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Club To Club 2018 – La luce al buio – Un’ edizione abbagliante

L’edizione numero 18 del Club To Club festival è finita da pochi giorni e…

Seppur ancora frastornati da tutto quello che abbiamo vissuto cercheremo di darvi una panoramica di quello che sono state queste giornate.

Prima di iniziare ed entrare nel dettaglio, mi prendo due secondi per ribadire che un festival come Club To Club è più della somma degli artisti che ci sono in cartellone, ed è più del solo Aphex Twin, per quanto gigantesca sia la sua presenza; una presenza capace di creare un evento dentro l’evento e di smuovere folle di adoratori.

Per citare il claim di quest’anno, in un paese come l’Italia dove organizzare eventi culturali diventa ogni anno più complesso, Club To Club è davvero “la luce al buio”, forse non l’unica certo, ma per il momento la più fulgida.

club to club 2018

La Mole Antonelliana con il logo di Aphex Twin. fotografia via ufficio stampa.

Ma andiamo per ordine cronologico:

Giovedì 1 Novembre per noi si apre con il talk di Call Super intervistato da Crack Magazine, una chiacchierata dalla quale emerge la figura di un artista impegnato in più campi e molto interessato all’ attualità e consapevole delle sue sfaccettature comunicative: si spazia infatti dal parlare del peso che alcune scelte economiche hanno nel determinare il futuro panorama culturale – sottolineando come giocoforza si crei un’impossibilità dei meno abbienti ad accedere a scuole che permettano poi di entrare a far parte di quelli che verranno riconosciuti come artisti, nello specifico di artisti figurativi- all’ uso dei social, in particolare Instagram che può essere interessante in quanto finestra visiva non solo sulla vita della gente ma anche sul loro punto di vista. Un talk piacevolissimo con uno scambio pacato e ben articolato, quasi dolce, tutto all’ opposto di come lo abbiamo trovato qualche ora dopo dietro la console a chiudere la serata alle OGR: dritto e prepotente.

La serata prima serata alle OGR – Officine Grandi Riparazioni, si apre con Gang of Ducks che presentano il loro Yacht Club AV Show, per poi lasciare spazio a Tirzah che ci ammalia con la sua voce incantatrice e la morbidezza sonora, della quale si occupa Mica Levi (producer nominata agli Oscar per la colonna sonora di Jackie). Cambio di 360 gradi poi con Palm Wine che ci porta in un sambodromo spigoloso che fa muovere le Ogr per poi lasciare spazio al set di Call Super.

club to clun 2018

fotografia via ufficio stampa.

Venerdì 2 Novembre arriviamo all’ AC Hotel – Headquarter di Club To Club durante le giornate del festival- ed il primo talk a cui assistiamo era veramente atteso da chi sta scrivendo: “shesaid.so : a global network of women working in the Music Industry” in compagnia di Giorgia Taglietti di Sonar Festival e Valerie Lynch di Spin-Go presentato da Carlo Pastore. Essere una donna non è sempre facile, essere una donna in un contesto di musica a volte ancora meno, e sono sicura che chi si è trovata ad operare a vario titolo in questo mondo spesso si è vista scavalcata o ignorata perchè il vostro interlecutore (spoiler: di solito uomo) cercava una figura maschile o non riusciva a prendere in considerazione che potevate essere voi la figura a cui fare riferimento. E invece. Partendo da questo presupposto, assistere a un talk in cui due donne con ruoli importanti nell’ industria musicale parlano della loro esperienza e del network virtuoso che è shesaid.so è veramente liberatorio e scalda il cuore, soprattutto perché si parla di in un contesto dove la presenza maschile è preponderante e si fa sentire con forza.

Poco dopo segue il talk di Max Dax con Elena Colombi, che aprirà una manciata di ore dopo il Crack Stage: dj e radio host di NTS conosciuta per il suo gusto eclettico e lontana dai dogmatismi dettati dei generi, durante il talk si affronta l’argomento digging e Elena ci confessa di non essere una collezionista nel senso più puro del termine, pur avendo una enorme libreria di vinili, racconta infatti che preferisce scegliere i dischi che magari non valgono molto o dei quali rimane affascinata da un dettaglio, piuttosto che collezionare dischi per il piacere di averli.

club to club 2018

Beach House al Club to Club di Torino, fotografia via ufficio stampa.

