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Carne rossa sotto accusa: il futuro è vegan?

carne

Il legame tra consumo di carne, specialmente rossa, e sviluppo di tumori è da lungo tempo discusso: per fare un esempio, ormai da vent’anni l’oncologo Umberto Veronesi conduce la sua crociata pro-vegetariana.

A questo riguardo, il 26 ottobre l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha lanciato la bomba: se volete leggere il comunicato, cliccate qui. Ma, come sempre succede, a farla esplodere è stato il web: i siti internet sono completamente impazziti, e si è passati dal “la carne rossa lavorata è stata inserita nella categoria 1 aumenta il rischio di contrarre il cancro al colon” a “mangiare la carne fa venire il cancro”.
Poiché io non sono un oncologo né un nutrizionista,  dunque non ho competenze sulla veridicità della notizia (che, comunque, riguardo molti punti l’OMS ha detto di non avere ancora “prove definitive”), vorrei concentrarmi su due aspetti collaterali, ovvero lo scompiglio con cui si è diffusa la notizia e la reazione sui social (nonché nel mondo reale, noiosamente 1.0).

carneConsultando i siti, dai più ufficiali ai più caciaroni, si capisce che la notizia riguardi un legame tra il consumo di carne e lo sviluppo di tumori; però ci si muove entro un ampissimo spettro di coloriture, dalle più allarmiste alle più confusionarie. La domanda sorge spontanea: quale carne? ovviamente la vituperata carne rossa. Ma nell’occhio del mirino non c’è solo la bistecca, no. Si parla esplicitamente di carne “lavorata”, dunque insaccata, affumicata, ecc. I wurstel e il bacon sono ufficialmente nel mirino. Ma già qui sorge il primo dubbio: molti wurstel sono fatti con carne di pollo, dunque carne bianca. E’ più salutare mangiare un etto di Speck dell’Alto Adige DOP o un wurstel di pollo in offerta a 0.67 €? Ma soprattutto: esiste davvero al mondo qualche essere umano il quale crede che mangiare wurstel e pancetta ogni giorno, tre volte il dì, sia salutare?

Forse in qualche paesino sperduto nell’Iowa, dove le crocchette di pollo del McDonald sono le più grandi attrattive che offra la comunità locale, ma chiunque abbia un minimo sindacale di educazione alimentare è consapevole del fatto che la carne rossa sia difficile da digerire e vada consumata con cautela. Diffondendo la notizia, l’OMS stessa ha ammesso che non si sa ancora se esista una quantità massima di consumo di carne senza che diventi cancerogena. Permettetemi di dirlo, ma ne sappiamo praticamente quanto prima.
Inoltre, influirebbe anche la modalità di cottura della carne: all’orizzonte, si prospetta un inquietante addio alle braciate tra amici. Riporto testualmente: “La cottura ad alta temperatura in generale, come in padella o a diretto contatto con la fiamma (barbecue), è nota per produrre alcuni agenti chimici cancerogeni.

La IARC non ha però trovato dati sufficienti per concludere se ci sia un modo più sano di un altro di cuocere la carne, così come non ne ha trovati su eventuali minori rischi legati al consumo di carne cruda. (come si legge in questo articolo de Il Post).

Ah beh, certo, iniziamo a mangiare solo carne cruda: addio cancro, benvenuta trichinellosi.
Se alcuni siti internet si sono mossi nel disordine, rendendo in certi casi vaga e confusionaria la notizia, dall’altra parte gli utenti si sono sbizzarriti nelle reazioni, alcune delle quali estremamente prevedibili.carne
Tutti voi avrete almeno un amico vegano, e sicuramente almeno una volta nella vita siete stati tacciati come onnivori senza cuore, come serial killer di ovini indifesi; siete stati rimproverati di non avere coscienza alimentare; siete stati accusati di non avere nemmeno una coscienza ecologica, perché la produzione di carne è una delle più grandi cause di consumo d’acqua nel mondo, e se tra qualche decennio non ce ne sarà più, la colpa è solo della braciola che vi siete mangiati venerdì sera con gli amici. Vi è successo certamente, lo so, ne sono convinto. Se nessuno vi ha mai detto tutto questo, allora i vegani siete voi.
Proprio quei vegani che ora rappresentano il primo tipo di reazione: quella della vittoria, della gioia, del “te l’avevo detto”. A dir poco irritanti. Sono un po’ come quella professoressa che al liceo non faceva altro che dirvi di studiare, e voi non studiavate; poi arrivava il 4: nel fondo del vostro cuore sapevate di meritarvelo, ma la odiavate a prescindere.
C’è poi una seconda reazione: il panico. Stando alle primi statistiche, in pochi giorni la vendita di carne nelle macellerie è crollata di circa il 20% (come affermato qui da La Repubblica). Quello che ci vuole in tempi di crisi. Queste persone si rivelano abbastanza influenzabili, forse troppo: se il giorno prima sgozzavano maiali con le loro mani traendone un sadistico piacere, il giorno dopo cono già lì che coltivano broccoli nelle fioriere sul balcone.
Ci sono poi gli strafottenti, coloro che hanno fatto finta di non sentire la notizia perché il prosciutto crudo lo amano troppo; quelli che urlano al complotto, e hanno deciso di dichiarare ufficialmente guerra all’Associazione Amici del Seitan; e poi, infine, ci sono quelli che più che preoccuparsi della loro alimentazione, elaborano qualche frase divertente da twittare per avere 20 secondi di celebrità, regalandoci un sorriso.

Vegani o onnivori che siamo.

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