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Autumn in Pisa

Eccoci qui, puntuale come ogni anno, annunciato dagli scalpiccii delle simil-Timberland sul selciato, ammantato in giacche di pelle troppo fredde e piumini troppo caldi, frusciante di foglie secche-ah-no-era-una-lattina cadute dolcemente al suolo, è arrivato l’autunno.
La mezzastagione per eccellenza. La stagione in cui vi vestite ostinatamente con il guardaroba estivo (al massimo mettendo solo vestiti marroni-rame-cognac, se proprio siete fèscion) finché non vi si gelano i bulbi oculari (e la stagione in cui andate al Lucca Comics in mutande per essere i cosplayer di qualcosa, anche se sembrate sempre e solo i cosplayer di voi in mutande, ma questa è un’altra storia).
A furia di vestirvi a caso dunque succede una cosa sola. No, non succede che l’estate ha pietà di voi e resta ancora un po’. Succede che vi ammalate e basta.
Ora: quando eravate a casa influenza significava casa-letto-persone che vi portano il cibo a letto-cartoni per tutto il giorno-coca cola e gelati per farvi abbassare la febbre. 
Qui no. Quando sei all’Università e hai la febbre, diventi come un animale ferito in un branco che fa la migrazione per cercare un pascolo più verde: vieni lasciato indietro.
I coinquilini spariscono, anche se voi gli avevate fatto da badanti quando avevano l’unghia incarnita.
I compagni di studio si dileguano, anche se dicevano che vi sarebbero stati vicini forevah.
E tu capisci davvero cosa voglia dire cavarsela da soli.
Come si fa, dunque?
  1. Prevenire. Non nel senso che non devi ammalarti (se frequenti lezioni, autobus e mense ti ammalerai, eccome), ma nel senso che a casa devi avere sempre una scorta delle medicine base che prendi di solito a casa quando stai male, che sai che funzionano e che non ti danno problemi. Inoltre devi avere un medico qui, o almeno un’anima pia che possa prescriverti qualcosa a ragion veduta.
  2. Prevenire 2. Scoprirai ahimè che il problema non è la malattia, ma il sopravvivere normalmente durante la stessa. Nella dispensa devi sempre avere (allergie permettendo) una scorta di: verdure in scatola, carne e tonno in scatola, minestroni/risotti liofilizzati, olio, parmigiano in busta, pasta, dadi, minestrina, pane in cassetta, fette biscottate, biscotti, the/camomilla, frutta secca, miele, acqua, piatti e bicchieri di carta. Questo deve bastarti per cinque giorni (che poi è il tempo di un’influenza media), in cui
  3. cucinerai tutto al massimo scaldandolo o facendolo bollire (sì, dovrai cucinare da solo anche se non ti reggi in piedi. E avranno anche il coraggio di rinfacciarti il turno di pulizie saltato, sappilo).
  4. Mettiti accanto al letto un bel cestino e valanghe di fazzolettini, insieme a tutte le medicine che devi prendere. E libri, tanti libri. E il computer con cui leggere questo splendido blog, naturalmente.
  5. Non smettere di prendere le medicine prima del tempo. Non prendere antibiotici se non te li prescrivono. Non prendere medicine dei tuoi amici solo perché loro le prendono. Non ti inventare le cure. Non terrorizzarti cercando i tuoi sintomi su internet. Non mescolare medicinali diversi. Non bere alcolici o fare mix strani mentre prendi medicine.
Ok?
May the Force Be with you,
Giorgia Fumo per University Fair

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