Alle 20:00 ci spostiamo al Lingotto: gli Iceage – già visti quest’estate al VIVA Festival- aprono il Main stage per poi lasciare spazio ai Beach House che creano un’atmosfera sognante in cui viene avvolta tutta la gigantesca sala e in cui il naufragar ci è dolce. Sul palco del Crack Stage invece incontriamo tutta un’altra vibe con un Obongjayar che si contorce e picchia la batteria che lo accompagna, come se cercasse di spremere stesso per farcene dono, ed poi Equiknoxx che che arrivano come una ventata di calore a portare tutta al loro divertita weirdness. Sul Main Stage invece Jamie XX propone un set che ci spiazza leggermente rispetto a quelli che gli abbiamo sentito fare in passato (e nemmeno in un passato troppo remoto, dato che l’ultima volta che lo abbiamo visto risale a quest’estate), molto più quadrato e con pennellate leggere buttate qua e là a ricordarci che era proprio lui che stava suonando, si continua poi con Peggy Gou e Avalon Emerson che drittissime e potenti portano a chiusura la line up della sala grande.

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Il pubblico di Jamie XX al Club To Club 2018, fotografia via ufficio stampa.

Sabato 3 Novembre è il giorno di Aphex Twin…però anche di molto altro. Nel pomeriggio assistiamo nelle sale dell’ AC Hotel alla presentazione del numero 6 di Over Magazine curato dagli studenti dello IED di Torino, seguito da una sessione di ascolto di Direzioni Sonore con musiche dalla Installation Suite che vedeva una collaborazione tra lo IED di Milano e Roland per PATTERN GENERATIONS, un’istallazione in cui interagivano suoni e luci il tutto messo in piedi dagli studenti di sound design dello IED Milano sotto la supervisione di Painè Quadrelli. Poco dopo prendiamo posto per la presentazione della terza edizione di VIVA Festival che si terrà in Valle d’Itria dal 1 al 4 Agosto. Segnate queste date sul calendario: musica internazionale di qualità in posti di una bellezza indiscutibile, il tutto a cifre ragionevolissime. Sapete dove andare in vacanza.

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Aphex Twin al Club to Club, fotografia via ufficio stampa.

Arriviamo al Lingotto per il live di Yves Tumor che sul Main Stage si dimena come Iggy Pop in un raptus di intensità emotiva lungo un’ora e mezzo. Nota a margine: è stato molto bello notare che, per quanto ad un occhio profano potesse essere facile scabiarlo più per un performer che per altro – data la fisicità così manifesta del live- fosse invece per lui di massima importanza la resa sonora del tutto e nei momenti in cui chiedeva che la voce fosse più dentro la musica questa cosa risaltava proprio.

Arriva poi il momento di Blood Orange che porta con sè altri 5 elementi, di cui un corista con una voce più o meno ultraterrena, e si lancia in un bel live dove la fa da padrone la sua ultima fatica, Negro Swan, e alcuni suoi pezzi più vecchi come You’re Not Good Enough. Un live in cui si percepisce abbastanza chiaramente il ruolo che Devonté “Dev” Hynes vede per se stesso all’ interno del live, in cui alterna chitarra, pianoforte e voce, e certamente non è quello del cantante puro ma piuttosto quello del direttore d’orchestra/produttore. Bravo Dev, mi piacevi già con i Test Icicles e quando per caso prendevemo lo stesso autobus, finalmente dopo 13 anni sono riuscita anche a vederti live!

Ci spostiamo poi davanti al Crack Stage dove si esibisce Serpentwithfeet in un live (che gli sciocchi hanno definito fuori contesto, ma contesto quale poi? è un festival, non è bello che ci sia varietà?) pieno di sentimento, come ci potevamo aspettare. La sua voce si alza a tratti lieve a tratti potente, sempre cristallina per parlare con il pubblico da anima ad anima; per intendersi, se vi piace James Blake, ascoltatelo. Sul Main Stage è il turno di Dj Nigga Fox che per dare modo di preparare il palco per tutto quello che serve per un live di Aphex Twin suona accanto alla postazione del mixer di sala: Dj Nigga Fox oltre a confermarsi un eroe da block party e ad avere come raison d’être quella di far stare bene la pista ci allieta con degli stralci di This is America e KRS-One, per dirme un paio, che appaiono come l’ultima frontiera di un mondo conosciuto prima di essere completamente travolti da Aphex Twin.

Ed eccoci arrivati a Richard D. James, in arte Aphex Twin. Il live più atteso di sempre, ha raccolto persone che provenivano da più parti del mondo (ciao amico canadese e amici francesi) in una sorta di pellegrinaggio verso La Mecca. Aphex Twin come novello messia, così idolo che il live sembrava una funzione. Probabilmente Faithless quando diceva God is a Dj aveva visto Torino nel 2018 durante il live di Aphex Twin. Ma parliamo del live: per quanto sia difficile riassumere un’ora e mezzo di uno spettacolo con una capacità fagocitante mai vista. Uno show pantagruelico, massimalista e assolutamente totalizzante, in cui Aphex Twin - accompagnato per la parte visiva da Weirdcore - ci ha voluto asfaltare completamente, mettendo alla prova la nostra resistenza fisica ed emotiva in un continuum di suono, luci, laser e video che definire ossessivi non è un’esagerazione. Un compendio di cosa è il disagio esitenziale presentato nella forma più alta possibile per un live elettronico. Eravamo in 60.000 e a quanto pare più o meno tutti ne siamo usciti provati.

