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Bob Moog,Kelly Moran,Aisha Devi & more|Demogrpahy #395

Demography vi offre un breve e intenso viaggio nell’elettronica, tra sperimentazione e sonorità dilatate, e ovviamente tante novità: il docu-film su Bob Moog, i nuovi singoli di Rob Burger, Kelly Moran, Plaid, Irisarri, Christopher Willits, Vanity Productions, Aisha Devi e molto altro ancora.

Waveshaper Media, casa produttrice con sede a Toronto, è al lavoro su un documentario dedicato a Dr. Robert Arthur Moog (1934 – 2005), pioniere della musica elettronica e inventore dell’iconico sintetizzatore a tastiera nel 1963, indissolubilmente legato al suo nome. Moog ha rivoluzionato la storia della musica, offrendo agli artisti nuove possibilità espressive e creative e connettendo musica, scienza e immaginazione. Per molti musicisti l’avvento del sintetizzatore ha significato un cambiamento radicale i cui effetti a lungo rilascio sono ancora in corso a 50 anni di distanza, come dimostra l’attenzione da parte delle case produttrice e degli addetti ai lavori nei confronti di questo strumento che ha segnato l’evoluzione del suono elettronico.

Electronic Voyager – questo il titolo del film-documentario diretto da Robert Fantinatto (già autore nel 2014 di I Dream Of Wires ) in uscita nel 2020 – ripercorre le fasi salienti della vita di Bob Moog attraverso gli occhi di sua figlia, Michelle Moog -Koussa, in un’emozionante viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti, Europa e UK sulle tracce dell’eredità musicale lasciata dal padre. Il lungometraggio sarà arricchito da interviste, testimonianze e aneddoti di Jean-Michel Jarre, Gary Numan, Herb Deutsch (co-inventore del Moog synthesizer), Larry Fast, Gershon Kingsley, Tom Oberheim, Morton Subotnick e Dave Smith tra gli altri.

Moog

“My favorite keyboard of all time will always be the Minimoog,” dice Rick Wakeman, tastierista degli Yes, in una clip tratta da Electronic Voyager resa già disponibile, “I couldn’t live without one”, e prosegue parlando di come il Minimoog abbia rivoluzionato il ruolo delle tastiere nella musica rock. “For years and years and years, the poor old keyboard player suffered … and then your dad invented and developed the Moog, which had a sound that would cut through concrete,” Wakeman dice a Moog-Koussa. “And guitarists hated it, because suddenly you could be louder than them if you wanted to be. … So the greatest thing that Bob gave to keyboard players is the chance to truly express yourselves, because there’s no point in expressing yourself if you can’t be heard.”

l budget iniziale del film è stato raccolto grazie ad una campagna Kickstarter lanciata nel 2016, e attualmente Waveshaper Media sta provando a raccogliere i restanti 40 mila euro necessari a coprire i costi di post-produzione con un fundraising su Indiegogo , dove troverete anche il trailer del film. Inoltre la pellicola verrà anticipata da una raccolta in vinile attesa per il prossimo 24 giugno, intitolata Electronic Voyages: Early Moog Recordings 1964-1969 – contenente 8 early tracks di alcuni artisti che utilizzarono i sintetizzatori Moog come strumento principale, tra cui Herbert Deutsch, Joel Chadabe e Ruth White . In playlist trovate la prima traccia The Abominatron, composizione proprio di Bob Moog.

Moog

Continuiamo sulla scia della musica elettronica & sperimentazione con Laurie Anderson, grande innovatrice per tutto ciò che riguarda le modalità di alterazione della voce (che ora vanno molto di moda) e della creatività elettronica, basti pensare a strumenti da lei stessa inventati come il violino “tape-bow” – violino che monta una testina magnetica al posto dei fili di crine e nastri magnetici preregistrati sull’archetto – e il Talking Stick, una sorta controller MIDI che funziona sul principio della sintesi granulare. Ascoltiamo l’inconfondibile splendida voce della Anderson in Souls of the Winter del musicista e compositore Rob Burger, secondo singolo che anticipa l’album The Grid in uscita il 21 giugno via Western Vinyl. Burger aveva già collaborato con la Anderson nell’album Homeland (Nonesuch/ Elektra Records, 2010).

