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Arca, Intronaut, John Frusciante – BringTheEco

E’ stato un novembre pieno di uscite discografiche interessanti, andando incontro ai gusti di un po’ tutti gli ascoltatori dei generi più vari. A dimostrazione di ciò abbiamo selezionato tre album di altrettanti artisti in cui la qualità musicale è stata molto alta: “Mutant” di Arca , “The Direction Of Last Things” degli Intronaut e “Renoise Tracks 2009-2011″ di John Frusciante.

Tre dischi che hanno fatto parlare molto di sé, ponendosi al centro delle rispettive scene (elettronica, metal e rock d’avanguardia) e dimostrando quanto l’underground musicale sia continuamente eclettico e in fermento, con buona pace di Adele e compagnia. Cuffie pronte e andiamo a premere play!

 

Arca

Arca – Mutant (Mute/Self, 2015) Un novembre pieno di scariche elettroniche, quello appena passato. I primi freddi hanno portato con loro dei dischi che si sono posti subito all’attenzione degli appassionati, risultando a tutti gli effetti fra gli album più interessanti di quest’anno. Stiamo parlando in particolare di “Garden Of Delete” di Oneohtrix Point Never, “Elaenia” di Floating Points e di “Nothing” del sempre buon Kode9. A questo trio delle meraviglie, dal 20 novembre si va ad aggiungere anche “Mutant”, terza uscita (se si conta anche il mini album “Stretch 2″) di Arca, aka Alejandro Ghersi, producer venezuelano agli onori della cronaca grazie alle collaborazioni con Fka Twings, Kanye West e madame Bjork. Sin dal titolo, è Ghersi stesso ad offrirci la giusta chiave di lettura per la sua musica: “Mutant” è sfuggevole, imprevedibile, difficilmente catalogabile in maniera immediata in un filone. Nel giro di un solo anno da “Xen”, il ventiquattrenne musicista è riuscito ad evolvere ancora di più la sua scrittura, triturando, macinando e rielaborando a suo modo tutto ciò che l’elettronica ha partorito negli ultimi anni. L’ascolto si fa più cerebrale ed è necessaria maggior attenzione ma il risultato è enormemente affascinante. “Musica elettronica da camera”, o musica classica da XXI secolo se si preferisce, dal tono liquido e dai beat schizofrenici prima accennati e poi subito abbandonati. In “Mutant”, Arca ci sfida a lasciarci travolgere dal suo suono: il gioca vale decisamente la candela.
Arca

Intronaut – The Direction Of Last Things (Century Media, 2015)Dalla follia mutante di Arca, alla follia “ragionata” e controllata degli Intronaut. Il quartetto losangelino non si smentisce per quanto riguarda il suo personale mix di post-metal e prog, e all’indomani del decennale dalla sua nascita, è ancora vivo e vegeto sulla cresta dell’onda di queste sonorità. “The Direction Of Last Thing”, quinto studio album, non deluderà minimamente i fan, potendo contare di tutte quelle caratteristiche che hanno reso ormai riconoscibile gli Intronaut nel marasma ormai saturo di tutto ciò che è post-pesantezza. Se il precedente “Habitual Levitations” riusciva a trovare un buon equilibrio fra irruenza e suoni più dilatati, ampliando ancora di più le possibilità sonore della band, “The Direction…” suona più come il suo fratello cattivo, quello ancor più metallaro che comunque non disdegna altri generi (purché siano tecnici, chiaramente). E questi generi sono naturalmente il jazz e la fusion, qui messi un po’ in secondo piano e degradati a mero espediente per variare l’atmosfera quando rischia di diventare troppo monotona. Il disco comunque ne guadagna in aggressività, anche nei pezzi più lunghi come “Sul Ponticello” e “The Unlikely Event Of A Water Landing”, mettendo completamente a nudo le influenze meshugghiane (in particolare di questi Meshuggah) che negli altri dischi erano ben nascoste. Questo fatto forse è sintomo di un’iniziale, anche se prematura, perdita di smalto nella scrittura del gruppo, visto che da qui in poi il rischio di ripetersi troppo è presente. In ogni caso, “The Direction Of Last Things” è la dimostrazione di un gruppo ormai maturo e che sa come spaccare il culo con stile.

Arca

John Frusciante – Renoise Tracks 2009-2011 (autoproduzione, 2015) Continuiamo sul tema “follia” con un tipo dal quale forse non ce l’aspetteremmo: John Frusciante. Naturalmente sappiamo tutti chi è e in quale gruppo ha militato, e sappiamo anche che lasciò definitivamente quel gruppo sei anni fa, probabilmente già da prima con la testa sempre più concentrata sui suoi dischi solisti. Frusciante è sempre stata la “pecora nera” della band che gli ha dato notorietà, scontrandosi spessissimo con Kiedis e mantenendo rapporti solo con Flea (anche lui “disertore” ma più sporadicamente e meno radicalmente di Frusciante) nonostante abbia segnato in maniera indelebile i ’90. Oggi di Frusciante non si può più parlare solo come di un chitarrista, ma di un musicista che cerca di essere, disco dopo disco, un vero e proprio artista, sperimentando sempre più volentieri al di fuori dei confini del rock, genere che ormai gli va decisamente stretto. A dimostrazione di ciò, ha fatto molto chiaccherare la sua recente dichiarazione a proposito della sua attitudine verso la composizione e in generale di come l’arte dovrebbe essere svincolata da qualsiasi logica commerciale. Di artisti che fanno dichiarazioni del genere ce ne sono a bizzeffe, ma Frusciante è passato dalle parole ai fatti: ben sei produzioni sono in free download sul suo Bandcamp, fra cui questo “Renoise Tracks 2009-2011″. Il contenuto è semplicemente stupefacente: otto tracce di pura IDM, drum n bass ed elettronica assortita, a volte impreziosite da tocchi un po’ più psichedelici. I pezzi sono nati durante il biennio citato dal titolo e ripresi più volte mentre Frusciante si dilettava e cresceva come tecnico del suono. Nulla di così originale ma la qualità è comunque alta e molto curata: “Singular Scope 85″ sembra uscita dallo Squarepusher dei bei tempi di “Hard Normal Daddy” o “Hello Everything”, “Hew Brenderson” cita nei suoni Aphex Twin mentre i fantasmi degli Autechre si aggirano di qua e di là insieme alla voce di Frusciante e alla chitarra ridotta all’osso; c’è spazio anche per il cazzeggio finale su drum machine e coro di “Anea 18″. Frusciante è uscito dal gruppo, e per fortuna, visti i risultati.

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