Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Artwork della domenica: “Ashram Equinox” dei Julie’s Haircut

È di nuovo domenica, ed è maggio, e mentre ci rendiamo conto che questo vuol dire sole, caldo ma anche “quanto tempo ho fino al prossimo esame”, sistematevi sul divano o dove vi pare, e preparatevi ad immergervi in un’altra dimensione. Con l’artwork del disco di oggi restiamo in Italia, ma per viaggiare vi basterà ascoltarlo e chiudere gli occhi, ovviamente dopo aver letto di cosa si tratta.

La band in questione arriva da Sassuolo e si chiama Julie’s Haircut. Nascono nel 1994 ed esordiscono cinque anni dopo con l’album Fever in the Funk House. In seguito sono stati pubblicati altri cinque dischi, ad esempio After Dark, My Sweet, disco che ha diviso nettamente in due gli ascoltatori visto che c’è chi lo giudica un progetto ambizioso che non risponde bene alle aspettative create, e chi lo considera una piccola perla della loro discografia. Se c’è una cosa certa, è che i Julie’s Haircut hanno la grande capacità di cambiare e rinnovarsi a ogni nuova uscita, tant’è che sembra di ascoltare ogni volta una band completamente diversa da quella dell’album precedente.

E arriviamo al 2013, anno in cui esce l’ultimo disco dei Julie’s Haircut, Ashram Equinox, disco che consacra l’abilità musicale del gruppo.

In India con il termine Ashram si indica un luogo di meditazione, di solitudine, oppure gli stadi della vita concepiti dalla religione induista. In ogni caso si tratta di un momento che non ha limiti fisici, un contatto tra la mente dell’uomo e un paesaggio naturale o fittizio, un luogo che nasce dalla dimensione mentale dell’uomo trascinato verso nuovi orizzonti dalla meditazione, o, come in questo caso dalla musica. Un album di tracce solo strumentali, perché le parole non potrebbero trovare spazio in un disco che ha lo scopo di far viaggiare l’ascoltatore verso nuovi universi.

Artwork JuliesHaircut

È in questa atmosfera che nasce l’artwork di Ashram Equinox, ideato da Pasquale De Sensi. L’artista calabrese, classe 1983, è famoso nell’ambiente della musica indipendente al quale ha partecipato più volte con i suoi collage, creati per diventare artwork di diversi dischi. Due volte vincitore del Best Art Vinyl Italia, rispettivamente nel 2013, proprio con Ashram Equinox, e nel 2015 con Protestantesima di Umberto Maria Giardini.

Artwork julieshaircut

Il lavoro di De Sensi è molto espressivo, si avvale di vivaci contrasti ma senza essere eccessivamente violento, piuttosto si nota una certa eleganza, difficile da trovare nell’arte del collage che di solito risulta aggressivo. Nell’artwork per i Julie’s Haircut, l’artista ha lasciato che fosse la musica contenuta nell’album a guidarlo. Il disegno è strettamente collegato alle sensazioni di armonia e luce che provengono da brani come Taarna, o Han. È lo stesso De Sensi ad ammettere in più interviste che il miglior modo per lavorare su un artwork è ascoltare il lavoro dei musicisti e lasciarsi ispirare da questo.

Nella cover art di Ashram Equinox abbiamo di fronte un paesaggio dai colori psichedelici che fa da sfondo (o forse è il vero protagonista) alla sagoma di un ragazzo senza volto. In molti collage dell’artista si trovano figure umane che non hanno una vera identità definita, un po’ come accade nelle opere di Linder Sterling (ne avevamo parlato qui). Le figure sono spersonalizzate, spogliate dalle caratteristiche solite per acquistarne di nuove, identità completamente differenti a quelle precedenti, differenti rispetto alle solite qualità fisiche dell’animale sociale. Le sagome acquistano un forte simbolismo e diventato il tramite del significato che l’artista cerca di trasmettere allo spettatore.

Nell’artwork di Ashram Equinox il contrasto è leggero e delicato, ma allo stesso tempo di grande impatto. L’identità del ragazzo è sparita, si è dissolta, come se si fosse trasferita volontariamente nel paesaggio luminoso alle sue spalle. Che sia il risultato della meditazione a cui rimanda il titolo dell’album? Una velata allusione al mondo interiore che si crea grazie alle note delle otto tracce? Richiama l’idea di un momento-limite che segna un punto in cui la fine coincide con l’inizio, quasi un rito di passaggio da una all’altra fase all’interno di un percorso. Di sicuro il rock lisergico del disco si riversa completamente nei colori chiari e forti del paesaggio in copertina.

Se non ci credete, guardate l’artwork qui sotto, ascoltate l’album, chiudete gli occhi e buona meditazione.

artwork julieshaircut

 

post di questa categoria

wasbridge council

Wasbridge Council R...

Wasbridge Council – Mixtape – Demography #196

snarky puppy

Dopo il terzo Grammy, ...

Dopo il terzo Grammy, intervista agli Snarky Puppy @ Pisa Jazz

risotto viola

Risotto Viola alla Mel...

Risotto Viola alla Mela e Limone

Press conference- Marquez, Rossi e Viñales - MotoGP.com

Rossi “sei” primo!...

Rossi “sei” primo! La febbre delle due ruote

ultimi post caricati

bruce harper dauwd

Bruce Harper – D...

Bruce Harper – Dauwd | Demography #197

ATP (1)

Eventi in Toscana: Dep...

Eventi in Toscana: Deposito Pontecorvo, Surfer Joe e altro| Atp #77

show_img

T.R.A.me Indipendenti ...

T.R.A.me Indipendenti al Teatro Rossi

Piefrancesco Davigo: "L'Evoluzione della Corruzione"

Piercamillo Davigo all...

Piercamillo Davigo all’unipi: “L’Evoluzione della Corruzione”

Commenti