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Celluloid Jam-Lemon Lights-Capibara- Demography #59

questa settimana vogliamo consigliarvi qualcosa di valido senza rifilarvi le solite critiche alla musica indipendente italiana, ascolteremo tre artisti di due delle migliori etichette presenti nel nostro paese, la White Forest Records e de Le Narcisse Factory, nello specifico tratteremo: i fiorentino i Celluloid Jam, uno delle migliori personalità dell’elettronica nostrana Capibara, ed un nastro emergente, Lemon Light.
Celluloid Jam

I Celluloid Jam hanno pubblicato da poco Youth con la White Forest, Ep uscito il 14 aprile contraddistinto da un dream pop a tratti impalpabile che si dilata nella voce della performer, un’elettronica dolce che si fonde con le atmosfere new wave a tratti nostalgiche di un sound che comincia con la fresca e spensierata Fire per poi cedere a sfumature più ambient e quasi venate da un sottile strato di malinconia. Qualcosa di giovane ma ben pensato, a novembre noi parlavamo di una freccia indirizzata verso il giusto bersaglio, bene, è stata scoccata e non potevamo sperare di meglio.

Celluloid Jam
Ci spostiamo di poco, rimaniamo su un sound che risucchia l’ascoltatore dentro un trip di suoni sospesi, stiamo parlando di “Empty Space” l’Lp d’esordio del progetto di Lemon Lights registrato per Le Narcisse Factory (Luminal, Diodato ecc) pubblicato il 5 maggio. Ci si imbarca in un percorso complesso e cupo, un sentiero introspettivo che conduce verso la descrizione di momenti concreti con l’astrazione dei suoni, si avverte la presenza di influenze dell’underground londinese, si avverte l’esigenza dell’artista di cominciare mettendosi direttamente a nudo.
Il risultato è qualcosa di italiano, ma che non lo sembra.

artwork_LO-Q
Capibara è tornato con Gonzo uscito il 5 maggio e per noi è sempre una gioia parlarne.
Il producer (e fondatore) della White Forest Records torna con 15 tracce dopo l’esordio di Jordan e torna cambiato, torna più primitivo, tribale e selvatico, abbandona forse quella leggerissima vena pop presente nel primo Lp per consacrarsi al groove. Passiamo da brani votati alla grande passione di Capibara per la dancehall alla firma hip hop importante per la sua formazione.
Ci avventuriamo dunque in una foresta di suoni di 60 minuti che non lascia scampo, oscura, complicata ed intrigante per la quale non possiamo far altro che immergerci in silenzio ed ascoltare.

Chiara Manera

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