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Chromatics, Aldous Harding, Zsela & more | Demography #356

Nuova playlist Demography con l’elettronica soffusa e delicata dei Chromatics, la bossa nova made in France dei Nouvelle Vague, il ritorno dei Dream Syndicate e i singoli di Ratso e Marissa Nadler.

Una nuova playlist Demography all’insegna di sonorità soffuse e oniriche, per concederci un po’ di relax nella frenesia di inizio settimana. Iniziamo con l’elettronica soffusa e sensuale dei Chromatics, continuiamo con la bossa nova made in France dei Nouvelle Vague, tuffiamoci nel rock psichedelico grazie al ritorno dei Dream Syndicate, e lasciamoci sorpendere da due collaborazioni meravigiose: Ratso ft. Nick Cave e Marissa Nadler ft.  John Cale.

Il primo brano in playlist è “Time Rider” dei Chromatics. La band capitanata da Johnny Jewel ha rilasciato il nuovo brano insieme ad altre due versioni alternative (“On Film” e “Instrumental”) e il videoclip ufficiale. “Time Rider” è la traccia numero 3 dell’attesissimo album “Dear Tommy”, ormai a lungo posticipato. È dal 2014 che si attende il nuovo disco dei Chromatics, che ha già da tempo un titolo, una tracklist, una copertina e alcuni singoli ad anticiparlo, benché siano poi stati rimossi dal web l’anno scorso: si trattava di “Just Like You”,“I Can Never Be Myself When You’re Around”,“In Films”e “Shadow”. Nello stesso periodo, Alexis Rivera, manager dei Chromatics, rivelò su Twitter cosa fosse realmente accaduto all’album: «Il giorno di Natale 2015, Johnny – si leggeva – è quasi morto in un incidente avvenuto alle Hawaii. Quando è tornato in California ha distrutto tutte le copie esistenti di ‘Dear Tommy’, 15mila CD e 10mila vinili, tutto sparito». Dunque le copie del disco apparse nella foto promozionale del ritorno di Twin Peaks facevano parte della partita distrutta. All’epoca Rivera aveva dichiarato anche che la band era molto vicina alla conclusione dei lavori e che il disco avrebbe avuto gli stessi titoli, gli stessi testi e lo stesso ordine della tracklist di quello annunciato nel 2014. Il brano anticipa inoltre l’appena annunciato tour, che riporterà i Chromatics in giro per i palchi del Nord America dopo cinque anni di assenza. Il “Double Exposure tour” partirà il 30 aprile prossimo da Santa Ana in California per poi protrarsi per altre sei settimane.

Chromatics

Passiamo poi alla New Wave filtrata con la Bossa Nova dei Nouvelle Vague – il progetto concepito dai parigini Marc Collin e Olivier Libaux – e un brano tratto dall’album “Rarities”, che comprende b-sides e bonus track (c’è anche “Bizarre Love Triangle”, cover dello storico pezzo dei New Order), pubblicato il 15 febbraio via Kwaidan Records. La band sarà in Italia per il tour che celebra il 15esimo anniversario di carriera: il 28 febbraio saranno al Sanbàpolis di Trento mentre il 2 marzo tappa alla Flog di Firenze.

Passiamo poi ad Aldous Harding, che pubblicherà il suo terzo album “Designer” il 26 aprile via 4AD e ha appena rilasciato il primo estratto “The Barrel”, accompagnato da un video decisamente insolito diretto da Martin Sagadin. In “Designer” la songwriter neozelandese lascia spazio alla sua creatività. Dopo il sorprendente successo di “Party” (2017, 4AD) – album acclamato dalla stampa di tutto il mondo ed eletto album del 2017 da Rough Trade – Aldous ha concluso la scorsa estate un tour di 100 date ed è immediatamente tornata in studio con una serie di canzoni scritte in giro per il mondo. Al lavoro con John Parish (PJ Harvey, Sparklehorse,e già produttore di “Party”), ha trascorso 25 giorni a registrare e mixare tra i Rockfield Studios di Monmouth e il J&J Studio e il Playpen di Bristol. Dallo spirito audace della prima traccia “Fixture Picture”, riusciamo a percepire la consapevolezza e la sicurezza di Aldous nel suo lavoro. Tra le collaborazioni presenti sul disco troviamo il contributo di Huw Evans (H. Hawkline), Stephen Black (Sweet Baboo), il batterista Gwion Llewelyn e la violinista Clare Mactaggart, che mettono in risalto la scrittura già ricca e senza tempo di Aldous.

