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Best of Demography – Album | Christmas Edition

Il 24 dicembre vi facciamo trovare la prima parte del best of di Demography. Vi diciamo cosa quali album ci sono piaciuti, cosa dovete assolutamente recuperare, e cosa ascoltare in loop.

best of

Anna Calvi – Hunter

Una delle voci che ho atteso di più in questo 2018. I teaser brevissimi e densi di atmosfere cupe postati da Anna Calvi  sui social prima dell’uscita di Hunter, non hanno fatto che aumentare l’hype. Hunter merita di entrare nei nostri best of, e nei vostri ascolti. La voce di Anna è come al solito estremamente bella, elegante, in contrasto quasi con la carica animale durante i live. Tra le collaborazioni, Nick Launay (Nick Cave, Grinderman), Adrian Utley dei Portishead alle tastiere e Martyn Casey dei The Bad Seeds al basso.

Unknown Mortal Orchestra – Sex & Food

Il lavoro degli Unkown Mortal Orchestra è l’ennesima dimostrazione della bravura di questi musicisti. Funk, beat delicatamente insistenti, riff, Sex & Food è quasi un esercizio di stile, da parte di chi regala una goduria per le orecchie. Da recuperare assolutamente se non l’avete ancora consumato, d’altronde anche il titolo si presta bene ad essere divorato. Brano straconsigliato: Hunnybee.

La Rappresentante di Lista - Go Go Diva

Attesa durata anni, apprensione, curiosità, tutto questo ha accompagnato l’uscita del nuovo album de La Rappresentante di Lista. Go Go Diva è un album intenso, brani che mettono a nudo l’animo umano in modo terrificante e allo stesso modo bellissimo. Tra brani galvinizzanti, ballad, Go Go Diva è un oggetto raro, un universo che deve essere conosciuto, che fa male ma anche tanto, tanto bene.
In loop dal 14 dicembre, nel nostro best of da oggi.

Bells Atlas – Salt and Soap

In attesa di ascoltare l’album di debutto, inseriamo nel best of l’EP dei Bells Atlas, band di Oakland. Alt.r&b curatissimo, la band punta tanto sulle voci femminili eteree, che oscillano tra atmosfere sognanti, polverose, e altre più dense. Non vediamo l’ora di sentire il primo disco e sentire come ci stupiranno.

IDLES - Joy as an Act of Resistance.

Quest’album merita di entrare nei best of già soltanto per il titolo. Il nuovo lavoro degli Idles, personalmente in un gradino abbastanza alto della mia classifica personale, è una bomba punk che scoppia violentemente in faccia. Chitarre, chitarre, chitarre, una botta di bravura che carica l’ascoltatore a mille. Assolutamente da sentire a volume sostenuto.

Superorganism – Superorganism

Uno degli ascolti sicuramente più originali di questo 2018 è il disco dei Superorganism, omonimo. Un aggettivo per descrivere quest’album credo sia colorato. I brani sono piccoli pezzi di un puzzle, composto sotto le influenze di altre band. Damon Albarn e i suoi Gorillaz, sono una presenza palpabile, lo stesso vale per quel filone di indie psichedelico (se vogliamo chiamarlo così), in cui si annoverano nomi come i Tame Impala, Django Django, che hanno sicuramente lasciato un’impronta sui Superorganism. Best of freshness!

Nine Inch Nails – Bad Witch

Atteso più di Anna Calvi, che ci posso fare? Appena sento parlare di Trent Reznor salto un battito cardiaco come un atleta olimpionico di salto in lungo al rallenty. Dopo la comparsata lunghissima (grazie Lynch) dei Nine Inch Nails  nel ritorno di Twin Peaks, Trent arriva con un nuovo lavoro, Bad Witch. Sonorità nuove ma non stravolte, eppure God Break Down The Door è una perla, forse il brano migliore del disco. Si sente l’eco dell’ultimo Bowie, quello di Blackstar, a cui si aggiungono i ritmi ossessivi che sa sempre caratterizzano i NIN. Trent sei una certezza, best of forever.

