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Arto Lindsay al Lumiere di Pisa

 Venerdì arriva a Pisa un pezzo di storia dell’Underground newyorchese (e non solo). Arto Lindsay si esibirà sul palco del Lumiere e credetemi, non dovete assolutamente perderlo.

Più in sordina rispetto a nomi come quello di Lydia Lunch, Brian Eno e David Byrne, Arto Lindsay è un monumento storico di parte della musica No Wave, e quasi involontariamente, divulgatore di atmosfere che arrivano dall’America del Sud, ma andiamo con ordine e capirete perché dovete esserci venerdì al Lumiere.

arto_lindsay

Arto nasce negli USA, ma essendo figlio di missionari presbiterani, passa la sua infanzia e adolescenza in Brasile, in un posto non esattamente all’avanguardia. Dai suoi stessi racconti, Arto descrive la minuscola città in cui è cresciuto come un ministato feudale, arretrato, ma la situazione in Brasile stava per cambiare. Gli anni ’60 e ’70 hanno visto politicamente il grande Paese dell’America del Sud in mano a forze militari, artisticamente nasce un movimento culturale di reazione, il Tropicalismo, che musicalmente ha piena diffusione nei personaggi di Caetano Veloso e Gilberto Gil, giusto per citarne due. Sembra poco ora, ma per il Brasile di quegli anni, era una vera e propria rivoluzione!
Il Tropiscalismo non lascerà indifferente il giovane Arto Lindsay, anzi ne sarà influenzato al tal punto da esportarlo anche negli USA, e facendo in modo che ne venisse affascinato anche un giovane David Byrne, diventato amico di Lindsay, al quale ha dato più di una mano agli inizi dell’esperienza Luaka Bop, la sua etichetta world, oltre ad esibirsi diverse volte con i Talking Heads. Inoltre Arto sarà in seguito il produttore di Estrangeiro, definito uno dei migliori dischi di Veloso.

Torniamo a New York, qui Arto Lindsay si esibisce con i DNA dal sound schizofrenico influenzato dal free jazz, in locali pieni di gente che stava assistendo a diversi avvenimenti, tra i quali l’avvento del punk. Erano gli stessi posti in cui si esibiva anche Lydia Lunch con i Teenage Jesus & the Jerks, o in cui apparivano personaggi come Jean Michel Basquiat. Tutta una scena musicale e culturale con un’attitudine rock contaminata dall’euforia del nascente punk, che viene catturata da Brian Eno in No New York, compilation dedicata alla No Wave e pubblicata nel 1978 per la Antille Records.

Finita l’esperienza con i DNA, Arto fonda insieme al fratello Evan, John Lurie, Steve Piccolo e Anton Fier, i The Lounge Lizards, molto più vicina al jazz di cui Arto Lindsay era un grandissimo fan, e che univa no wave e punk rock.

La carriera di Arto Lindsay è davvero immensa, non solo in veste di musicista, ma anche di produttore. Ha collaborato tra gli altri con Ryuichi Sakamoto, John Zorn e Laurie Anderson, prodotto un’oscura band italiana, gli Hi-Fi Bros. E a un certo punto si è visto pure nel film Cercasi Susan Disperatamente, dove compare come impiegato in un giornale.

Lindsay è un intellettuale prestato al rock, uno sperimentatore instancabile, che con tocco leggero è passato dal post-punk al jazz, dalla musica brasiliana all’elettronica. Negli ultimi anni sono usciti due nuovi album, Encyclopedia of Arto, e il recente Ciudado Madame.

 

Grazia Pacileo

 

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