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Benigni ti voglio bene (anche così)

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Roberto Benigni ha dichiarato che voterà SÌ al Referendum che intende modificare la Costituzione.

Caro Benigni, ti sei fatto fregare. Proprio tu. L’ultima persona che avrei pensato non si sarebbe mai fatta fregare. A dire la verità è già un po’ che lo penso (e lo vedo) che non sei più tu. Adesso hai anche dichiarato che voterai SÌ al Referendum che intende modificare la Costituzione e il Senato. Quella stessa Costituzione che elogiavi per la sua sacralità qualche tempo fa in tivvù durante uno dei tuoi meravigliosi spettacoli (insieme a quello sui Dieci Comandamenti e quello su Dante). Non credo sia un bel gesto di coerenza.

Ma credo che sia solo la conclusione di un processo che, come accennavo, è già un po’ che ha preso piede in te. Semplicemente ti sei fatto addomesticare. Ti sei istituzionalizzato e, d’altra parte, se non fai così in Rai, è difficile ottenere tutto lo spazio che hai avuto per le tue performance. In un paese normale basterebbe la tua sconfinata bravura. Ma qui siamo in Italia e per stare nella tv “governativa” devi fare di più. Quando si dice da incendiario a pompiere.

Eri un incendiario meraviglioso Benigni. Viaggiavi nel tempo con Troisi chiedendo “un’amica” e scrivendo “a Savonarola” con l’irriverenza che ti ha sempre contraddistinto e come Mario Cioni esaltavi (insieme al mai troppo rimpianto Carlo Monni) quella sboccata toscanità che ti ha sempre rappresentato e ci ha fatto innamorare di te. Fino a raggiungere l’apice artistico con La vita è bella, grazie al quale avevi saputo portare quella sana irresponsabilità e birbonesca genuinità tra le poltrone ingessate dei “fighetti” di Hollywood. Passando di testa in testa. Una delle scene più assurde e meravigliose che, secondo me, simboleggiava tutto ciò che è (o è stato) Benigni.

Dovevi rinnovarti certo. Non ti ci vedo a quest’età a toccare la “patonza” della Carrà di turno (sarebbe stato anche ridicolo, lo capisco) però passare dall’avere tra le tue braccia Enrico Berlinguer al  per il Referendum di Renzi mi sembra esagerato e francamente mi mette una grande tristezza.

Ti vorrò bene lo stesso (non potrei altrimenti) Benigni perché le cose che hai fatto mi hanno cresciuto e resteranno. Ti ritengo un orgoglio di questa Italia contagiata da una mediocrità artistica che ci porta a riempire gli stadi per Emma Marrone e le librerie con Fabio Volo. E pazienza se prima eri uno “Wojtilaccio” ed ora “vorresti fare il Papa”. Forse ha ragione Michele Serra (un altro che non si sente più per Renzi) quando diceva che invecchiando si perde forza e si cambia. Però c’è modo e modo e non avrei mai immaginato che saresti invecchiato così. Comunque “Robberto” (cit.) dolorosamente te lo ripeto. Ti voglio bene e, alla fine, pazienza.

Giacomo Corsetti

@giacomocorsetti

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