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Passiamo alla compositrice e polistrumentista newyorkese Kelly Moran, nota per la sua attitudine eclettica – le sue influenze spaziano dalla composizione classica al black metal, dall’elettronica sintetizzata al jazz e minimalismo – e per il suo approccio innovativo al pianoforte, in cui la tecnica del piano preparato di John Cage viene rigenerata al contatto con tecnologie elettroniche e strumenti elettroacustici appositamente costruiti da lei stessa. Dopo che i suoi ultimi lavori, Bloodroot (2017) e Ultraviolet (Warp, 2018) hanno ottenuto consensi pressoché unanimi, ed esser stata reclutata da Oneohtrix Point Never (Lopatin stesso è implicato nella coproduzione di alcuni brani di Ultraviolet su tutti Water Music), Kelly Moran è tornata ad aprile rilasciando un nuovo video per Water Music e un nuovo brano Night Music, che trovate in playlist. Il singolo è il primo estratto dal nuovo EP Origin – in uscita il 17 maggio via Warp – in cui saranno raccolti inediti, demo e versioni acustiche realizzate durante le sessioni in studio di Ultraviolet. L’EP è stato parzialmente ispirato al pattinatore giapponese Yuzuru Hanyu, che Moran considera uno dei suoi idoli. “These recordings show firsthand my musical discoveries in real-time for when I was having my major creative breakthrough,” dichaira Moran nella press release.

Rimaniamo in casa Warp Records con i Plaid e ascoltiamo Los il terzo singolo che anticipa l’album Polymer, in uscita il 7 giugno, che segue i singoli Maru e Recall. Questo decimo album del duo duo Handley/Turner è ispirato al manifesto Polyphony, Pollution and Politics, ed è fortemente radicato nel presente, analizzando temi quali ambiente, mortalità, sopravvivenza e (dis)connessione dell’umanità.

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Torniamo a parlare di sintetizzatori questa volta con Don Buchla (1937- 2016), l’altra grande figura della storia dei primi sintetizzatori analogici e pioniere della sintesi modulare. Contemporaneo di Bob Moog si dedicò a una visione differente dello strumento, costruendo il suo primo synth modulare nel 1963, chiamato Buchla Music Box, o Buchla 100 series Modular Electronic Music System  .Con il suo “scatolone” pieno di strane apparecchiature, cavi, manopole e lucine Buchla ha cambiato per sempre il suono della musica del XX secolo. Chi ne è rimasta folgorata è Caterina Barbieri che in un’intervista con Johann Merrich ne parla così: “Ho iniziato a lavorare con il Buchla 200 al Conservatorio di Stoccolma all’inizio del 2013. Non sapevo nulla di sintetizzatori analogici prima. Ma questo incontro ha mutato la mia visione della musica in maniera irreversibile e collocandosi in un momento di grandi rivoluzioni della mia vita, posso dire che è come se avesse ri-orientato la mia intera esistenza. Quella superficie di manopole e cavi era come un portale d’accesso a un potenziale psichico nascosto, funzionava da display delle percezioni. Un pannello di controllo che mi permetteva di trasferire su un hardware esteriore principi presenti nel mio software interiore e viceversa”. I suoi primi lavori, Vertical (Important Records, 2014) e Born Again In The Voltage (Important Records, 2018) raccolgono per lo più le sue composizioni elettroacustiche effettuate tra il 2014 e il 2015 allo svedese Elektronmusikstudion per Buchla 200, violoncello e voce. Il nuovo album di Caterina Ecstatic Computation – uscito il 4 Maggio via Editions Mego – ruota intono all’uso creativo di complesse tecniche di sequencing e operazioni basate su pattern per esplorare l’intelligenza artificiale e le macchine, la percezione umana e i processi della memoria, inducendo un senso di estasi e contemplazione attraverso arpeggi di synth complessi, minimalisti e psichedelici. In playlist trovate la sesta traccia del disco Bow of Perception.

Altra cultrice appassionata del Buchla è Kaitlyn Aurelia Smith, in particolare del Buchla Music Easel, prodotto per la prima volta nel 1973, e usato dalla La Smith in tutti i suoi album in studio – che conferisce alla sua musica l’inconfondibile tocco organico. Lo scorso 11 gennaio Smith ha rilasciato il suo ultimo album Tides: Music For Meditation And Yoga per la sua etichetta Touchtheplants , in cui crea incantevoli paesaggi sonori con un profondo potere rilassante e meditativo, tra elettronica e new age. L’album infatti è stato commissionato dalla madre della Smith per accompagnare la sua pratica yoga.

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Sulla scia di un certo tipo di ambient (perdonate l’uso di quest’etichetta così limitante, ma funzionale in questo contesto) passiamo al sound artist canadese Tim Hecker e al suo nuovo disco Anoyo (“il mondo laggiù”) uscito il 10 maggio per Kranky. Sequel di Konoyo (“questo mondo ”in giapponese) realizzato attingendo alle medesime fonti e avvalendosi dello stesso ensemble di musica tradizionale, il Tokyo Gakuso – specializzato nelle musiche tradizionali di corte dette gagaku – questo nuovo lavoro risulta più crudo e essenziale, con una tinta più naturalista in cui la musica è modellata da legno, vento, archi e nebbia dando forma a miscela dal forte impatto emotivo . Gli strumenti arcaici – il liuto biwa, il flauto traverso ryuteki, l’oboe hichiriki e il tamburo uchimono – si stagliano su un fondale di archi artificiali e droni, tra riverberi, distorsioni e altre apparecchiature elettroniche con le quali Tim Hecker evoca ‘templi fotografati all’alba e il movimento di stoffe di seta strappate che ondeggiano tra le volte e le travi di antichi luoghi di culto’, un mondo illusorio, solitario, “da eterno ritorno”, dove il moderno convive con un’antica e persistente desolazione.

