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Charlotte Bridge – Team Ghost| Demography #165

Per proseguire al meglio queste feste, alterniamo un po’ di musica alle tavolate infinite di cibo. A voi, come sempre ci pensa Demography! Oggi menù di due portate, ma entrambe di buona qualità. Apriamo questo nuovo numero con la dolce voce di Charlotte Bridge e poi continuiamo con l’esplosivo Team Ghost.

Charlotte Bridge, all’anagrafe Stefania Salvato, è una songwriter italiana che vive a Bruxelles, dove ha iniziato a lavorare sul serio alla sua musica. Charlotte ha iniziato a scrivere canzoni all’età di 12 anni, e non hai mai smesso. Dopo aver suonato per diversi anni con varie band, inizia l’esperienza dream pop con Talk To Me, che durerà due anni. Dal 2014 Charlotte si dedica al suo lavoro da solista, pubblicando il suo esordio in collaborazione con Edwin Aldin, Fears Hoper and Maps. Charlotte Bridge torna adesso, completamente sola, con un nuovo lavoro, pubblicato lo scorso 13 dicembre per Bonus Noise Records. L’EP omonimo contiene cinque tracce, delicate e sognanti, che rendono la voce di Charlotte Bridge un sussurro dolce e raffinato. La traccia che ascolterete si chiama Now Now, e nel videoclip che l’accompagna appare la stessa musicista. Charlotte sembra aver recepito più che bene il dream pop europeo che caratterizza altri artisti, come ad esempio l’islandese Sóley.

La voce di Charlotte si allinea benissimo alla melodia del pezzo che non è per nulla uno di quelli che restano subito in mente, piuttosto a ogni ascolto si coglie un’ulteriore sfumatura non notata prima. Di sicuro Charlotte Bridge è una cantautrice che ha già ben chiaro come lavorare e cosa voler dare con la sua musica, e vale la pena ascoltarla e seguirla.

Cambiamo totalmente scenario, abbandoniamo il delicato mondo del dream pop per buttarci nell’oscuro mondo del Team Ghost. Team Ghost è il nuovo progetto di Nicolas Fromageau, co-fondatore degli M83, che ha lasciato la band nel 2004, che ha debuttato nel 2013 con l’album Ritual. Nicolas è ritornato con un nuovo album che ha lo stesso nome del progetto, e che è stato pubblicato il 16 dicembre. Il brano che vi faremo ascoltare è The Riser, e potrebbe essere un ottimo anticipo delle sonorità e delle atmosfere contenute in Team Ghost. Nicolas usa chitarre furiose e tamburi per descrivere quello che sembrerebbe un atto di oscuro e violento, dove le interruzioni digitali interferiscono con mormorio sintetico. È la metafora di un mondo fatiscente, in cui si perde il senso dell’orientamento, ad eccezione di quello che creiamo per noi stessi. Team Ghost descrive un mondo delimitato, un territorio con precisi confini in cui sopravvive la razza umana. Le atmosfere in The Riser sono cupe, fredde, esprimono un delirio controllato, trattenuto. I tamburi sembrano i sintomi di una malattia pronta ad esplodere. Ad ascoltare la voce alterata che canta il pezzo sembra di ascoltare i gemelli oscuri dei Daft Punk, quelli che sentendo Get Lucky si sentirebbero a disagio.

Che altro? Questa svolta nera e verso la distruzione a me piace assai.

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