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Artwork della domenica – “Horses”, Patti Smith

Il mare stanca, lo studio stanca anche di più, è domenica ed è ora di prendervi una piccola pausa. Che ne dite di un bell’artwork domenicale? La cover art di oggi è diventata un’icona della storia musicale, un monumento degli anni ’70. Ecco a voi, Horses di Patti Smith.

Horses è una pietra miliare della musica moderna, un disco fondamentale, ancora oggi attuale che ha portato Patti Smith subito sotto i riflettori della scena culturale americana. La poetessa del rock aveva, tra le altre cose, incontrato ben presto le persone giuste. Fu John Cale a produrre l’album del 1975, Tom Verlaine vi partecipò con la sua chitarra, e un promettente Robert Mapplethorpe prossimo all’ascesa nell’ambiente culturale, scattò quella foto che finì per diventare un’icona di musica, di stile e di storia.

artworkhorses

Nel 1967 Robert e Patti si conoscono. Mapplethorpe in quel periodo sperimentava sessualità e droghe, Patti era appena arrivata a New York con tanti versi in testa. Non poteva che succedere l’inevitabile: i due artisti si innamorano e vanno a vivere insieme al Chelsea Hotel, il famosissimo hotel frequentato da chiunque avesse velleità artistiche. È una relazione forte, intensa, tutta improntata all’arte. Patti e Robert non vivono di nient’altro e per nient’altro che non sia la musica, la poesia o la fotografia, passioni stimolate da droghe (Mapplethorpe era un abituale consumatore di LSD), e chiuse all’interno di un guscio che aspettava soltanto di schiudersi e mostrarsi all’interno. Patti è la prima musa di Robert, forse l’unico soggetto ad essere fotografato più e più volte, durante la loro convivenza e anche dopo.

Qualche anno dopo, Mapplethorpe e la Smith si separano sentimentalmente, ma continuano ad essere amici e a vivere insieme, e il fotografo si impegna in altre relazioni. La prima è con il curatore della sezione fotografica del MOMA di NY, la seconda è quella ancora più seria con Sam Wagstaff, il quale si innamora non solo dell’artista ma anche della sua arte. Wagstaff crede tantissimo nel talento del suo ragazzo, tanto da promuoverlo negli ambienti giusti. In questo periodo, le condizioni di vita di Robert migliorano, tanto da lasciare Patti per trasferirsi in un altro appartamento. Da qui in poi è tutto in ascesa, almeno professionalmente. Mapplethorpe viene riconosciuto come uno dei più irriverenti e talentuosi fotografi del tempo, fama che aumenterà anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1989 a causa dell’AIDS, malattia che gli aveva già portato via, tempo prima, il compagno.

patti smith

L’artwork di Horses è quindi più di una semplice fotografia. È l’artwork che nasce dall’unione di due artisti, due anime che si rinchiusero per proteggersi dal mondo e per poter accrescere la loro arte. È l’inizio di due carriere che segneranno la cultura del secolo scorso. Patti rompe gli schemi della musica, Robert viene acclamato in quanto innovatore da molti, da altri verrà additato per la sua arte considerata oscena (ad esempio la serie sul sadomaso).

Caratteristica essenziale dell’artwork è il contrasto tra luci e ombre. La fotografia, in bianco e nero, è l’emblema dell’opposizione. Oltre ai colori, alla luce e alle ombre, un’altra dicotomia scaturisce dall’aspetto androgino di Patti, dall’aspetto maschile su un corpo femminile. Tutti sanno che Patti Smith non è poi così cambiata nel look durante gli anni. Al contrario di tanti suoi contemporanei, la poetessa proto punk, non ha mai osato con i costumi, se sembrare un uomo può essere considerato “non osare”. Sono gli anni ’70, i residui del decennio precedente si trascinano ancora, la guerra, la liberazione dei costumi sessuali non sono poi così distanti, ma l’artwork segna una svolta in più.

L’unico fenomeno che aveva portato l’androginia sulla scena musicale, era stato il glam rock. Marc Bolan, David Bowie, Mick Jagger (per farvi un’idea, guardate Velvet Goldmine) e tanti altri ancora si presentavano sul palco con la matita sugli occhi, tacchi da far concorrenza a una drag queen, costumi fatti di lustrini, pailettes, attillatissimi. L’uomo diventava ambiguo, esplorava la sua parte femminile e non la nascondeva più. Il glam diventa un fenomeno frequente, imitato anche da altra gente, oltre ai musicisti, è moda.

L’androgina di Patti Smith è differente, per un semplice motivo. In mezzo a tanti strass e trampoli da 15 cm, era difficile vedere una ragazza esibire il suo lato maschile. Niente di elaborato. La foto scattata da Mapplethorpe è semplice: ritrae una Patti Smith giovane vestita con una camicia bianca dentro i pantaloni retti da bretelle, e con una giacca sopra la spalla. Non c’è trucco sul suo viso, nessuno smalto sulle unghie, né ha fatto la piega. Nella biografia Just Kids, è la stessa Patti che ricorda l’origine dell’artwork destinato ad essere uno dei più conosciuti al mondo: «Sarebbe stato Robert a scattare la fotografia per la copertina di Horses, non avrebbe potuto essere altrimenti: la mia spada sonora protetta dall’immagine di Robert. Non avevo idee, sapevo soltanto che avrebbe dovuto essere autentica. L’unica cosa che promisi a Robert fu che avrei indossato una camicia in ordine, senza macchie.
Andai all’Esercito della Salvezza sulla Bowery e comprai una pila di camice bianche. Alcune erano troppo grandi; quella che mi piacque aveva delle iniziali sotto il taschino. Mi ricordò una fotografia scattata da Brassaï nella quale Jean Genet indossa una camicia bianca monogrammata con le maniche avvoltolate. Sulla mia c’era ricamato RV – immaginai che la camicia fosse appartenuta a Roger Vadim,che aveva curato la regia di Barbarella. Tagliai via i polsini per indossarla sotto la giacca nera, che adornai con la spilla a forma di cavallo che mi aveva regalato Allen Lanier. Robert voleva scattare la fotografia da Sam Wagstaff, perché nell’attico c’era una bella luce naturale. La finestra ad angolo proiettava un’ombra che creava un triangolo di luce, e Robert voleva servirsene per la fotografia».

L’immagine che Robert Mapplethorpe aveva di Patti, quella che vedeva ogni giorno, vestita o nuda che fosse, è finalmente davanti agli occhi di tutti. Determinata e spavalda, ma allo stesso tempo le sue dita sopra le bretelle sembrano manifestare un pizzico di tensione, forse di vulnerabilità. Non è mai stata più nuda di così! Nonostante le foto di nudo, alcune anche in compagnia di Robert, Patti sembra qui più spoglia che mai. I vestiti sono solo parte della sua personalità, perché è esattamente quella che Mapplethorpe riesce ad evidenziare. È autentica, esattamente come Patti voleva che fosse, e come Mapplethorpe sapeva che sarebbe stata. È storia.

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