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Bonzai: “Sleepy Hungry” – Demography #116

Oggi Demography si concentra esclusivamente su un uscita: Bonzai con l’ep Sleep Hungry.

Bonzai

Bonzai ha vent’anni, è una producer nata in Indiana (Us) ma cresciuta a Dublino e prevedibilmente approdata nella City alla giovane età di diciotto anni. Appena due anni fa quindi. Un percorso intelligente quello che l’ha portata a firmare per la Anchor Point Records di Mura Masa con la pubblicazione del suo primo Ep Royah a dicembre 2015, era il biglietto da visita di un artista dal grande potenziale. Lo stesso Mura Masa parlando di lei si rendeva conto di quanto la valenza territoriale influisse sul sound “ Visto che Bonzai è di nazionalità doppia ed è cresciuta sia a Drum and Bass sia ad R&B, sembra che riesca davvero a mettere insieme i generi in maniera naturale”.

La produzione poi del secondo Ep ha visto personalità come Royce Wood Junior, John Calvert e lo stesso Mura Masa giostrarsi nell’intricato microcosmo musicale della producer irlandese. Il risultato finale di Sleepy Hungry è quello di aver raggiunto il giusto equilibrio fra hip hop, R&B e drum and bass, creando una caleudoscopica gamma di sfumature che distinguono le diverse sonorità, senza renderle spagliate o disomogenee.

Che sia una valenza culturale oppure una particolare predisposizione alla versatilità non è importante, i primi due minuti di Daniel Get it wrong ci catapultano con atmosfere oniriche in un incubo di otto tracce. No Rest, inserita – se proprio vogliamo – nella playlist di Annie Mac Hottest records in the world, è il vero inizio dell’Ep: il brano seduce, stordisce ed alla fine stende con bassi fumosi e dalla pesantezza di un incudine. Da ascoltare rigorosamente in cuffia. Bonzai non risparmia un colpo, lancia mine come Stepping dal ritmo incalzante ed a tratti quasi angoscianti. Manipolate da un sound ricco di personalità ed unico, affronta tematiche cupe con una sequenza di brani veloci, Kassi e Faze sono tracce intricate e complesse, perfettamente guidate dalla calda voce della producer: creano brevi fotogrammi che scivolano in serie come un cortometraggio sonoro. Sul finale rilassa i toni, calma il battito, conclude con Where are U now, una calma solo apparente, l’ep chiude con delle sirene inquietanti e noi rimaniamo dopo l’ascolto di ventitré minuto – molto scarsi – di ep leggermente provati.

Dubbi, angosce, stati confusionali, Sleepy Hungry è composto da tracce duttili che durante l’ascolto passano attraverso un disorientante labirinto di suoni per poi venire manipolate dall’artista: un trip di acidi completamente legale. Bonzai ha solo vent’anni appena accennati, cosa vuoi che siano per il contesto musicale contemporaneo? Abbastanza a quanto pare.

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