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Artwork della domenica – Childish Gambino, “Awaken, My Love”

Come va l’hangover di capodanno? È appena passato un 2016 che ci ha lasciato con l’amaro in bocca, ma anche con tante nuove uscite che ci hanno fatto salire l’hype a mille. Una di queste è il fantastico “Awaken, My Love” di Childish Gambino, a cui è dedicato il primo artwork della domenica di quest’anno. Si parte bene!

Prima di arrivare all’artwork di oggi, e fidatevi, forse l’avevate già visto da qualche parte, introduciamo un attimo l’artista a cui appartiene questo primo artwork del 2017. Se vi dico Childish Gambino, vi viene in mente qualcosa? No? E se vi dico Donald Glover? Esatto, Troy di Community! Iniziamo subito a dire due parole su Donald, prima di addentrarci nel suo ultimo lavoro. Ebbene sappiate che a soli 33 anni. Glover vanta un curriculum eccezionale. Attore, comico, sceneggiatore, rapper e Dj, Donald Glover ha già alle spalle una carriera che tantissimi sognano di avere. Tra i protagonisti del già citato Community, Glover è comparso anche nella serie Girls, creata da un altro talento, ovvero Lena Dunham. Tra i suoi ruoli futuri ci sarà anche quello del giovane Lando Carlissian, che non starò qui a spiegare chi sia, ma i nerd come la sottoscritta sanno di che cosa sto parlando (Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana). Donald è anche tra gli sceneggiatori di 30 Rock, la serie cult con Tina Fey e Alec Baldwin, e, come se non bastasse, proprio nell’anno appena passato ha debuttato su FX, Atlanta, serie ideata, girata, scritta e prodotta da lui, in cui interpreta anche un personaggio.

artwork-childishgambino-51-jpg

Glover ha all’attivo ben tre album, l’ultimo uscito lo scorso dicembre, è Awaken, My Love! un tributo alla black music. Mentre gli altri due album di Childish Gambino (perché quando rappa è così che si chiama) sono catalogati come dischi hip-hop, Awaken, My Love! ha invece raggruppato in sé diversi generi, dal gospel di Me and Your Mama, che apre il disco, ramificandosi in eccessi di funk e groove che fanno venire la pelle d’oca. Se c’è una cosa che Childish Gambino è riuscito a fare con questo disco, è aver mischiato tante influenze tra di loro, tanto da farle diventare un tutt’uno, un sottogenere, una contaminazione che cammina benissimo sulle sue gambe. È fortissimo il ritorno a una scena musicale anni ’70, colma di sperimentazioni strumentali che prendono origine dal suono pieno e mai banale del funk. Il rap non è assente dal disco, mai, anzi rende ancora più pieni i pezzi. Forse il pezzo più riuscito, ma è una scelta difficilissima, dal momento che, per quanto mi riguarda il disco ha una tracklist talmente varia da poter soddisfare anche chi non è solito ascoltare roba simile, è Boogieman, ma per considerarlo tale, bisogna escludere dalla classifica il già citato Me and Your Mama, che è da solo un capolavoro.

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Passiamo subito a parlare dell’artwork di Awaken, My Love! dal momento che discutere della bellezza del disco è troppo ovvio e ridondante. Facendo così tante cose è ovvio che di una risenta l’altra e viceversa. Così accade anche per l’artwork di Awaken, My Love! e Atlanta, la serie di Glover. Nel non episodio della serie Atlanta, è presente uno dei cosiddetti easter egg, quei piccoli indizi che fanno contenti gli amanti esagerati delle serie TV, che si sentono speciali perché non tutti possono capirli. In questo nono episodio, appare infatti in secondo piano l’artwork di Awaken, My Love!, inserito in un contesto particolare, ovvero durante l’introduzione di un nuovo personaggio, bianco, che si proclama amante di tutto ciò che arriva dalla black culture. Opposizione questa che si ritrova anche in altri episodi della serie, mettendo in ridicolo, il bianco che si sforza a sembrare amichevole delle altre persone di colore, esasperando gesti e slang stereotipati. Dal punto di vista dei protagonisti principali, tra cui il personaggio di Glover, c’è la consapevolezza di avere davanti persone che mettono in una luce del tutto comica un qualsiasi tentativo di integrazione tra culture, ma dall’altra, lascia un sapore dolce amaro pensare che dopo così tanti anni esiste ancora una disparità che fa accapponare la pelle.

Il rimando alle radici africane è forte, sia nella musica di Awaken, My Love!, sia nel suo artwork. L’immagine dell’artwork è interessante, è una maschera che potrebbe benissimo apparire come una scultura in un museo africano. La bocca è in parte aperta, gli occhi sono ruotati verso l’interno e tutto è reale, tangibile. Una maschera che ha preso realtà, fatta di carne, in una luce blu che gli dona un tocco di contemporaneità. L’artwork è pregno di una forza primordiale, potente, è stupendamente dettagliato. Pare che la testa sia quella di un partecipante a qualche baccanale, a qualche rito che manda la mente lontana dal corpo, che slega l’essenza alla sua carne.
Quest’artwork ci porta in un mondo dimenticato, prima del blues, del funk, del groove pieno della black music. Ancora prima del rap e dell’hip-hop. Prima della schiavitù, alle origini di una cultura che ancora oggi si ritrova ingabbiata, e che per uscire fuori in tutto il suo singolare splendore, ha bisogno di artisti come Childish Gambino, e, sinceramente, ne abbiamo bisogno anche noi.

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