Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Buon compleanno Mixart – L’associazione ha compiuto un anno

L’associazione Mixart di Pisa ha compiuto un anno e RadioEco ne ha approfittato per incontrare Margherita Guerri, uno dei membri più attivi di questo spazio polivalente, informale e smart.

Il Mixart è uno “spazio alternativo in cui ciascuno può collocarsi”, come si legge sul sito. È impossibile non stare a proprio agio qui, proprio per questo suo carattere multiforme. L’offerta del Mixart non può essere riassunta: qui si viene per fare yoga, si può organizzare una festa, si possono portare i bambini a giocare oppure si può assistere a un’esibizione musicale o teatrale. Da qualche settimana è stata aperta anche l’aula studio. Inoltre dispone del bar e l’aperitivo, vi assicuro, è molto appetitoso.

Anche Margherita, con cui ci siamo viste per la prima volta proprio in occasione dell’intervista, si rivela deliziosa e alla mano. Disposta a parlare quasi ininterrottamente per più di un’ora, ma soprattutto disponibile nell’ascolto e nel confronto di idee, praticamente è la sintesi umana di questa associazione.

Come e da chi è nata l’idea di Mixart?

Nasce nell’estate del 2013. Avevo pensato a una cosa simile al Mixart e con ADA (Arsenale delle Apparizioni, ndr) e Spazio URMA volevamo rilevare il Teatro del Canovaccio.

Un’amica mi parlò di Simone Modafferi e della sua idea, che combaciava con la mia. Allora contattai gli altri tre fondatori: Fabio Viola, Tiziano Toracca e Pietro Bertucci per buttare giù il progetto.

Il nostro incontro è stato una cosa ganza perché la stessa idea è venuta a più persone in contemporanea. Ognuno voleva portare i propri interessi e la propria arte in un ambiente sostenibile. Non essendoci più la piazza, serviva un centro di aggregazione.

Dopo nove mesi, come un bimbo, è nato Mixart inaugurato con una quattro giorni di eventi dal 24 al 27 agosto.

Qual è il principio fondatore di questa associazione?

Per me è una questione sociale. Qui si incontrano persone che non avrebbero potuto incontrarsi altrove. Condividere uno spazio fa un’unità differente.

In quanti siete a gestire la struttura?

Al momento siamo in sette a gestire tutto, dalle dieci di mattina a mezzanotte. Ci continuiamo a evolvere, appena abbiamo due soldi da parte cerchiamo subito di migliorare lo spazio. Adesso ci stiamo organizzando per avere un pianoforte in arena e i tessuti aerei in ludoteca.

In realtà, stiamo ancora imparando a gestire il tutto, perché non ci aspettavamo tutta questa richiesta. A quanto pare la gente ha bisogno di spazi per organizzare corsi, fare le prove o semplicemente le feste.

Rispetto a quello che offrite, sette persone sembrano pochine…

Noi qui siamo volontari, non riceviamo alcun contributo. Dovremmo essere di più effettivamente. È anche vero che c’è gente che crede nel progetto e ci dà una mano. (Trovo infatti Sergio Piergianni alla segreteria e Alessandro Poletto al bar, entrambi improvvisatori dell’ADA.)

Il Deus ex machina dell'ADA del 25 aprile

Il Deus ex machina dell’ADA del 25 aprile

Come è organizzato Mixart? E come si presenta agli associati?

È uno spazio un po’ folle. Ospitiamo, fra le altre cose, anche le redazioni di Pagina Q e Seconda Cronaca. Qui è bello perché c’è un’atmosfera casalinga, che non vuol dire non professionale ma “disinvolta”. È uno spazio di tutti. Chiediamo un rimborso minimo a chi si appoggia a noi per la cura delle sale. Altri eventi, come quelli di Emergency e Libera, vengono ospitati a titolo gratuito. Ospitiamo anche l’associazione senegalese, congolese e l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ndr).

Anche le mostre sono a titolo gratuito, offriamo il nostro spazio a chi cattura la nostra attenzione.

Perché avete scelto questo edificio di via Bovio? E come sono stati divisi i ruoli?

Il giorno stesso che ho incontrat Modafferi e Viola mi portarono a vedere questo posto. Era il vecchio ufficio di collocamento, buio con finestre piccole con le sbarre.