Passiamo a Rafael Anton Irisarri, tra i nomi fondamentali della scena ambient-drone contemporanea che ha appena annunciato il nuovo album Solastalgia in uscita il 21 giugno via Room40. Il titolo fa riferimento a una sorta di angoscia esistenziale causata dal cambiamento climatico e disastri ambientali, e i titoli dei brani quali “Decay Waves”, “Kiss All The Pretty Skies Goodbye” e “Coastal Trapped Disturbance”, alludono a un mondo che si avvicina rapidamente al collasso.  Coastal Trapped Disturbance è la prima condivisa accompagnata da un video diretto da Sean Curtis Patrick.

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Nuovo album anche per Christopher Willits, musicista, compositore e artista multimediale già collaboratore con Ryuichi Sakamoto, Tycho, Matmos, e opening act del compianto Jóhann Jóhannsson. Willits è anche il fondatore e direttore dell’etichetta discografica e community Overlap, e dell’organizzazione nonprofit Envelop nata per amplificare il potere connettivo della musica ed esperienze di ascolto condivise, attraverso ambienti audio immersivi e software audio spaziale open source per Ableton Live Suite. I suoi lavori sono veri e propri atti d’amore, portati avanti dalla convinzione che la musica possa catalizzare la trasformazione personale e il risveglio spirituale. When I was 12, I realized that my life’s path was to make music in the service of love and healing. Music is a medicine that allows us to feel, listen, and ultimately surrender to the present moment,” spiega Christopher “The compositions I create move through my imagination, heart, and hands, like guitar through a speaker, and light through a lens. I am continuously learning and evolving with the process; a practice of letting go of all that I create, as it creates me. Sunset uscirà il 14 giugno su Ghostly International, accompangato da una semplice istruzione: “Begin the music 15 minutes before the sun sets.”. In attesa possiamo gustarci il primo estratto Coast.

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Continuiamo con un disco uscito l’8 maggio: Only the Stars Come Out At Night di Vanity Productions, il progetto solista del co-fondatore della Posh Isolation, Christian Stadsgaard. Un disco meraviglioso descritto come una “cosmic heartbreak”, colonna sonora perfetta per le caldi sere d’estate, per lasciare andare le ansie, godersi il cielo stellato sospesi tra l’estasi e malinconia.

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Aïsha Devi, svizzera di origini nepalesi e fondatrice dell’etichetta Danse Noir , ha condiviso con un nuovo estatico brano I’m Not Always Where My Body Is ad anticipare il nuovo EP S.L.F. In uscita il 5 luglio via Houndstooth.

Aïsha ci aveva già stregati con l’energia ipnotica, spirituale e sensuale di DNA Feelings (Houndstooth, 2018) finito nella nostra classifica Best of 2018 . Il nuovo EP riprende il discorso iniziato iniziati in DNA Feelings di “club shamanism” e “ritualised rave”, e vede l’alchimista-pop Aïsha espandere gli esperimenti tra metafisica e rave music fondendo il sacro e il virtuale, suoni organici -ambientali con suoni sintetici e metallici, il subliminale e il cognitivo in una visione sincretica.

Concludiamo con due brani decisamente più dance floor-oriented, con il nuovo brano di Kelly Lee Owens e il trio London Modular Alliance formato da Koova, Yes Effect and Pip Williams: 3 uomini, 0 laptop, tanti patch cables e ovviamente sintetizzatori modulari.

Moog

 

Buon Ascolto!

Robert Arthur Moog – The Abominatron
Rob Burger, Laurie Anderson – Souls of Winter
Kelly Moran – Night Music
Plaid – Los
Caterina Barbieri – Bow of Perception
Kaitlyn Aurelia Smith – Tides III
Tim Hecker – Is but a simulated blur
Rafael Anton Irisarri – Coastal Trapped Disturbance
Christopher Willits – Coast
Vanity Productions – Showtime RevisionMini Esco – Dreamer
Mini Esco – Dreamer
Holly Herndon – Alienation
Aisha Devi – I’m Not Always Where My Body Is
London Modular Alliance – Super Jupiter
Kelly Lee Owens – Omen

Marta Cardilli per RadioEco.

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