokes. Però quella MTV è finita già da un pezzo, e il pomeriggio in televisione passano solo mille motivi per non accederla, ma questo non vuol dire che il brano dei There Will Be Blood sia da considerarsi datato. Ascoltando la loro discografia si intuisce che questo è un punto di partenza di una trasformazione musicale, che va ad abbracciare nuove influenze, che li trasportano in quel sound che una volta era considerato alternative. Non ci resta che aspettare tutto l’album per scoprirne di più.

Rispetto a tanti progetti più riconosciuti della musica italiana odierna, c’è tanto potenziale nascosto che vale la pena di sforzarsi di conoscere, anche perché potreste trovare piccole perle come l’album di Angelo Sicurella, o altre prove che meritano considerazione e diversi ascolti.

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