Ci siamo posti la domanda “Cosa dobbiamo farci qua dentro? Tutto.” Bisognava quindi insonorizzare, mettere il parquet, lasciare sgombre le stanze. Io vengo dal teatro, altri vengono dal circo, altri ancora dalla musica. Volevamo spazi accoglienti e funzionali, soldi permettendo. C’è chi ci ha donato qualcosa: per esempio, il GAR di Rebeldia ha ricavato i tavoli e le panche dai pallet.

In che modo avete attirato l’attenzione della gente su Mixart?

Abbiamo cominciato a muovere i contatti ognuno nei propri campi di interesse. Fortunatamente eravamo ben inseriti e la nostra idea veniva accolta con entusiasmo. Siamo poi partiti col sito, volantinaggio a tappeto e la quattro giorni che è stata intensissima. (Giusto per citare qualche nome: Gipi e Tuono Pettinato.)

Abbiamo cominciato a prendere prenotazioni ed è stato un delirio, appunto perché c’era quella carenza di spazi di cui ti parlavo.

Siamo dovuti crescere in fretta e non ci aspettavamo che questo “bimbo” fosse così tanto complesso. (Margherita mi fa vedere il Google Calendar ed effettivamente è pieno zeppo di roba!)

Pisa come ha risposto?

All’inizio quelli che sarebbero diventati i futuri utenti non capivano cos’era. Abbiamo anche preparato un discorso fisso per spiegarglielo.

Alcuni ci rimangono quasi un po’ male perché vedono girare tanta gente che non riescono a distinguere. Essendo privata come struttura, non tutti comprendono subito il significato di struttura associativa. Le gente per fortuna continua ad arrivare e in molti ritornano.

Addirittura tra le associazioni stesse che hanno adottato i nostri spazi si stanno innestando tutta una serie di relazioni.

Che rapporto avete col mondo culturale pisano?

Cerchiamo di far rete con tutti. Se fai rete, sia con cose di nicchia che più popolari, la gente va a alla ricerca degli eventi e il mondo della cultura cresce. Non vogliamo competizione noi.

Il rapporto con le istituzioni?

Ci hanno supportato. Sono venuti Dario Danti, Marilù Chiofalo e anche il sindaco Marco Filippeschi. Abbiamo anche preso il bando comunale per la cultura. Suscitiamo il loro interesse perché ci guardano come una struttura in cui fare delle iniziative.

Progetti futuri?

Di recente siamo andati in comune per proporre un progetto: vorremmo fare un patto di solidarietà urbana per recuperare il giardino adiacente alla nostra sala arena. Qui intorno la situazione è complicata, è una zona un po’ degradata…

Cosa avete preparato per il compleanno del Mixart?

Offriremo gratuitamente le nostre sale prove per il 25 aprile (l’intervista è stata fatta prima della due giorni di festeggiamenti), ci sarà il Deux ex machina dell’ADA, l’ultima proiezione del Memory Sharing con la cine-bicicletta e il taglio della torta. Il 26 la mostra di Alessio Doveri, l’aperitivo di Greenpeace e l’esibizione dell’Andrea Garibaldi Trio (il cui contrabbassista Fabio Di Tanno è un altro volontario del Mixart).

L'esibizione dell'Andrea Garibaldi Trio del 26 aprile

L’esibizione dell’Andrea Garibaldi Trio del 26 aprile

 

Maria Paola Corsentino per Radioeco

Fotografie di Pit Francavilla

post di questa categoria

mogwai

Demography #230 | Mogw...

Demography #230 | Mogwai, Wangel & More

black sun empire

Black Sun Empire ̵...

Black Sun Empire – GLI OLANDESI (NON) VOLANTI

backstage campos

Campos – Backsta...

Campos – Backstage from the Basement [ intervista ]

yombe

YOMBE, Nick Murphy �...

YOMBE, Nick Murphy & more | Demography #229 [playlist]

ultimi post caricati

IF2017: le interviste (foto: Lorenzo Antei)

IF2017: Le interviste ...

IF2017: Le interviste by RadioEco

Emergency

IF2017: EMERGENCY -INT...

IF2017: EMERGENCY -INTERVISTA AL PRESIDENTE ROSSELLA MICCIO

IF2017: Passione e dolore - “Patti Smith: dream of life”

IF2017: Passione e dol...

IF2017: Passione e dolore – “Patti Smith: dream of life”

IF2017: Arrivederci al prossimo anno - Recap giorno 4

IF2017: Arrivederci al...

IF2017: Arrivederci al prossimo anno – Recap giorno 4

Commenti