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Bon Iver, “22, A Million” – Artwork della domenica

Anche RadioEco vi fa trovare la sua sorpresa di Pasqua, ed è l’artwork di un album molto recente, che ha spiazzato un po’ tutti. Sto parlando del ritorno dei Bon Iver con “22, A Million”.

Se andiamo a dare un’occhiata alla produzione precedente dei Bon Iver, ci rendiamo conto di quanto 22, A Million sia una completa novità nella discografia della band. Justin Vernon ha cambiato radicalmente rotta, e l’ha fatto con un album che sembra arrivato da un altro pianeta. 22, A Million è un disco molto più complesso degli altri, è la svolta dei Bon Iver verso l’elettronica. Pare quasi che l’indie-folk degli album precedenti sia stato analizzato al microscopio, smontato, destrutturato e ne sia venuta fuori un’atmosfera diversa da quella nitida e triste delle produzioni precedenti.
Sia chiaro, quell’alone di nebbia, di offuscamento riguardo l’io interiore resta sempre, se c’è una cosa che i Bon Iver non smettono di trasmettere è quella voglia di chiudersi in casa, mettersi delle cuffie ed ascoltarli in completa solitudine. Insomma l’allegria di Justin Vernon è un marchio di fabbrica (per fortuna!), anche se non mancano tracce che raggiungono un’esplosività nuova per l’alterego di Vernon.

Il terzo disco dei Bon Iver non è complesso solo musicalmente, ma anche graficamente. Già i titoli delle tracce  si presentano con un aspetto piuttosto insolito. Ebbene, i nomi della canzoni sono formati da numeri e caratteri particolari, e si ha l’impressione di trovarsi di fronte un cifrario, un codice. Tutto il nuovo album dei Bon Iver in effetti è improntato al simbolismo, com’è evidente anche dall’artwork che accompagna l’album.
Autore di questo universo grafico è Eric Timothy Carlson, un artista con base a Brooklyn. Eric racconta di essere stato contattato da Vernon circa cinque anni fa. In un messaggio il musicista si sarebbe congratulato con Carlson per il suo lavoro. Dopo quasi due anni i due si incontrano per la prima volta e Justin chiede a Eric se gli va di lavorare insieme. Per Carlson non è la prima volta nel mondo della musica, infatti prima di trasferirsi a New York, l’artista ha vissuto a Minneapolis dove si era trovato circondato dall’ambiente musicale del posto.
Inizia così il sodalizio tra i due artisti, che si mettono a sviscerare le proprie idee per poter creare l’artwork adatto a 22, A Million di Bon Iver. Carlson si trova a seguire le registrazioni dell’album per poter essere influenzato dalla musica, dai testi che prendono forma, dalle parole e dalle idee di Justin Vernon. L’idea è quella di formare una sorte di forte impianto mistico attraverso la forte simbologia dei numeri, certo, ma anche delle rune. Ogni canzone deve avere un suo simbolo preciso e tutte insieme confluiscono nell’universale e stilizzato Ying e Yang che si trova nel centro del front dell’artwork.

Bon-Iver-22-A-Million

Tutto questo è venuto in modo spontaneo, senza pensare troppo. È stato il frutto delle parole cantate e non di Justin Vernon e di come Eric Timothy Carlson le ha interiorizzate prima di evolverle in arte. Sempre Carlson dice che 22, A Million è sia un forte cambio di rotta rispetto agli album precedenti dei Bon Iver, sia la normale continuazione della loro discografia. C’è un cambio nell’estetica, questo è piuttosto ovvio, ma come nell’artwork dell’ultimo album ogni simbolo ha un richiamo preciso, così 22, A Million è fortemente collegato ai lavori precedenti, un’evoluzione che affonda le radici nel folk iniziale di Bon Iver. Ad essere cambiato è il contesto, il bagaglio culturale di Vernon che si è arricchito, nient’altro.

In un’intervista Carlson racconta di come è arrivato a pensare a un simbolo conosciuto e universale come quello dello Ying e Yang. Il discorso è semplice: dopo aver creato tutti quei disegni simboli, che nella sua mente richiamano le diverse tracce dell’album, l’artista ha deciso che sarebbe stato bene introdurre un altro simbolo, che fosse più d’impatto, riconoscibile e globale. Da qui la scelta, che però non ha visto una riproduzione fedele del simbolo. Se si osserva bene il centro dell’artwork infatti, sull’album dei Bon Iver compare si uno Ying e Yang, ma la parte inferiore contiene un rettangolo al posto del solito pallino. E poi non è il solito formato circolare, ma qui è quadrato, e di colori diversi dal bianco e nero.

Oltre all’artwork del disco, Eric Timothy Carlson si è occupato anche della creazioni di murales, del book contenuto nel disco, pieno anche questo di simbologie, e della creazione di altri artwork che si trovano nei video delle canzoni di 22, A Million (come quello che trovate sopra). Insomma un lavoro che ha preso tempo ed energia, ma che ha creato molta più attenzione intorno all’ultimo album dei Bon Iver, destando ancora più curiosità di quella che già c’era, e che soprattutto si è dimostrato di forte impatto visivo. E ora vi lasciamo con uno degli album più acclamati dello scorso anno.

 

Grazia Pacileo

 

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