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Come nasce il progetto di architettura: Genesis arriva a Pisa

Cinque mesi dopo la prima edizione di LabQ, a Pisa si continua a parlare di architettura grazie a Genesis, un ciclo di 5 conferenze di 5 architetti internazionali sul tema della genesi del progetto architettonico organizzato da studenti e professori dell’Università di Pisa.

Genesis

Già ad ottobre a Pisa si era parlato dell’importanza della comunicazione e divulgazione delle ragioni del progetto architettonico e dell’importanza dell’utente che vuole e deve essere informato sulle trasformazioni urbane. Oggi, proseguendo su questa linea, il messaggio si arricchisce con ulteriori risposte: 5 grandi nomi dell’architettura internazionale saranno a Pisa a spiegarci in che modo nascono i loro progetti, per un ciclo di conferenze dedicato agli studenti, ai professionisti e agli appassionati.
Gli architetti chiamati a partecipare, scelti per la qualità della loro ricerca progettuale, provengono da tutta l’europa e sono chiamati a rispondere alle domande poste dagli entusiasti ideatori dell’evento: Brunello Favilla e Lorenzo Ciancarini, studenti dell’ultimo anno della Facoltà di Ingegneria edile-architettura di Pisa.

Ad inaugurare il ciclo di eventi sarà l’architetto inglese Tony Fretton, che il primo aprile terrà una lecture alle ore 17 nell’Aula Magna del Polo Carmignani, in Piazza dei Cavalieri; si proseguirà con Guillermo Vázquez Consuegra (Spagna), Ricardo Bak Gordon (Portogallo), Dietmar Eberle (Austria) e Dominique Perrault (Francia).
Le conferenze sono aperte a tutti e ad ingresso gratuito e ogni incontro è accreditato dalla Federazione degli Architetti PPC Toscani con 2 CFP.

Abbiamo incontrato Brunello Favilla e Lorenzo Ciancarini per farci raccontare cos’è “Genesis”.

Come e quando è nato il progetto Genesis?

B: Io e Lorenzo studiamo e viviamo quasi insieme, come spesso accade nei corsi di architettura in cui è assolutamente necessario avere un amico fidato; la mia curiosità relativa a questo progetto l’ho subito condivisa con lui che ha dimostrato grande interesse. Era il dicembre del 2014 quando abbiamo cominciato a riflettere su un possibile tema per invitare degli architetti a Pisa, stimolati dalla voglia di portare qualcosa di diverso nella nostra città e uniti dalla passione per le conferenze architettoniche. Noi eravamo già consapevoli dell’importanza di andare oltre lo studio e il nostro obiettivo è sensibilizzare nella stessa direzione i più giovani. Ci siamo resi conto che è fondamentale uscire fuori dalla piccola realtà del mondo universitario e degli esami e guardarsi intorno: gli architetti che abbiamo scelto avevamo avuto modo di conoscerli, studiarli e ascoltarli e avevamo capito che erano persone che potevano trasmettere qualcosa, la passione in primis, e ci siamo adoperati affinché venissero a Pisa e parlare a noi e ai nostri compagni. Quindi alla base del nostro progetto c’è, oltre ad una grande passione, la voglia di coinvolgere tutti, non solo gli studenti ma anche i professionisti e i curiosi , tutti coloro interessati a conoscere la genesi del progetto, nel nostro caso un progetto architettonico, ma che potrebbe essere esteso ad altri campi: artistici, letterari. Abbiamo scritto un manifesto che ponesse delle domande precise e facesse capire quali erano le nostre curiosità e quali i nostri dubbi, lo abbiamo inviato insieme all’ invito agli architetti per stimolarli e capire se erano interessati e dopo il consenso abbiamo iniziato una complessa fase di ricerca degli sponsor. Naturalmente per compiere tutto questo è stato fondamentale il sostegno accademico: abbiamo fatto affidamento su alcuni docenti del nostro corso di laurea tra cui il prof. Marco Giorgio Bevilacqua, il prof. Luca Lanini e l’Ing. Fabio Candido.

L: La nostra riflessione si è incentrata sulla ricerca di un tema che potesse differenziare il nostro progetto da quello fiorentino (Identità dell’Architettura italiana) e abbiamo così deciso di chiamare non solo architetti italiani ma internazionali. Tutti quelli che sono stati invitati sono docenti da anni nelle università europee, dunque un aspetto importante della nostra scelta è stata la possibilità che ci insegnassero qualcosa, che le conferenze fossero delle vere e proprie “lezioni”, i relatori sono tutti progettisti che ammiriamo e dai quali, in questi anni universitari, abbiamo copiato attingendo a piene mani dal loro lavoro. Genesis l’abbiamo pensata innanzitutto per gli studenti: è un’occasione molto importante per tutto il nostro corso di laurea per stimolare gli studenti a capire che forse è necessario fare qualcosa in più, comprendere di più la professione dell’architetto. Sicuramente capire come lavora un architetto internazionale sul tema della genesi del progetto di architettura aiuta ad affrontare la famosa paura del foglio bianco.

Qual è stato l’aspetto più difficile da organizzare?

