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Blink 182 – Nèra – Demography #135

Siete sotto esami e vi serve una pausa? Vi siete stancati dei cruciverba sotto l’ombrellone? Demography fa al caso vostro! Oggi vi parliamo di vecchie glorie come i Blink 182, e di una band tutta italiana, Nèra.

Sembra ieri che facevo finta di cantare con un uniposca a mo’ di microfono What’s My Age Again dei Blink 182. Cos’è cambiato? Il mercato pirata dei CD masterizzati è quasi scomparso, il festivalbar e MTV pure, il mio repertorio di playback si è evoluto e… basta. Tutto cambia, tutto si evolve, a parte i Blink 182! Bored To Death è il singolo che anticipa California, il nuovo album uscito il 1 luglio. Che dire? I Blink sono sempre i soliti eterni ragazzacci, che compongono canzoni per adolescenti. L’intro di Bored To Death (che poi è stata l’esatta reazione dopo l’ascolto) sembra quella di dodici anni fa, i giri di basso sembrano gli stessi. Persino nel videoclip ci sono dei liceali, e anche i vestiti dei Blink sono più o meno gli stessi. Una finestra sui primi anni del 2000. Da una parte verrebbe da dire, ma non siete troppo vecchi per questo? Dall’altra parte potrebbe essere una precisa scelta, non soltanto commerciale, i Blink si rivolgono ai tredicenni di oggi, proprio come si erano rivolti a quelli della mia generazione. E ben venga, è il gruppo che farei ascoltare a mio fratello, nonostante si sia avvertita un’evoluzione più consistente nella ballata I Miss You di tanti anni fa. Guardiamo il lato positivo, potevano peggiorare come i Linkin Park!

Torniamo alla base con una band nata nel 2011 a Firenze, i Nèra. Il 13 maggio è uscito l’EP omomimo, composto di cinque brani. Il singolo si chiama Plastica ed è una canzone dura, quasi tangibile. La band rientra in quel marasma chiamato Alternative Rock, grazie ai suoni distorti e aggressivi che ben accompagnano i brani crudi, disperati, che parlano di futilità, di una realtà opprimente dalla quale si dovrebbe e si può fuggire. Plastica e La Cosa Migliore sono probabilmente le tracce meglio riuscite dell’album, ma le altre non hanno nulla da invidiare. Ognuna è un mattone, un pugno nello stomaco che porta l’ascoltatore quasi a studiare attentamente l’EP, o perlomeno a riflettere per poter godere sia della musica ma anche delle parole che descrivono situazioni di incertezza, di smarrimento derivate da una presa di coscienza del presente.

Non è certo il disco da ascoltare in una spiaggia chiassosa (a meno che non abbiate delle buone cuffie), ma bisognerebbe dare una chance a Nèra, che insomma, è un buon album.

Due strade completamente diverse: potete tornare ragazzetti come e insieme ai Blink 182, pensare che un giorno vivrete anche voi la crisi di mezz’età e, magari, vi prenderà la voglia di vestirvi come degli skaters, oppure, annegate in un mondo più introspettivo e coperto dalla plastica insieme ai Nèra. A voi la scelta.

 

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