 Low – Double Negative

Vero piezz’ ‘e core del 2018 è Double Negative, ultimo lavoro dei Low. Mi trovo davvero in difficoltà a parlare di un disco che reputo praticamente perfetto. La band non è certo la prima arrivata, e si sente. 25 anni di carriera non hanno scalfito minimamente la voglia di sperimentare della band. Double Negative è un album da ascoltare assolutamente, da sentire e risentire, fa male, colpisce e si insinua in modo quasi subdolo, pervade l’ascoltatore e lo trascina in una realtà nera. Ne vale assolutamente la pena.

 Young Fathers – Cocoa Sugar

Protagonisti di Demography più e più volte, in redazione li adoriamo, ci hanno conquistati da tempo e con Cocoa Sugar hanno confermato la nostra infatuazione. Niente da dire su un disco che sin dal momento in cui è uscito è diventato un nostro dei best of. In My View e Toy, singoli dell’anno. Da ascoltare a ripetizione e da esporre al posto delle foto di famiglia.

 The Crooked Ghost – Skeleton House

Da poco entrati in Demography  e già hanno lasciato il segno. Nel vostro best of se siete amanti dei Cure, degli Smiths, dei Bauhaus, in questo caso avete trovato pane per i vostri denti. Singolo da amare, Sleepwalker.

Beach House - 7

Sia per l’hype da lineup C2c, sia perché il nuovo disco è sempre di ottima qualità, i Beach House entrano a pieno diritto nel listone best of. Anche di 7 ve ne abbiamo già parlato più volte, forse non il lavoro migliore del progetto, ma come si è detto, non ci possiamo aspettare comunque bruttezza dal duo di Baltimora. Mettetevi le cuffie e lasciatevi trascinare via.

The Carters -  Evertyhing is Love

Il re e la regina, meglio conosciuti come Jay-Z e Beyoncé, sono lieti di invitarvi all’inaugurazione del loro nuovo progetto, The Carters. L’evento si terrà al Louvre di Parigi, affittato per l’occasione dalla coppia reale. Preparatevi a una dimostrazione di opulenza, a coreografie spettacolari, ad abiti e gioielli, e soprattutto a una Queen Bey che rappa da dio. E questo è solo l’inizio di Evertyhing is Love.

Any Other – Two, Geography

Contentissima di inerire nel best of di quest’anno, il nuovo disco del progetto di Any Other. Two, Geography è una perla della musica italiana, la voce di Adele Nigro colpisce allo stomaco, la sua musica si è raffinata, ma le parole restano potenti e galvanizzanti. Un album internazionale, che merita il suo riconoscimento ovunque.

St. Vincent – Masseducation

St. Vincent non se la sentiva di lasciarci un intero anno senza qualcosa di suo, così dopo il bellissimo Masseduction del 2017, arriva Masseducation, nuovo album nel quale pianoforte, voce e pochissimo altro danno una nuova vita ai brani del suo precedente lavoro. Svuotato e messo a nudo, la voce di Annie Clark e il pianoforte di Thomas Barlett rendono forse ancora più giustizia ai brani di questo lavoro permettendoci di coglierne aspetti e sfumature profonde.

FunkRimini – Flowsane

Da recuperare senza se e senza ma, uno dei best of album usciti in Italia in questo 2018, il collettivo più groovy della penisola ha messo giù una mina. Ascoltatelo, good vibes assicurate.

 Art. Vari – We Out Here

We out Here, l’ultima compilation pubblicata dalla Brownswood Recordings di Gilles Peterson si pone come obiettivo quello di raccogliere insieme buona parte dei progetti e degli artisti che in questi ultimi anni hanno dato nuova vita al jazz made in UK.
Consiglio: mettere in loop.

Jungle - For Ever

La prima parte del listone giunge al termine con un disco che personalmente mi ha preso dal primissimo ascolto. Sto parlando di For Ever dei Jungle. Si indossa per tutte le occasioni, aderisce in modo impeccabile ad ogni stato d’animo, e suona meravigliosamente. Vogliatevi Bene e fatevi un bel regalo.

Buon Natale da Demography.

Grazia Pacileo

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