Il ? del programma si rivela essere Kode 9 che, dopo essersi presentato sul palco per i primi secondi a volto coperto – ma non ce ne era bisogno perchè la scelta luministica di quest’anno aveva deciso che ci concentrassimo sulla musica e chi suonava doveva essere una silouette-, ha l’ingrato compito di seguire il live di Aphex: Steve ti abbracciamo tutti, tanti dovevano decomprimere dopo il set di Aphex Twin e ti hanno mancato, ma te rimani un grande, fosse anche solo per la Hyperdub.

Alle 5:00 sul Crack Stage parte il set di Vessel: completamente diverso dall’ ultima volta che lo avevamo visto in sala rossa (conosciuta anche come sauna rossa date le temperature che raggiungeva) al Club To Club, che rimane leggendaria per il finale in mutande e un post epico.

Ma bando all’ aneddotica e parliamo di questa chiusura bella bella in modo assurdo che ci ha regalato Vessel: un live, accompagnato dai visual di Pedro Maia, in cui in qualche modo magico Vessel è riuscito a farci percepire che stavamo andando incontro all’ alba e contemporaneamente ci teneva inchiodati lì con un ritmo che chiedeva di essere assecondato muovendosi.

Domenica 4 Novembre il Club to Club torna ad abitare più spazi della città, il pomeriggio a Porta Palazzo, con Club Palazzo, Red Bull Music presentava il format Digging’ The Carts. Riusciamo ad arrivare per il set di Kode 9 con i visual di Koji Marimoto che ci fa dimenticare tutta la stanchezza accumulata e siamo già felici di tornare a ballare, seguito da Yuzo Koshiro e Motohiro Kawashima, un pomeriggio che è un incontro di mondi geograficamente lontani che entrano in contatto grazie ad una passione in comune: la musica.

La serata invece si tiene nella splendida cornice della Reggia di Venaria. Per questa sua parte finale il Club To club si avvale della collaborazione di 4:3, progetto di Boiler Room dedicato al mondo delle immagini in movimento in tutte le sue declinazioni, siano esse video, visual, documentari, film e chi più ne ha più ne metta: vi consigliamo di approfondire se non conoscete già quello di cui stiamo parlando. Le proiezioni si svolgono nella Cappella S. Uberto e il contrasto con ciò che vediamo sullo schermo (Negus, This Is Bate Bola, Palestine Underground, Shakedown) con l’ambiente non potrebbe essere più perfetto. Sa quasi di riappropriazione di spazi ingessati.

Nella galleria grande invece vanno le immagini di WarpVision e risuona la musica di Primitive Art, Mana e Dj Nigga Fox. Come cenerentole poi corriamo a prendere l’autobus prima di rischiare di rimanere confinati fuori Torino. E va bene così, ma con qualche navetta in più sarebbe stato ancora più perfetto.

Nella prima pagina del programma del Club To Club c’è il testo di Up Patriots To Arms di Franco Battiato ed è sottolineato il passaggio in cui canta “noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre”. In questa edizione l’esortazione lanciata da Club To Club ad essere delle forze positive nel proprio ambiente è chiara a partire dal claim “la luce al buio”, viene ribadita all’ interno del programma citando per la seconda volta Franco Battiato, viene dichiarato con le scelte artistiche fatte e anche il modo di illuminare i live ce lo ricordava.

Eventi e musica dal vivo hanno, volendo, la capacità di illuminare zone buie e trascurate, fanno scoprire luoghi che se illuminati possono rivelare tesori. Eventi come Club To Club hanno la capacità di annullare l’atomizzazione e l’indivisualismo di cui siamo sia portatori che succubi e per una manciata di ore ci fanno essere parte di una famiglia che ci scegliamo, come ci ricorda la voce di Janet Mock in Family di Blood Orange.

Quindi grazie Club To Club, ogni anno che passa ci ricordi che funzione importante svolgi in un mondo a cui piacciamo soli, spenti e tristi. L’augurio che faccio a Club To Club, oltre a quello di continuare a crescere e restare in buona salute, è quello di essere forza ispiratrice per chi ha voglia di costruire qualcosa di bello e significativo, una forza che produca altre energie positive, altre lucciole da mandare nel mondo ad illuminare le tenebre, perchè basta guardare i commenti di un qualunque social a caso per vedere quanto ci siamo imbruttiti.

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