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Bernardo Sommani & The Cleats live @Lumiere – intervista

Bernardo Sommani, giovane cantautore pisano di nascita, Venerdì 22 Maggio giocherà in casa presentado il suo primo album solista “Rivestito Di Gioia”. L’appuntamento è alle 21.30 al cinema Lumière di Pisa.
L’ingresso è gratuito e a seguire, a mezzanotte, la musica prosegue con Egg Dj Set (Dub n Roll) w/ Reban Mc. Per informazioni più dettagliate qui c’è l’evento.
Cosa vuoi di più? Un’intervista al protagonista della serata? Noi di radioeco non ce la siamo fatta mancare e abbiamo approfittato dell’occasione per farci svelare qualche curiosità da Bernardo.

 

Hai iniziato a fare musica da piccolo a soli 11 anni. Cosa spinge un bambino ad approcciarsi alla musica così presto?

Non lo so, penso che si possa semplicemente dire l’Amore. Da piccolo ricordo che avevo un interesse sfegatato verso le chitarre, tutte le volte che andavo a trovare i miei nonni a Roma che possedevano una Eko degli anni ‘60 mi ci catapultavo ed iniziavo a percuoterla per il solo gusto di sentire i suoni che ne fuori uscivano…

Poi anche l’esperienza con gli scout ed i bivacchi davanti al fuoco hanno molto alimentato la mia voglia di imparare davvero a suonare la chitarra e così ho iniziato a suonarla prendendola come una faccenda seria.

Dai piccoli successi di 11 anni a oggi suppongo ci sia maggiore consapevolezza a livello artistico. È così? Per te cosa è cambiato?

Beh si, diciamo che non si smette mai di imparare, ora posso considerarmi consapevole riguardo al fatto musicale rispetto agli inizi, ma non mi stupirei se tra qualche anno rileggendo questa intervista mi ritrovassi a pensare “che povero illuso che ero, pensavo di essere consapevole…”

Più suoni più capisci come vive la musica, poi la vivi sempre di più…

Bernardo SommaniSei nato a Pisa sia biograficamente che artisticamente. Com’è fare musica nel contesto toscano?

Bello. Tutto sommato la Toscana ha del buonissimo cibo, dei bellissimi paesaggi, e della buonissima gente… Tutto quello che serve per fare musica!

Anche musicalmente rispetto al panorama nazionale la Toscana è sempre stato un terreno fertile per l’arte e gli artisti fin dal rinascimento.

A settembre 2014 ti sei trasferito a Londra, dove hai suonato e inciso un singolo. Che differenze hai trovato rispetto all’Italia nel riscontro con il pubblico?

Tornando al discorso della consapevolezza, a Londra il pubblico è più consapevole che quella che sta vivendo è la vita vera, e ogni concerto potrebbe potenzialmente essere il concerto più bello della loro vita.
C’è interesse ed anche una notevole offerta da parte di artisti strepitosi, è facile trovarsi ai concerti a bocca aperta!

Grazie all’associazione “Open The Gate” ti sei avvicinato alla comunità e alla musica africana. Raccontaci di quest’esperienza. In che modo ti ha influenzato a livello compositivo?

La musica africana è strepitosa, tutto un altro modo di percepire la musica.

Per loro la teoria è faccenda di poco conto, anche trascurabile del tutto, loro suonano, sono interessati al ritmo, al groove, alle vibrazioni del pezzo, non tanto al suo sviluppo melodico.

Per me è stato fantastico perchè mi ha concesso di suonare con artisti quali Jally Kabba Susso o Simo Lagnawi, veri e propri portavoce della musica africana in Inghilterra.

In generale invece, come componi un pezzo? Ci sono artisti che hanno influenzato la tua formazione e il tuo stile cantautorale?

Quando scrivo una canzone solitamente parto da un giro armonico, sul quale poi sviluppo la voce e di conseguenza il testo, cercando di mantenere sempre una certa coerenza emotiva.

Per quanto riguarda gli artisti di riferimento sono tantissimi ne cito solo alcuni: Jeff Buckley, Nick Drake, Thom Yorke, Damon Albarn, Giovanni Gulino, Francesco Guccini, Lucio Battisti, Pino Daniele, ecc..

Spostiamoci verso il panorama indipendente italiano attuale. Ci sono artisti con cui ti piacerebbe collaborare?

Che cosa vuol dire indipendente?

I primi con cui fantasticherei di cantare una canzone sono: Jovanotti, Marta sui Tubi, Pierpaolo Capovilla, Daniele Silvestri, Niccolo Fabi, Calibro 35, Gianni Morandi ecc…

E fare un duo con Luca Ferrari dei Verdena!

“Rivestito di gioia” è il tuo primo album solista. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di lavorare da solo rispetto a comporre e suonare in gruppo?

Da solo fai cosa ti pare, quando ti pare, come ti pare.

Lo svantaggio è che non hai nessuno che ti aiuta a farlo.

Questo Venerdì al Lumiere suonerò con la nuova band i “The Cleats” con Mauro la Mancusa (Tromba e Chitarra), Matteo Prandini (Basso), Andrea Giorgelli (Voci e Percussioni) e Pietro Borsò (Batteria).
I The Cleats saranno i miei compagni di viaggio dal vivo, per i concerti preferisco avere quel clima di fratellanza che si instaura in una band.

La fase compositiva per me è più introspettiva, quindi mi risulta più semplice lavorare da solo.

Raccontaci di quest’album. Come è nata e cresciuta l’idea?

Beh l’idea è nata un po’ per caso, Ernesto Fontanella il fonico che ha registrato e missato l’album, mi chiamò un giorno chiedendomi se m’interessava iniziare ad avviare una collaborazione con il suo studio “La Tana” a Crespina e Mojito Produzioni.

Così ci siamo infilati in studio a registrare queste 11 canzoni che avevo accumulato dal 2010 ad ora.

Non è stato facile per me, perchè per la prima volta mi trovavo ad arrangiare e registrare strumenti diversi dalla chitarra, ed è stato possibile grazie all’aiuto di ottimi musicisti che mi hanno aiutato con il loro contributo (Luca Guidi, Francesco Carmignani, Mauro la Mancusa, Pietro Borsò….).

Le registrazioni le abbiamo finite ad Agosto 2014, prima della partenza per il Regno Unito, ora quindi semplicemente non vedo l’ora di farlo uscire.

Inoltre la settimana scorsa ero a Londra a girare il Videoclip del singolo “Lunedì” diretto da Rodrigo Rattazzi che è semplicemente un genio dell’editing video.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo e di stringerci amicizia, il video è girato interamente su “Green Screen” e dovrebbe uscire intorno ai primi di Giugno!

Cosa dobbiamo aspettarci dal live di venerdì al Lumiere?

Sorrisi, balli, urli, qualche piroetta, battiti di mani all’unisono, ed un po’ di Gioia!

Inoltre suonerò anche dei pezzi inediti che ho scritto in Inghilterra.

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