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Bonobo – Elisa Bee – Fareoh – Demography #111

La settimana comincia meglio se con Demography ci sono nomi come Bonobo ed Elisa Bee, peccato non si possa dire lo stesso del nuovo remix di Fareoh di Hands to Myself di Selena Gomez, curiosi?

C’è chi i remix li fa per noia, chi smembra l’originale sezionandolo e restituendo un prodotto profondamente cambiato e chi come Simon Green AKA Bonobo lo fa per pura passione, citazioni a parte in occasione del Record Store Day il producer della Ninja Tune  ci regala un remix di Les La-Bas brano del contrabbassista francese Henri Texier. Bonobo famoso per la ricercatezza e l’eleganza delle sue produzioni non si allontana con questa traccia dal seminato del famoso musicista parigino ma ne esalta i punti di forza: mette in primo piano il contrabbasso, ne alza il volume, velocizza le percussioni e regala un ritmo incalzante, un vortice che focalizza la concentrazione verso un intricato labirinto sinestetico in grado di contaminare l’ascoltatore con colorati riflessi sensoriali. Un caleidoscopio sonoro in pratica.
La cosa interessante qual’è? Che ci aspetta un nuovo album per questo 2016, di certo Bonobo sa come incuriosirci.

Ad ascoltare una traccia come The Same di Elisa Bee ci si sente catapultati sulla pista di qualche club di Chiacago, la ragazza fa un po’ di tutto, producer per Babylon di Radio 2, Dj e producer. E’ uscito infatti il 18 marzo il suo nuovo Ep Part 4 per la Booty Call Records, ritmo ossessivo, ripetitivo e ipnotico, in 4 tracce ha condensato un piccolo microcosmo pulsante di house anni 90, Thecno, Hip hop confezionando il cockatil perfetto per la dance floor arricchito da sample vocali ben dosati che si inseriscono perfettamente nelle tracce. Insomma per come la vediamo noi drizza le penne in pista.

Probabilmente drogata dall’effetto dei due producer precedenti mi ritrovo ad ascoltare questa traccia praticamente ad occhi chiusi, vedo che è un remix del producer newyorkese Fareoh, attacco le casse pronta ad alzarle sino alla denuncia e ascolto, rimango subito inebetita dalla mediocrità della voce femminile in primo piano, a quel punto il dubbio viene e controllo di quale canzone fosse il remix. Capisco velocemente la situazione: “Hands to myself” di Selena Gomez. Partendo con il presupposto che per restituire una traccia degna di nota da una canzone così insulsa si dovrebbe estirpare alla radice testo e voce, certamente il lavoro di Fareoh rispetto all’originale si sente, ha trascinato di forza la sua firma sulla traccia, questo però non basta a renderla degnamente ascoltabile. Diventa solo sopportabile, ossia un ascolto comune, privo di coinvolgimento e di classe, un brano commerciale prodotto per il semplice scopo di arruffare le penne ad adolescenti pigre e prive di gusto. Un successo per la musica pop del 2016 non c’è che dire.

 Demography

Bonobo

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