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Compleanno – Enzo Moscato @TeatroEra

Enzo Moscato festeggia i suoi 70 anni con una retrospettiva teatrale al Teatro Era, portando sulla scena Il Compleanno e Ritornanti, opere storiche e significative del suo lavoro

Un focus sulla carriera e sul lavoro dell’artista napoletano che profuma di meridione a tinte forti. Il Compleanno è una festa alla bellezza, all’arguzia, alla grazia. È una festa per celebrare lo splendore del teatro, è un regalo di compleanno al Teatro. È un dono di felicità allo spettatore che è stato invitato alla cerimonia.
Enzo Moscato celebra, ogni volta come fosse la prima, la grande assenza. Alla scomparsa del suo amico e collaboratore Annibale Ruccello, alta mente del teatro italiano degli anni 70/80 e morto d’incidente stradale nel 1986, Moscato costruisce il rito dell’assenza, organizza il compleanno alla morte e al vuoto pieno che rimane ai vivi.

Compleanno

Enzo Moscato – foto C Accetta

Un’introduzione letta, timidamente pronunciata da Giuseppe Affinito, apre al tema dell’oblio, della morte d’infanzia, racconta poeticamente la fortuna della morte prematura perché sgombra da afflizioni dell’età avanzata. Una scena addobbata a festa, con dei lievi dettagli di una decadenza che rende l’insieme vintage e contemporaneo allo stesso momento. Palloncini e festoni squallidi, al centro un trono degno di re e una piccola tavola imbandita con cimeli, che diventa altare della funzione del ricordo. Immancabili candeline accese, emblema della festa, della ricorrenza, della luce perpetua. Manca la torta, forse elemento fin troppo reale, fresco, dolce per questo mondo fuori dal mondo.

Parte così una danza di parole. Da rimanere a bocca aperta, letteralmente. La maestria attoriale di Moscato, immensa, fa entrare immediatamente il pubblico in un vortice di lingue, gestualità, sguardi, intenzioni. Con grandissima sapienza scenica il protagonista costruisce intorno a sè un mondo nella stanza sgombra. Un mondo innalzato come un collage composto da personaggi da amare, da seguire, con cui piangere. Ines, il Maniaco, la gatta, la protagonista cartesiana a e i suoi viaggi, le cinque rose che fanno entrare Jennifer alla festa. Tutti presenti, tutti invitati al compleanno.

"Compleanno" foto di Giovanni Tomassetti

“Compleanno” foto di Giovanni Tomassetti

Il testo, alternato a struggenti canzoni prese dalla tradizione popolare e dalla memoria storica anni 80, è lo strumento perfetto per pronunciare il grande rito. Come poter contenere il nulla? Cosa poter dire difronte alla morte imprevista? Ed ecco che nella drammaturgia che sa godere della grandezza e della libertà del teatro, si aprono infiniti orizzonti di narrazione. Come uno sproloquio delirante, la parola diventa una nenia, una canzone, la filastrocca magica e inquietante dell’assenza.

Il Compleanno si gonfia e si rilassa, costantemente, come un battito cardiaco. Prende ossigeno e sangue, nel ritmo forsennato della narrazione, si riempie di energia e subito si rilassa, involontariamente, rilasciando ossigeno e sangue, rimanendo svuotato ma sazio. Il Compleanno commuove, mette in movimento lo spettatore, che non sa più se ridere o piangere e finisce per fare tutto insieme e liberarsi, con un applauso infinito pieno di gratitudine e riconoscimento. Come un cuore vivo e giovane, Moscato mostra al pubblico il movimento essenziale alla vita, vive la fatica e il balletto dello stare al mondo.

Compleanno

Enzo Enzo Moscato – foto Fiorenzo de Marinis

Perché andava visto o anche del perché te lo sei perso in 5 punti:
1- Enzo Moscato è un padre del teatro. E non è questione di fama o gloria, è questione di
capacità. Enzo Moscato è un Padre del teatro. Vedetevelo.
2-Il Compleanno è una delle cose che mi ha più emozionato negli ultimi anni. Provare un
senso di felicità per le Grandi Cose. Ecco, il Compleanno è una Grande Cosa.
3-Il teatro è il luogo delle storie. Indagare la mancanza è una delle storie più complesse da
narrare e Moscato lo fa perfettamente.
4-Esempio di teatro nuovo, anche se è di molti anni fa. Quando capita di vedere un’opera
che appare contemporanea, avanguardistica, e che è stata realizzata in un’altra epoca, ti
rimane la sensazione di assistere al genio.
5- Andateci, fatevi questo regalo. Servono altre motivazioni?

Flaminia Vannozzi per RadioEco

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