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Australian Open 2015 – Tutto noiosamente secondo pronostico

Alla fine hanno vinto i migliori, quelli più pronosticati alla vigilia. Da sport meritocratico quale è, il tennis ha visto trionfare i due numeri 1 mondiali, senza veder quelle sorprese che agli Australian Open sono spesso protagoniste (Baghdatis finalista 2006, Wawrinka 2014, Fernando Gonzalez  finalista 2007 solo per citarne alcune). Invece le finali hanno visto Djokovic (5° titolo a Melbourne) contro Murray e Serena Williams contro l’urlatrice più famosa del globo, Maria Sharapova.

Nonostante questo alcune sorprese le abbiamo avute anche se certamente non rimarranno nella storia. In campo maschile l’incredibile partita dell’Operaio Seppi contro Sua Altezza Federer (rimarrà nella memoria del nostro misero tennis italiano, non certo nella memoria del tennis mondiale) e la sconfitta di un “tenero” Nadal contro un Berdych che poteva rappresentare la vera sorpresa australe del 2015. Ivanovic che esce al primo turno, la “forse” esplosione di Madison Keys e Garbine Muguruza e la rinascita di Venus Williams sono sicuramente le note più sorprendenti di un torneo femminile che solo Serena poteva perdere. Noi tutti stiamo ancora aspettando che quel gioiello di Camila Giorgi impari la “continuità”.

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Intendiamoci: non abbiamo assistito al miglior Australian Open della storia. Le finali ne sono state l’emblema. La finale maschile, oltre ad evidenziare quanto Andy Murray sia sopravvalutato, ha messo in scena una delle partite-incubo per ogni appassionato. La partita di brutal-tennis tra Djokovic e lo scozzese, giocatori talmente simili da far venire sonno peggio di una gara di Formula 1. Anche la “tradizionale” partita Djokovic-Wawrinka in semifinale ha deluso le attese. La finale femminile è stata una partita mai iniziata, tanto era la superiorità della Williams su una Sharapova che continua con la sua “affezionata” serie record di 16 sconfitte consecutive contro Miss 19 Slam (superate Navratilova ed Evert). Per il serbo è l’ottavo Slam, come mostri sacri come Rosewall, Agassi, Connors e Lendl, innalzandosi sempre più verso le vette del tennis mondiale. Per Serena si avvicina sempre di più Steffi Graf a 22. Un traguardo più che raggiungibile per un’atleta che sta vincendo quella partita biologica con l’età che avanza.

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Tutti si aspettavano Federer e Nadal, ed è rispuntato Murray che senza infamia e senza lode, si è ripresentato in ottime condizioni fisiche e tecniche lasciando comunque la sensazione di quanto sia lontano da quei 3 che stanno lassù in cima a governare il tennis, aspettando quel ricambio che non intende arrivare per le debolezze psicologiche della generazione 89-92. Raonic fuori senza lottare, Dimitrov che si sconfigge da solo, la talentuosa Radwanska che ancora fallisce un appuntamento con uno Slam che la sua classe meriterebbe ecc. Come al solito l’unico che si salva (fortunatamente) è il mio pupillo Kei Nishikori, asfaltato dall’unico Wawrinka versione 2014 del torneo. Una sconfitta accettabile direi. Intorno a tutto questo si inserisce quel meraviglioso talento, spensierato ed “insolente” di Nick Kyrgios, al suo secondo quarto di finale Slam a 19 anni. Non male.

Sicuramente la grande delusione dello Slam Down Under è stata Roger Federer. Veder uscire lo svizzero al terzo turno per mano di un esempio di “tennis piatto” come Andreas Seppi fa strano, quasi più della sconfitta al secondo turno di Wimbledon 2013 con Stakhovsky. Andreas, che ha in dote tanti sacrifici ma sicuramente nessun bacio dal talento, ha meritato contro uno svizzero sotto tono e sicuramente non al 100%. Prendendo come simbolo il match point, credo che l’altoatesino abbia più meriti che demeriti il basilese. La classe operaia va in paradiso.

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“Due atleti soli al comando”. Questo ci lascia in eredità un opaco Australian Open. Adesso per noi non resta che attende con ansia i primi Masters 1000 in U.S.A e la bellissima quanto anti-tennistica terra rossa ed il Roland Garros che mai come quest’anno sembrerebbe dagli esiti incerti e sorprendenti. Tanto ormai abbiamo capito tutti che l’unica cosa certa in questo meraviglioso sport è Seppi-Istomin al 5°.

Giacomo Corsetti per RadioEco

 

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