L: Sicuramente la parte più difficile è stata la ricerca degli sponsor. Nella fase organizzativa, comunque molto complessa, ha prevalso la passione per l’argomento ed è stato tutto entusiasmante , aldilà del dispiacere per qualche rifiuto. Un supporto importantissimo ci è stato dato da alcuni enti culturali (tra cui l’Istituto francese di Firenze e il Forum Austriaco di cultura di Roma) che si sono dimostrati molto interessati a incentivare le collaborazioni culturali internazionali.

B: E’ stato e sarà fondamentale il supporto dei ragazzi di 120 gr, che, oltre ad aver realizzato il sito, sono il media partner di Genesis. Saranno loro a realizzare tutti i contributi multimediali dell’intero ciclo di letture, ad aggiornare il sito e la pagina facebook. Il prodotto Genesis si è mostrato al pubblico grazie al loro lavoro, hanno realizzato la grafica e per questo sono assolutamente in prima linea come noi.

Che contenuti saranno analizzati nel corso delle conferenze?

B: Noi abbiamo cercato di far intendere ai relatori che non ci aspettiamo la solita conferenza standard di presentazione dei progetti più famosi, abbiamo calcato molto sul fatto che c’è un tema, un testo, e che vogliamo conoscere il loro parere sulla genesi del progetto. Abbiamo detto loro che avranno a disposizione un gesso ed una lavagna e che se vorranno disegnare potranno farlo. Quello che ci aspettiamo è quindi una lezione a tutti gli effetti.
Ad ognuno di loro verrà inviata una lista di domande e verrà chiesto di inserire le risposte all’interno della lezione, ovviamente anche il pubblico potrà porre delle domande durante le conferenze.

L: E’ importante sottolineare che per ogni conferenza ci saranno dei posti riservati ai professionisti, prenotabili sul sito iM@ateria e che garantiranno l’acquisizione di 2CFP per ogni conferenza, mentre gli altri saranno liberi. Noi chiaramente consigliamo di arrivare per tempo per essere sicuri di trovare posto. La prima e l’ultima conferenza saranno in lingua inglese mentre tutte le altre dovrebbero essere in italiano.

E’ prevista una pubblicazione al termine di questo ciclo di conferenze?

L: Sì, se riusciremo a raccogliere abbastanza materiale per fare una pubblicazione o una mostra all’interno dell’università o all’interno dell’edizione 2017 di LabQ. Siamo già in contatto con l’Associazione LP che ci sta aiutando moltissimo con la diffusione mediatica locale e con cui abbiamo avviato una collaborazione che prevederà l’inserimento del frutto della nostra ricerca, speriamo di due edizioni, all’interno del loro programma biennale.

B: L’idea è quella di ricostruire un filo logico tramite le conferenze e magari andare oltre, cominciare un vero progetto di ricerca sul tema proposto coinvolgendo altre persone, architetti e non solo, che possano dire la loro sulla genesi del loro lavoro, che sia un oggetto di design, una poesia o un pensiero, per poi produrre un testo, online o cartaceo a seconda delle possibilità, che contenga tutto il materiale raccolto.

E’ già il secondo evento annuale sull’architettura a Pisa. Già LabQ ha avuto un enorme successo tanto che siamo in attesa dell’edizione 2017 che avrà come tema “Pisa e l’acqua, tra memoria e futuro”. Quali sono le vostre aspettative nei confronti di questo primo ciclo di conferenze architettoniche pisane? Quali eventuali miglioramenti vorreste apportare alla prossima edizione?

B: Le premesse sono ottime, ci sarà grande partecipazione, lo stiamo constatando con il primo evento. Ovviamente noi abbiamo un controllo sugli studenti che sono stati sensibilizzati da noi e dai docenti e siamo quasi sconvolti dalla caratura che il progetto sta prendendo. La collaborazione che abbiamo intavolato con l’Associazione LP vuole ampliare il raggio del nostro progetto e portarlo anche sulla scena cittadina che effettivamente in questo anno è stata investita da un’ondata di passione per l’architettura che prima non c’era mai stata. Questo è molto bello anche perché la biennale di architettura si è rivelata un ottimo punto di contatto tra il comune e l’università, cosa che prima forse mancava un po’, ed il nostro corso di laurea è stato in prima linea in questo senso. Adesso le parti si sono un po’ invertite: è l’Università che organizza e coinvolge il comune e la trovo una cosa molto positiva.

Per quanto riguarda l’anno prossimo noi siamo sicuri che l’esperienza si ripeterà: quando si organizza un evento il secondo viene da sé. Il prossimo anno chiaramente le aspettative saranno maggiori, questo lo sapete vero?

L: Ci aspettiamo di più soprattutto da noi stessi, nel senso che avendo dovuto rinunciare a molte cose che volevamo fare per concentrarci su questo progetto speriamo che gli altri studenti possano capire che organizzare questo tipo di eventi sia possibile. Gli studenti devono volere fortemente che le conferenze ci siano e dovranno adoperarsi in prima persona affinché questo avvenga. Ci piacerebbe che tutti si sentissero liberi e avessero voglia di dire la loro mettendosi in gioco per qualcosa di diverso.

Genesis

Non resta dunque che darci appuntamento venerdì 1 aprile ore 17 nell’Aula Magna del Polo Carmignani con Tony Fretton per il primo di questi imperdibili appuntamenti. Per rimanere sempre aggiornati sulla novità di Genesis qui trovate la loro pagina facebook e il sito web in continuo aggiornamento mentre con l’hashtag ufficiale #genesislectures potrete seguire e commentare gli eventi su Twitter!

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