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Artwork della domenica – “A Moon Shaped Pool”, Radiohead

La domenica è fatta per dormire e rilassarsi, e cosa c’è di meglio se non rilassarsi con Thom Yorke e compagnia bella? Ebbene si, l’artwork della domenica di oggi parlerà dei Radiohead e del loro ultimo album, “A Moon Shaped Pool”. Quindi prendetevi due minuti, mettete in riproduzione il disco, e godetevi il viaggio.

Si sa, i Radiohead si divertono sempre a farci impazzire con messaggi criptici e release inaspettate, e anche con A Moon Shaped Pool non si sono smentiti. Da un giorno all’altro sono spariti tutti i contenuti (immagini, post) di tutti gli account social della band, e naturalmente la cosa non è passata inosservata. Così, di punto in bianco sono partite le mille speculazioni: i Radiohead si sono sciolti? È una trovata commerciale di Thom come al solito? Staranno producendo un nuovo album? Avranno sostituito la pulizia contatti con quella dei post? Mistero. Ore e ore a chiederci che diavolo si stesse muovendo. L’unica certezza era che di sicuro qualcosa era successo.

Un video pubblicato da Radiohead (@radiohead) in data:

Il tre maggio compare su Instagram, Twitter e Facebook, questo video con un uccello. Il delirio! Perché vogliono farci soffrire così? Thom, abbiamo capito la strategia del dover catturare l’attenzione, però così qui si rischiano infarti! È dai tempi di In Rainbows che i Radiohead si divertono a sorprenderci, e dovremmo esserci abituati ormai, e invece i social sono esplosi in un unanime e internazionale “Che mi significa?”. Mentre tutti ci stavamo scervellando a cercare il significato di quel video, ecco che esce lo stesso giorno Burn The Witch, il primo singolo di un probabile e futuro nuovo album, accompagnato da un video d’animazione diretto e prodotto da Chris Hopewell. Finalmente una gioia, insomma! E non è finita certo qui. Tre giorni dopo i Radiohead pubblicano un altro video, questa volta diretto da niente poco di meno che Paul Thomas Anderson, regista di film come Il Petroliere, Vizio di Forma, The Master. Il nuovo brano della band britannica si intitola Daydreaming, un pezzo struggente, malinconico e introspettivo come solo i Radiohead sanno fare. Due giorni dopo,un artwork in bianco e nero e l’annuncio definitivo: A Moon Shaped Pool è il nuovo album dei Radiohead, e viene rilasciato lo stesso 8 maggio.

C’è una cosa che i Radiohead sanno fare bene, oltre a manipolare il pubblico con le loro strategie di marketing, ed è il sapersi reinventare restando sempre fedeli a quello che sono. A Moon Shaped Moon non è una svolta in una direzione diversa, perché resta fedele a quella vasta gamma di sensazione inquiete, cariche di fortissima emotività, che la band ha sempre suscitato nell’ascoltatore con tutti i suoi brani. Quello che cambia è probabilmente il mondo dal quale prendono vita. Dal macrocosmo dei temi universali ai quali hanno sempre attinto, ora si è passati ad un mondo decisamente più piccolo, quello di Thom Yorke e della sua vita privata. Il cantante dei Radiohead ha appena chiuso con Rachel Owen, la donna che è stata la sua compagna di vita per ben ventitré lunghissimi anni. Mentre nei dischi precedenti l’irrequietezza era sempre interiore, ma in relazione al mondo, alla vita più in generale, per la prima volta Thom Yorke si spoglia, rivelandosi per l’uomo che è, ferito e triste. La bellezza di questo disco è quasi tragica, ma caratterizzata non solo dalla tristezza, piuttosto da emozioni forti, impetuose, che mano mano si trasformano in serenità.

artwork_a-moon

L’artwork di A Moon Shaped Pool è stato realizzato da Stanley Donwood, che collabora con i Radiohead sin dal 1994, da quando creò l’artwork per il singolo My Iron Lung. Stanley Donwood è un amico di vecchia data di Thom Yorke: i due, entrambi studenti d’arte, si sono incontrati ai tempi del college. Stanley capisce da subito che Thom era una persona con la quale avrebbe potuto lavorare, mentre Yorke ricorda di averlo incontrato durante il suo primo giorno da studente, di aver notato che Donwood era decisamente vestito meglio di lui, e di aver pensato che quel ragazzo avrebbe potuto non piacergli affatto, oppure che avrebbe finito per collaborare con lui per tutta la sua vita. Per nostra fortuna è andata bene, Thom Yorke e Stanley Donwood sono diventati amici e insieme ci hanno regalato artwork ormai storici, come quelli di Kid A, AmnesiacHail to the Thief.

Lo scorso agosto è stato pubblicato sul canale YouTube del CitizenInsane, un video in cui si vede Stanley Donwood creare diverse versioni dell’artwork di A Moon Shaped Pool. I vari artwork creati da Donwood (che si possono rivedere anche sulla pagina Facebook dei Radiohead, o sul loro account Instagram), sono diversi fra loro, anche se tutti si possono considerare parte dello stesso processo creativo. Colori forti e colori tenui, da quelli più caldi a quelli più freddi, tutti gli artwork sono da considerarsi esempi di arte astratta, dipinti che ritraggono un mondo invisibile all’occhio dell’essere umano, anche perché probabilmente si trova all’interno di esso.

artwork-radiohead-2016

La creazione dell’artwork di A Moon Shaped Pool è stata abbastanza originale. Prima di Stanley, è stato incluso nel progetto anche il poeta Adam Thorpe, amico di Greenwood, conosciuto per essere politicamente schierato a sinistra, che ha assistito sia alla produzione dell’album che alla creazione di quella che sarebbe diventata la sua copertina. In seguito viene reclutato anche Donwood, che come si è detto è un porto sicuro per Yorke, dal momento che oltre agli artwork dei Radiohead, gli affidato negli anni anche alcuni lavori per gli Atoms For Peace, e per i suoi progetti da solista. Donwood è stato fatto accomodare dalla band in un fienile vicino allo studio di registrazione, in modo che, attraverso delle casse, potesse assistere alla creazione dell’album, e dunque trasformarla in arte visiva. È esattamente così che è nato l’artwork, insieme alla musica stessa che ha prodotto in Donwood macchie che ricordano appunto quelle lunari che rimandano al titolo dell’album, ma che sembrano anche macchie d’acqua, tutte circondate da stelle che illuminano in modo discreto, quasi senza luce alcuna, un mondo interiore che è possibile esprimere soltanto con l’astrattismo visivo, con gli strumenti e la voce straziante di Thom Yorke.

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