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Artwork della domenica: “Strange Days”, The Doors

È primavera finalmente, ma è soprattutto domenica, dunque non potete perdervi il nuovo appuntamento con l’artwork di oggi. Tanto due orette per digerire il pranzo pasquale della nonna dovrete concedervele.

Non possiamo promettervi la cioccolata, ma almeno puntiamo sull’artwork per garantirvi una sorpresa di qualità. Oggi parliamo della cover di un album famosissimo, di un gruppo ancora più famoso, il cui frontman compete solo con Oscar Wilde per il numero delle citazioni che gli vengono attribuite sui social. Dai che avete capito, la risposta esatta è Jim Morrison, o The Doors, vanno bene entrambe! L’album in questione è invece Strange Days, pubblicato nel 1967, e considerato da tanti uno dei migliori dischi della band.

L’artwork di Strange Days è probabilmente l’unico in cui non compaia la band in primo piano, l’unica senza la presenza ingombrante di Jim Morrison. Nonostante questo fosse il secondo album pubblicato dai Doors, Jim Morrison era già abbastanza leggendario. Fu proprio Morrison a chiedere esplicitamente che non venissero stampate le facce del gruppo su questo disco. Riguardo a questo desiderio c’è un antefatto che, come spesso accade, riguarda il contrasto tra arte e compenso monetario. Il boss dell’Elektra Records, casa discografica dei Doors, aveva intuito il potenziale dell’immagine di Jim Morrison, la sua carica sessuale, ed è per questo che il precedente LP della band venne pubblicizzato facendo leva sulla fisicità del cantante.

artwork jimmorrison

Jim non ci sta. Essere venduto per l’aspetto e non per la sua musica non gli va, per niente. Quindi per questa volta si farà diversamente, la band non deve comparire nella copertina, o almeno, non deve essere visibile, ma a questo piccolo dettaglio ci arriveremo con calma.

Anche il resto del gruppo era d’accordo con la presa di posizione di Morrison, d’altronde avevano le idee molto chiare su quello che sarebbe dovuto comparire nell’artwork di Strange Days. Il nome stesso dell’album doveva essere un indizio per la copertina. Perché definire qualcosa come strano senza renderlo tale? Non aveva senso continuare (anche se in fondo è quello che avverrà per le prossime copertine) questa stereotipata moda del piazzare la foto della band e il titolo dell’album. Era esattamente quello che tutti i gruppi, californiani e non, stavano facendo in quel periodo. Ray Manzarek affermò anni dopo, che avevano già in testa un progetto definito, bisognava trovare solo qualcuno che comprendesse quell’idea e che la realizzasse. L’idea era quella di riuscire ad avere un’ambientazione surreale, popolata da personaggi sui generis, ad esempio personaggi che arrivavano dal mondo circense. Queste idee, questa voglia di “stranezza” arrivavano direttamente dal mondo del cinema europeo. Erano influenzati dal mondo felliniano de La Strada, e dal Settimo Sigillo di Ingmar Bergman.

artwork thedoors

L’uomo capace di avverare le aspirazioni di questi giovani musicisti, fu Joel Brodsky, che prima di arrivare a una visione definitiva dell’artwork, si vide scartare molte idee che non convincevano per niente la band. Trovata finalmente la location, un vicolo della 36esima Strada a Manhattan, Sniffen Court si iniziò a popolare di personaggi un po’ strani che saranno destinati a comparire sull’album di una delle migliori band di sempre. Personaggi che furono trovati nei modi più strani, tanto per restare in tema. Ad occuparsi dell’ottima riuscita dell’artwork, oltre al fotografo Brodky, c’era anche l’art director dell’Elektra Records, William S. Harvey, che riuscì a procurarsi il trombettista che appare nella foto, durante un viaggio in taxi. Esatto, era il tassista! A dire il vero l’unico che c’entrava davvero con il mondo del circo era il sollevatore pesi, tutti gli altri sono stati raccattati in giro e per caso. Il giocoliere era l’assistente di Brodsky, il nano invece fu scoperto per caso in un hotel, mentre la donna che appare nel retro della cover è Zazel Wild, un’amica della moglie di Brodsky, futura editor! Insomma una storia che meriterebbe già da sola, tutta la fama che si è creata intorno all’album.

artwork thedoors

Un ultimo piccolo particolare. Abbiamo già detto che Jim Morrison non voleva i Doors in bella mostra sulla cover di Strange Days, ma non abbiamo mai detto che non compaiono per niente. Perché non è così. Jim Morrison e soci sono presenti, front e back, solo un po’ messi di lato.

Sia nel front che nel retro dell’album appaiono due poster, di quelli che si trovano sui muri per pubblicizzare i concerti, ed è proprio lì che si trovano i Doors. Messi un po’ in ombra ma comunque presenti, che poi era proprio l’idea base dell’artwork.

Infine questa è la prima volta che compare il nome Doors scritto con quei caratteri che saranno per sempre associati alla band. Il logo fu ideato da Harvey, prendendo spunto da uno stile di calligrafia anni ’30. Con Strange Days, oltre tutto quello che si è detto nasce quindi anche il logo dei Doors, che li accompagnerà per tutta la carriera.

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