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Cara Wta, presto sarai mia

 

&MaxW=640&imageVersion=default&AR-150819332La piccola Svizzera non ha mai avuto una grande tradizione tennistica eppure negli ultimi 20 anni ha saputo produrre tra Atp e Wta una serie di talenti più o meno decorati che resteranno impressi nella storia del tennis. Così come resterà quella prima Coppa Davis che nemmeno il catino bollente di Lille da 27mila persone è riuscita a strappare a Federer e co.

Se ci riflettiamo un momento a pensare a ciò che è nato tra queste montagne e lo paragoniamo all’incapacità italiana di produrre un campione vero (sembra che “Chi l’ha visto” dedicherà presto una puntata al “fenomenale” Quinzi) la depressione mista ad incredulità la fa da padrona. Da noi una vittoria di un 500 fa un campione tanto come un Wimbledon Juniores. Ci siamo sempre esaltati con poco e continuiamo a farlo. Avremmo anche noi la nostra gemma. Quella Camila Giorgi tanto divertente ed entusiasmante quanto incostante.

L’ultima gioiello che si aggiunge alla collana rosso-crociata viene da Flawil e di nome fa Belinda Bencic. Una ragazzina classe 1997 che il grande pubblico ha imparato a conoscere solo da pochi giorni perdendosi (probabilmente) le affermazioni Juniores targate 2013 così come la precoce scalata da 17enne in top 40 e il primo titolo Wta ad Eastbourne. Una piccola predestinata guidata nella sua crescita e nella sua inesorabile ascesa dal duo svizzero Hingis-Mamma Hingis. E come Martina ha lo stile di gioco, atletico ed elegante più improntato sulla precisione e meno sulla potenza esplosiva. Ovviamente il tutto condito da sano fondismo e dall’inesistenza sotto rete. Ormai marchio di fabbrica di questa generazione.

belinda-bencic_uk9jmnszjfu610nxm7ozar0r2Il pericolo è che possa finire come una Bouchard qualsiasi. Tanta apparenza senza alcuna sostanza, se non temporanea. Le sensazioni che vengono dopo Toronto sono totalmente diverse e risiedono nelle capacità mentali del soggetto in questione. Nel suo talento e nella sua voglia di arrivare. Una ragazzina dal viso tondo tutta sorriso e spensieratezza capace di battere senza tremare la n. 1 del ranking, la tiranna della Wta Serena Williams. Una che di Slam ne ha vinti 21 e che è lanciatissima verso la conquista del Grande Slam in quel di New York. La sfida sa tanto di passaggio di consegne. Un momento che magari non avverrà a breve o con questa semifinale ma che sarà inevitabile. Senza considerare le altre sconfitte del tabellone tra (guarda caso) Bouchard, Wozniacki, Lisicki, Ivanovic, e Halep in finale per un Premier 5 (equivalente ad un Masters 1000 per intenderci) che rappresenta uno scossone nella Wta.

Un chiaro segnale su chi potrebbe essere la padrona assoluta della Wta dopo Serena, con buona pace delle Sharapova o delle Kvitova che non dormono la notte immaginando il ritiro dell’americana. Datele un paio d’anni ancora. O forse meno, perchè no? Guardando la classifica non si capisce il motivo di tanta attesa. Posizione n. 12 con vista top 10 a 200 punti. Insomma un futuro tennistico che si sta unendo sempre più rapidamente ad un presente del tennis femminile. D’altronde come poteva non essere precoce chi è allenata da colei che fu la n. 1 più precoce della storia.

 Giacomo Corsetti

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