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Artwork della domenica: FKA Twigs, “LP 1″

Il settimo giorno Radioeco vi propose l’artwork della domenica. Proprio così, non vi diamo tregua, perciò rassegnatevi, prendetevi una pausa (facciamo finta che siate impegnati), e catapultatevi insieme a noi nel mondo plastico e onirico di Jesse Kanda, videomaker e artista, autore dell’artwork di LP1 di FKA Twigs.

L’album pubblicato nel 2014 è stato uno dei migliori di quell’anno, un’autentica bomba che ha ricevuto milioni di critiche positive, e che ha consacrato da subito FKA Twigs come una delle artiste da tenere sotto stretto controllo.

Tahliah Debrett Barnett, questo il nome all’anagrafe, è un’artista poliedrica, oltre che cantante è anche una ballerina. Nata a Gloucestershire, ha ben recepito la lezione del trip hop di stampo inglese, cosa che si capisce da subito ascoltando le dieci tracce dell’album, oltre ad individuare anche accenni lirici che ricordano Björk.

L’artwork di LP1 non è la prima collaborazione di FKA Twigs con Jesse Kanda. Kenda aveva già lavorato come regista a due video per due singoli, How’s That e Water Me, contenuti in EP2, precedente al lavoro del 2014.

Forse è già con il video di Water Me che prende piede l’idea di creare plasticità intorno a FKA Twigs, un’idea che viene decisamente ampliata nell’artwork di LP1, ma che probabilmente inizia nel video del singolo, in cui si vede per la maggior parte della sua durata, il viso della cantante in primo piano, e fissandolo a lungo sembra quasi finto. Dietro di lei uno sfondo monocromo, un colore pastello, che accentua senza dubbio la presenza e i colori del viso.

artwork jesse kanda

Questa cover si deve innanzitutto all’amicizia che lega Kanda ad Arca, producer ed esponente dell’elettronica che ha curato il disco di FKA Twigs, oltre ad aver lavorato anche con altri, ad esempio l’onnipotente Kanye West. I due si sono conosciuti online anni fa, da allora lavorano insieme, Kanda ha curato i visual per alcune performance di Arca, e insieme hanno lavorato a un progetto cinematografico molto dark, TRAUMA. Il lavoro di Jesse Kanda ha sicuramente delle linee guida, delle tendenze che segue sempre: oscilla tra il grottesco e un surreale plastico.

Ma torniamo all’artwork di LP1. L’immagine principale ritrae il viso FKA Twigs, dietro solo uno sfondo azzurro. Vi ricorda qualcosa? Come si diceva poco fa, il video di Water Me anticipa in qualche modo questa cover.

Il viso della cantante è truccato, anzi dipinto con una tinta tendente al rosso, i capelli sono acconciati, e sulle tempie dell’artista si intravedono dei disegni. Abbiamo visto sicuramente cose molto più eccentriche. Nessuno di questi dettagli colpisce più di tanto, ma il loro insieme, crea un’immagine plastica che trasforma FKA Twigs in una bambola. Da una semplice copertina si passa ad un oggetto, a qualcosa che di può afferrare o osservare in vetrina. Il viso lucido, contrapposto al semplice sfondo in tinta unica, fuoriesce da questo e ci trascina in un universo plastico che ricorda un po’ (ovviamente questo è un mio personalissimo azzardo) quello di Grace Jones nell’artwork di Island Life.

artwork

Nelle altre immagini, la plasticità perfetta dell’artwork principale viene totalmente rovinata. Il viso di FKA Twigs si trasforma in qualcosa di informe, o meglio, di indefinito.

Kanda non ha rovinato il suo lavoro, piuttosto lo rende ancora più ipnotico. In qualche modo risulta ancora più accattivante dell’immagine principale, sembra anzi che da questa deformità sia riuscito a creare quella visione umana che appare in copertina. Come se dai suoi deliri onirici sia poi nata un’immagine che sembra all’opposto così reale, vivida che vien voglia di afferrarla. Grottesco si diceva, e infatti Kanda non riesce a farne a meno, anche la perfezione plastica ha qualcosa di grottesco: in fondo trasformare un viso di donna, in quella che sembra la testa di una bambola, può decisamente rientrare in questo ambito, forse in maniera meno evidente, meno dark e confusa.

Se non avete ancora ascoltato e visto LP1 di FKA Twigs, ora non avete più nessuna scusa per rimandare ancora, anche perché è un piccolo capolavoro, se non si era capito.

 

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