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Capossela e Il paese dei coppoloni: diventare viandanti leggendo

 

Capossela e Il paese dei coppoloni: diventare viandanti leggendo. La nostra sul nuovo libro del cantautore di origini irpine.

La copertina del libro edito da Feltrinelli

La copertina del libro edito da Feltrinelli

Diffidate da chi ama Vinicio Capossela perché dalla recensione positiva all’elogio spassionato il passo di costui, o costei nel mio caso, è breve.

Il suo ultimo libro, Il paese dei coppoloni appunto, è candidato al Premio Strega 2015. E’ una partita giocata in casa, il premio nasce a Benevento e l’autore ha origini irpine, dall’esito tutt’altro che scontato data la presenza della misteriosa Elena Ferrante. Quel che invece risulta ormai ovvio è che Capossela riesce bene in qualsiasi cosa si cimenti. E l’ultima fatica letteraria, composta in diciassette anni, è soltanto l’ennesima conferma della sua capacità di scavare nelle profondità della scrittura traendone fuori un lavoro originale e riconoscibile (procuratevi Non si muore tutte le mattine: provare per credere).

Leggere un libro è come viaggiare. Con questo romanzo invece camminerete. Sotto il sole, con la luna, da soli o due passi indietro al protagonista.  Ho faticato a seguire i dialoghi e qualche parola è rimasta sottolineata nell’attesa di incontrare un irpino che mi possa dare la giusta definizione. Ma è questo il bello. Ho camminato lungo la lettura come a giugno, da piccola, camminavo per la campagna e i pungitopo mi infastidivano le caviglie. Il paesaggio però valeva la paura di una biscia che mi passava davanti i piedi o di un topolino che mi coglieva di sorpresa.

Venendo a conoscenza della saggezza popolare che appartiene ai luoghi dell’autore ho ripercorso nella mia memoria le storie della mia terra, cogliendo analogie e differenze. Innamorandomi ancora una volta: del nuovo, del già noto, degli avi e della scrittura.

foto di Simone Barco

Foto di Simone Barco

In un’epoca che vede nascere troppo spesso pubblicazioni di bestseller banali e di poca sostanza, Capossela ripresenta il mito in tutta la sua potenza.

Una scrittura di qualità che racconta una storia corposa e sempreverde che fa piacere trovare in libreria.

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