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Artwork della domenica: “Aspettando i Barbari”, Massimo Volume

Oggi non è soltanto domenica, è anche San Valentino, e tanti si preparano a passare la serata ai ristoranti con la propria dolce metà. Bene, ci pensiamo noi di Radioeco a fornirvi una scusa per evitare silenzi imbarazzanti. Dopo cinque minuti passati a parlare di Sanremo, perché non continuare con un bell’artwork che fa tanto intellettuale e sensibile? Potrebbe essere anche un metro di misura per assicurarvi che avete scelto una persona con gusti musicali di un certo livello.

L’artwork in questione è di un album dei Massimo Volume uscito ormai qualche anno fa, nel 2013 per essere precisi, per la Tempesta Dischi. Il titolo, Aspettando i Barbari, è un evidente riferimento all’omonimo libro di John Maxwell Coetzee, ed è anche l’ultima fatica del gruppo, che lo ha definito “il disco più duro” di tutta la loro carriera artistica.

Andiamo subito al dunque, dritti all’artwork. I Massimo Volume hanno scelto di mettere in copertina un artwork, che potrebbe stonare con il nome dell’album. Ryan Mendoza, autore del dipinto Le due sorelle, è un artista newyorchese, classe 1971, considerato un po’ rétro, sia per i suoi lavori, sia per il suo percorso privato e artistico. Insomma, è dal XX secolo che non si sente di un pittore che decide di andare oltreoceano, nella vecchia Europa, per assimilare un po’ di quella cultura. Mendoza, ha infatti, anche per questo motivo, vissuto per molto tempo tra Napoli e Berlino.

Artwork

La sua tecnica, il suo modo di dipingere è decisamente vecchio stampo, Mendoza sembra infatti arrivare dal primo ’900 europeo, anche nella scelta abbastanza frequente di dipingere interni borghesi, scenari e volti quotidiani.

Milan Kundera ha definito l’opera del giovane americano come una rarità storica, Mendoza è per lo scrittore un superstite, sopravvissuto ad un’antica guerra ormai dimenticata, come se , nonostante viva nel nostro presente, fosse in realtà in un altro spazio temporale. In un mondo che ha rinunciato alla pittura, Mendoza ha deciso di farne il suo scopo.

Studioso di Goya, dei pittori olandesi e di tutta l’arte contemporanea europea, Mendoza è un punto originale nella storia dell’arte attuale. Ammirato non solo da Kundera, ma anche da Irvine Welsh (esatto, proprio quel Welsh, colui che ha creato Renton e Sick Boy), il pittore si è fatto conoscere, in tempi molto recenti, anche per una sua performance a Napoli nel 2012 in favore delle Pussy Riot e sulla libertà d’espressione, che ha causato il suo arresto e quello della moglie.

artwork

Il dipinto scelto dai Massimo Volume, Le due sorelle, rappresenta due ragazze, all’interno di quello che sembra un luogo domestico di stampo borghese. Nell’artwork una ragazza stringe l’altra in un abbraccio, mentre questa ha la testa appoggiata alla spalla della sorella. Sembrerebbe una scena delicata, un momento privato al quale non bisognerebbe assistere, ma c’è un piccolo particolare che immobilizza e rende difficile spostare lo sguardo dall’immagine. La ragazza che stringe l’altra a sé, lo fa guardando lo spettatore fisso negli occhi, quasi a voler sottolineare la proprietà dell’intimità che c’è tra le due sorelle. Sembra delimitare un’area tutta sua, uno spazio che pare sia pronta a proteggere in ogni modo, e lo fa con due occhi che trasmettono inquietudine. Un momento intimo attraversato da un’ombra di paura. Lo stesso Emidio Clementi, nella conferenza stampa che presentava l’album, disse proprio a proposito dello sguardo della ragazza “Ha lo sguardo vigile, come se fosse stata attratta di colpo da un rumore, da qualcosa che fra un attimo spezzerà l’intimità della scena”.

Un artwork che è una vera e propria opera d’arte, che vuole riportarci ad un secolo ormai passato e che riesce a trasmettere una forte e calda intimità interrotta inevitabilmente da un’ansia improvvisa e fredda, da un sentimento inquieto, proprio come fanno i testi di Aspettando i Barbari dei Massimo Volume.

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