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Caso Mattarella: cosa succede? Facciamo chiarezza

Caso Mattarella: nelle ultime ore si sente parlare di mercati, Europa, appuntamenti istituzionali, agende, populisti, Terza Repubblica e Impeachment, ma di fatto cosa sta succedendo? Chi sta facendo cosa? In che modo? Proviamo a far chiarezza!

Sergio-Mattarella-maggio-2018

Partiamo dalle notizie delle ultime ore:
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato l’incarico di governo a Carlo Cottarelli, economista e già commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica, che adesso dovrà portare in Parlamento una squadra di governo che al momento sembrerebbe non avere alcuna possibilità di ricevere la fiducia.
Al termine dell’incontro con il Presidente della Repubblica, Carlo Cottarelli ha lasciato poche dichiarazioni molto forti prevedendo due scenari: in caso di fiducia al governo guidato da Cottarelli, l’esecutivo avrà la possibilità di occuparsi dell’approvazione del bilancio previsto per fine anno e di dar vita ad una nuova (ennesima) legge elettorale che possa garantire una stabilità di governo e di far votare entro il prossimo anno; in caso di mancata fiducia questo governo rimarrà alla guida del Paese eseguendo atti di ordinaria amministrazione, sostituendo l’attuale governo Gentiloni che è rimasto alla guida del Paese fino alla nomina di Giuseppe Conte, attuando il necessario lavoro che porterebbe il Paese alle urne entro l’autunno di quest’anno.
Cottarelli precisa sin da subito che l’economia italiana è ancora stabile e in crescita e che i mercati delle ultime ore subiscono l’effetto mediatico della crisi istituzionale italiana, ma che in caso di fiducia il governo si impegna saldamente a recuperare il gap economico e a migliorare i rapporti con l’Unione Europea.

Carlo_Cottarelli_Quirinale_(cropped)Come siamo arrivati a Carlo Cottarelli?
Dopo il 4 marzo, per 80 giorni non abbiamo avuto alcun movimento, solo discorsi e trattative fino a quando Lega e Movimento 5 Stelle hanno deciso di rompere gli indugi e di trattare seriamente per un accordo di governo. Una cosa è da chiarire fin da subito: l’accordo tra le due fazioni rappresenta la maggioranza nelle due Camere, ma non rappresenta la volontà popolare poiché i due partiti si sono candidati alle elezioni separati; per di più la Lega era in coalizione con Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre il Movimento 5 Stelle è sceso in campo completamente da solo, dopo 5 anni di lotta contro ogni altra fazione politica del Paese.

Qualche settimana fa le due fazioni si sono accordate con un “contratto” per dar vita al “governo del cambiamento”, primo governo di quella che viene definita Terza Repubblica (la Prima viveva tra il 1948 e il 1994, la Seconda dal 1996 al 4 marzo scorso), con a capo il professor Giuseppe Conte, figura non politica ed extraparlamentare, ma centrale nell’accordo tra Lega e 5stelle. Giuseppe Conte è stato convocato dal Presidente della Repubblica per ottenere l’incarico e dopo 4 giorni di trattative con i capigruppo ha portato al Presidente della Repubblica una lista di Ministri proposta da Lega e 5Stelle. Sergio Mattarella ha chiesto una maggiore attenzione per alcuni Ministeri come quello dell’Economia e quello degli Interni: l’accordo di governo ha portato alla proposta di Paolo Savona come Ministro dell’Economia, già Ministro nel governo Ciampi tra il 1993 e il 1994 e convinto antieuropeista e avverso all’euro, posizione dichiarata all’interno di articoli settoriali e libri da egli scritti.
Il Presidente della Repubblica nella serata del 27 maggio ha chiesto un nome differente da quello di Savona, con la possibile ricaduta dell’incarico a Giancarlo Giorgetti, fedelissimo leghista.
Giuseppe Conte ha rifiutato tale modifica e ha rimesso l’incarico abbandonando la possibilità di formare un governo.

Nelle ultime ore il Paese si è diviso in due fazioni: la prima urla a gran voce le dimissioni del Presidente Mattarella con la motivazione di ostruzionismo politico alla volontà popolare, mentre la seconda urla a gran voce il nome di Mattarella come perfetto Presidente della Repubblica che ha rispettato in pieno i suoi diritti e doveri istituzionali.

Cerchiamo di capire cosa ha spinto il Presidente della Repubblica Mattarella a questa scelta e come queste vengono motivate:
secondo la Costituzione Italiana, la carta fondamentale dei diritti e dei doveri di ogni singolo cittadino italiano che prevede limiti per le istituzioni per evitare derive autoritarie, prevede (secondo comma dell’articolo 92) che:

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.

Da questo comma si evince facilmente che l’incaricato Presidente del Consiglio “propone” al Presidente della Repubblica che ha il potere di “nomina”, quindi l’attenzione posta da Sergio Mattarella al ministero dell’economia è previsto dalla Costituzione e che questa permette al Presidente della Repubblica di nominare ministri tutelando la Costituzione stessa. Infatti, la nomina di Paolo Savona, secondo Mattarella, avrebbe portato “probabilmente o addirittura inevitabilmente” l’Italia fuori dall’euro e questo non sarebbe  in linea con le direttive costituzionali per quanto riguarda i rapporti internazionali. Si aggiunge anche un altro articolo invocato dal Presidente della Repubblica, ovvero l’articolo 47 della Costituzione che recita testualmente:

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Questo articolo viene motivato dalle proposte economiche presenti nel contratto di governo giallo-verde che secondo alcune fonti economiche prevede una spesa molto alta rispetto alle possibilità economiche italiane.

L’ultimo fattore da conoscere è “l’impeachment”: il termine che inglese si traduce in italiano con l’articolo 90 della Costituzione Italiana:

il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Questa misura è stata già proposta dalle forze “offese” in queste ore dalle scelte e dalle azioni del Presidente della Repubblica.

- Ogni tentativo di chiarimento di questo articolo si riferisce a termini previsti dalla Costituzione e rimanda agli articoli costituzionali ricordati in queste ore.

Giammario Spada per RadioEco.

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