Chromatics

A sorpresa la songwriter Marissa Nadler ha rilasciato due nuovi singoli “Poision” e “If We Make It Through The Summer”, due brani inediti tratti dalle session che hanno portato alla stesura dell’acclamato album uscito lo scorso anno “For My Crimes”. “Poision” vanta una collaborazione illustre, con niente meno che John Cale. Ambedue verranno pubblicati in versione 7″ da KRO Records. Ascoltiamo poi ,“Our Lady Of Light” dello scrittore Larry “Ratso” Sloman che conta la collaborazione di Nick Cave. Ratso pubblicherà il suo disco d’esordio, “Stubborn Heart”, nel prossimo aprile, e ci saranno tante altre prestigiose collaborazioni ra cui quelle con Warren Ellis, John Cale, Sharon Robinson, Yasmine Hamdan e Imani Coppola.

Chromatics

Ascoltiamo poi “Black Light” primo estratto dal nuovo album dei Dream Syndicate. Ad appena due anni dal trionfale ritorno sulle scene con “How Did I Find Myself Here?” (2017, Anti-), i Dream Syndicate tornano alla carica con un altro lavoro: “These Times”, questo il titolo del nuovo album che uscirà il 3 maggio per la -Anti. A proposito dell’album il frontman Steve Wynn racconta: “Mentre scrivevo le canzoni per il nuovo album ero piuttosto ossessionato da Donuts di J-Dilla. Adoravo il modo in cui si era avvicinato alla produzione di dischi, come un DJ, un collezionista di dischi, un appassionato di musica che vuole mostrare tutta la sua musica preferita, distorcendola e cambiandola fino a farla sua. Stavo trafficando con sequencer, drum machine, loop – qualsiasi cosa mi conducesse fuori dal mio modo abituale di scrivere facendomi sentire come se stessi lavorando ad una compilation piuttosto che “sempre alla stessa cosa”. Può risultare non proprio automatico mettere The Dream Syndicate e J-Dilla nella stessa frase ma io sento quell’album quando sento il nostro nuovo album.” Se “How Did I Find Myself Here”, del 2017, era un album per le ore serali, tutto spacconerie ed esplosioni catartiche, questo “These Times” è l’album gemello per le 2 del mattino, più malinconico e variabile, con la band che si muove come fosse il dj di una trasmissione notturna, mentre l’ascoltatore si lascia andare ai sogni chiedendosi, il giorno dopo, se qualcuno di questi fosse reale. Co-prodotto da John Agnello (Phosphorescent, Waxahatchee, The Hold Steady, Dinosaur Jr.), These Times è stato registrato ai Montrose Studio di Richmond in Virginia. Wynn ha scritto in studio i testi dei brani, dopo che la band aveva finito di registrarli, in questo modo le parole furono dettate più dai suoni che da altro. Questo processo ha contribuito all’urgenza del titolo dell’album. ‘These Times’. Questo è tutto. È tutto ciò di cui stiamo parlando, tutto ciò a cui stiamo pensando. Non si può evitare il panico esistenziale di un mondo che sta rapidamente precipitando, evolvendosi e cambiando corso di ora in ora. Sembra falso non affrontare e riflettere le cose a cui non possiamo smettere di pensare: l’intero mondo sta proprio guardando. I testi dell’album sono solo uno specchio del terrore, del panico, della mania, della speculazione, della malinconia, alla fine ignorando l’abbandono che potrebbe seguire. È tutta questione di dove siamo. ” The Dream Syndicate hanno una lunga e leggendaria storia. Ma dove sono adesso? Sono qui. Sono proprio qui. “In These Times”.

Chromatics

Chromatics – Time Rider
Nouvelle Vague – Dancing with Tears in My Eyes
Aldous Harding – The Barrel
Marissa Nadler, John Cale  – Posion
Ratso ft. Nick Cave – Our Lady of Light
Elena Setien ,Steve Gunn – She Was so Fair
The Dream Syndicate – Black Light
Zsela – Noise
Cleo Sol – One
Modeselektor  – One United Power

Buon Ascolto.

Marta Cardilli per RadioEco.

 

 

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