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Avex + Vespro @Caracol [Report]

Storie da condividere, carica e sound innovativi: Avex e Vespro, i due artisti che si sono esibiti ieri sera sul palco del Caracol, sono tutto questo e altro ancora. Un live fresco e ricco di emozioni, tra momenti energici e divertenti ed altri più introspettivi che hanno sorpreso il loro pubblico.

 

Avex, nome d’arte di Avalon Tsegaye, è un giovane rapper emergente italo-etiope, un talento dalle molteplici qualità di grande interesse per la nuova scena hip hop che ha sempre sete di artisti con un proprio flow e che sappiano far ascoltare suoni innovativi, non a caso il giovane artista ha anche già cantato sul palco del Montreaux Jazz Festival. Se poi aggiungiamo la scioltezza nel tenere il palco e la naturalezza del suo free style ecco pronto un concerto coinvolgente, divertente, in cui Avex ha portato una ventata di freschezza a noi nel pubblico, con un sound che si differenzia brano dopo brano per guidarci nel suo mondo, tra pezzi più emotivi e altri in cui lasciarsi trascinare dal flow e saltare insieme a lui.

Tra questi il singolo d’esordio, Floppy, per il quale – come ci ha detto lo stesso Avex – tra pochi giorni sarà fuori anche il videoclip: Floppy è un gioco di parole, è il Floppy Disk, quindi il disco e il mercato musicale attuale, infatti sono proprio i dischi e la scena rap i temi del brano.

Avex

Avex

Avex è stato energia pura, simpatia, ci ha saputo intrattenere muovendosi e rappando con un flow unico e degno di nomi del calibro di Kendrick Lamar e Childish Gambino, molto abile nel parlare e nel comunicare anche grazie al suo perfetto italiano che ha studiato in una scuola italiana nel paese di origine del padre, l’Etiopia (si è infatti trasferito in Italia da soli tre anni), lasciandoci carichi per il dj set che ha portato a termine la serata insieme a Yuzh.

Avex

Avex

Ma prima di Avex è stato il turno di Vespro, giovane artista campano, che ha debuttato sul palco del Caracol dando vita ad una performance ricca di intensità e calore emotivo, una miscela di talento e timidezza. L’emozione del performer è visibile, ma dal pubblico arrivano subito frasi d’incoraggiamento e applausi che sciolgono ansie e tensioni. Vespro libera la sua voce muovendosi fra la canzone d’autore e il mondo dell’hiphop, tra autotune e falsetto, e ci regala tutta l’intensità e la passione e di cui dispone.

Avex

Vespro

Un sound in bilico tra poesia beat, R&B, nu-soul e trap. Vespro dà vita ad una performance che spazia da vibes energiche e concitate, perfette per infuocare i dancefloor, a brani più introspettivi e avvolgenti fino una più intima dimensione acustica (l’artista si è esibito in una versione acustica del singolo 512) in cui dà spazio alla dolcezza e passione, lontano dal mondo di droghe,violenza e cash di alcuni parolieri trapper. Energico, nonostante le sfumature malinconiche delle liriche in cui Vespro si mette a nudo con un lavoro profondamente intimo, introspettivo e auto-analitico, aprendo agli ascoltatori tutta la propria soggettività e fragilità; quasi una sorta di terapia personale condivisa con gli ascoltatori. Vespro non ha timore di cantare della sua fragilità, di un’infanzia non sempre facile (“sai quanto ho sofferto, mesi distante da mia madre, non ho conosciuto mai mio padre, ma adesso cercherò me stesso” canta nel suo ultimo singolo ‘Emanuele’), dei giorni difficili a seguito di una storia d’amore finita male mettendo in musica racconti di vita vissuta (“raccontare di me, della mia storia e della mia irrequietezza, della voglia che avevo di scappare dalla periferia, da quella vita squallida e incolore che non mi permetteva di sognare”come racconta lui stesso) e omaggiando le suo origini napoletane. Una performance ricca di musica e passione, per energia, per emozioni e l’empatia tra il cantante e pubblico che ha partecipato con entusiasmo, trasmettendo al giovane artista campano tutto l’affetto, l’amore e il supporto che merita.

Avex

Vespro durante il live

Due artisti giovanissimi ma con un grande potenziale che speriamo di veder presto riconosciuto, con i loro mondi che non vedono l’ora di essere raccontati e condivisi con noi grazie al sogno della musica.

 

Marta Cardilli e Francesca Staropoli per RadioEco

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