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Breve guida su come odiare al meglio il Natale

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Inesorabile come ogni anno, oggi è Natale. Ineluttabile come il fato malevolo, saremo tutti chiamati alla più grande delle prove che l’uomo sociale è obbligato ad affrontare: il cenone con la famiglia. Va male, ma non malissimo. Basta essere accorti su pochi semplici punti:

Sorridete… sempre

Siete appena arrivati, suvvia, non dovrebbe essere cosa impossibile dal momento che s’impara a sorridere da bambini. Il fatto è che ci si accorge presto che questa cosa dell’essere contenti e beati non può durare a lungo e allora da ragazzi, tutti d’accordo, abbiamo deciso di limitarci alla ricerca di un lato positivo in ogni cosa, ci siamo bevuti quella storia sul bicchiere mezzo pieno e proprio quando ne avevamo fatto un leitmotiv, d’improvviso è arrivata l’età adulta a squarciare il velo della promessa di una vita felice (finalmente): tutto quello che ci è chiesto è fingere empatia con il mondo esterno per quel tanto che basta, il tempo di uno sguardo, l’altro si è già voltato e via di nuovo nel nostro amato angolino di intolleranza e selettività. La farsa comunque non durerà a lungo, tanto anche gli altri non vedono già l’ora di andarsene via. Un sorriso ben fatto e sarete già a metà dell’opera.

Sorridete… a tutti

Sarebbe semplice superare la prova se non fosse che quasi mai l’inizio di qualcosa è il suo vero problema; è quello che viene dopo che terrorizza. E per voi il vostro incubo sarà il resto della serata. Perché arriva un momento in cui quella non certo angelica creatura di vostra Zia, un mix letale tra la Maionchi, Platinette e Ursula, la strega Zia della Sirenetta, lei, unica over 50 incattivita da una vita di solitudine perché ancora e per sempre single, vi metterà in imbarazzo raccontando ad ognuno dei presenti di quella volta che vi siete resi ridicoli. Ad esempio quando vostro cugino cresciuto in America tornò in Italia con moglie brasiliana, e voi, non riconoscendoli, vi siete lasciati andare in commenti poco lusinghieri da veri uomini alpha, salvo poi, dovervi scusare da veri uomini beta con vostro cugino John. Scoprendo poi che in realtà si chiamava Giuseppe.
La vita quella volta vi ha colto di sorpresa ma oggi non sarà così: vi siete preparati per anni a sopravvivere a questo giorno e dunque sorridete e piuttosto sfogate la rabbia sul primo involtino che trovate. Al limite potete provare a cambiare argomento ma attenzione! Non sfidate MAI la zia sulla sua specialità; c’è un motivo se la chiamano la lingua più velenosa del condominio. Una zia sa tutto. Una zia zitella può tutto.

La Cena

No, non parlerò di cibo né vi servirà una guida veloce su come salvare la faccia a tavola perché la prima e l’unica regola del cenone di Natale è che non ci sono regole. Il cenone di Natale è una battaglia continua per la sopravvivenza. Comincia con un innocuo antipasto e culmina in un digestivo e qualche ferito, passando per il fritto misto, ma quello onestamente dalle mie parti non è mai stato un problema; in Sicilia la frittura è l’unto di Dio, più ne mangi più sei ad un passo dal paradiso. Perciò sono fiduciosa: se c’è una cosa che farete senza esitare sarà mangiare il mangiabile e mettere a tacere le suppliche del vostro stomaco.natale-italia

Il Tour delle Luci

Sono sempre bellissime, anche con colori dissonanti e intermittenze epilettiche. Vostra nonna non si merita le vostre cattiverie, trattatela di conseguenza, e fatele i complimenti sugli addobbi di Natale quest’anno anche se ha intercettato più del 60% del mercato cinese. Avete solo da imparare da chi il 7 gennaio vi dirà che avete ancora bisogno di mangiare perché siete magrissimi. È lei la maestra della dissimulazione.

I Regali

Come sopra, tutto bellissimo. Anche quella coppia di asciugamani in feltro coi disegnini rosa nonostante non tolleriate il rosa neanche sui bambini. Anzi, era proprio quello di cui avevate bisogno.

Alla fine dobbiamo dirci la verità, se c’è un motivo per cui odiamo il Natale è perché odiamo i nostri parenti, inteso nel senso buono del termine (che vale per tutti esclusa la Zia). Come facciamo ad essere buoni con chi per anni continua a chiederci quand’è che faremo bambini, quand’è che prenderemo la laurea, quand’è che ci vedranno in Tv a vincere 50.000 euro e darli in beneficenza alla parrocchia dove siamo cresciuti? Come facciamo ad essere buoni con quello che, estratto il primo numero della Tombola, grida: ‘Ambo!’. Come? È semplice, basta un po’ di autocontrollo. Pure se vi fanno aspettare mezz’ora per poter avere una fetta di pandoro perché prima bisogna vedere il video con gli elfi che ballano con la tua faccia sopra. Non imbracciate il coltello affilatissimo per la carne. Aspettate.
Durerà pochissimo.

Buone feste!

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