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BRITANNIA (2018-IN PRODUZIONE) – FACCIAMO LE SERIE #6

britannia 1Nel biennio 55-54 a.C. si colloca la spedizione cesariana nella cosiddetta Britannia, al termine della quale vi furono solamente clientele e l’inizio di rapporti diplomatici. All’incirca un secolo dopo, e più precisamente nel 43 d.C., l’imperatore Claudio decise di inviare le proprie legioni per suggellare la conquista di suddetto territorio.

Lunedì 22 Gennaio ha visto l’inizio -in Italia- di Britannia , questa epopea fra lo storico ed il fantasy nata dal connubio Sky (Atlantic) e Amazon Prime Video (la quale si occuperà della distribuzione negli Stati Uniti). Lo scopo primario è quello di offrire una versione europea del Trono di Spade/Game of Thrones, che non si vedrà sul piccolo schermo fino al 2019. Per ora la stagione è una sola ed è composta da nove episodi.

A livello di cast, il Generale Aulo Plauzio, che comandava la nona legione, è interpretato da David Morrissey (già famoso per avere impersonato il governatore in The Walking Dead e Jackson Lake in Doctor Who) ed è doppiato da Pino Insegno; tale personaggio disponeva anche della carica di legatus Augusti pro praetore, e cioè era un governatore di rango senatorio di una provincia imperiale che era munito di imperium (comando).

Zoe Wanamaker, conosciuta per il ruolo di Madama Bumb nella saga di Harry Potter nonché per quello di Cassandra sempre in Doctor Who, veste i panni di Antedia, ossia la regina dei Regnensi (celti che vivevano in Britannia nei dintorni dell’odierna Chichester).

BRITANNIA 2

I Romani sono raffigurati come militari e razionali, mentre i Celti contrappongono la “forza” misteriosa e magica dei druidi -i loro sacerdoti: la parola druido deriva dalla radice greca di “quercia”, come spiega Plinio nella Naturalis Historia. Ironia della sorte, il predetto 43 d.C. è proprio l’anno in cui è stata sancita l’abolizione della religione druidica e delle sue pratiche; il compito di Britannia, infatti, è proprio quello di far capire agli spettatori sia l’atteggiamento dei Romani dominatori sia quello dei Celti dominati. D’altra parte il motivo primario che ha ispirato gli sceneggiatori è stato proprio quello di comprendere cosa capita a un popolo quando il loro Pantheon “muore”.

Un altro elemento di forte diversità è la presenza di donne guerriere fra i Celti, cosa che per la concezione romana sarebbe stato impensabile. Il Generale Aulo Plauzio, dunque, avrà modo di entrare in contatto con questa cultura così differente dalla propria e vivrà una contraddizione, in quanto da un lato ne subirà fortemente il fascino, ma dall’altro si sentirà in dovere di obbedire agli ordini di soffocarla.

Ad ogni modo, comunque la resistenza opposta da parte dei popoli della Britannia durò svariati decenni, tant’è vero che solo nel 122 d.C. i Romani costruirono il Vallo di Adriano.

Maria Sofia Rebessi per RadioEco

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