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Consigli per la lettura: Carmilla, J. S. Le Fanu

LeFanuÉ arrivato Halloween, la festa preferita dagli appassionati dell’occulto. Questa celebre ricorrenza di matrice anglosassone è infatti legata al culto dei morti, un particolare tipo di venerazione rivolta ai defunti, presente sotto diversi abiti in molte correnti religiose e non.

Secondo la leggenda, l’ultima notte dell’anno, che per il calendario celtico è quella del 31 ottobre – giorno conclusivo dell’estate prima del gelido buio dell’inverno – ai morti viene concesso di tornare sulla terra e avere contatti soprasensibili con gli umani. Solo per una notte i defunti sono liberi di riconciliarsi con i loro cari mentre agli spiriti malvagi è data la possibilità di poter scorrazzare sulla terra per prendersi gioco degli umani e della loro paura della morte.

Nell’immaginario collettivo, la figura malvagia che ha maggiormente stimolato le paure degli uomini è quella del vampiro, creatura demoniaca dipendente dal sangue di altri esseri viventi. La letteratura è ricca di storie legate ai vampiri: il più famoso è sicuramente il conte Dracula e non serve aver letto il libro di Bram Stoker per sapere chi è. Eppure Dracula è solo il più fortunato dei vampiri letterari e gran parte delle sue marche distintive sono state ereditate da un altro vampiro, Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu.

Il testo di Le Fanu è un libricino di poco più di cento pagine in cui si narra la storia del vampiro Carmilla, riportata dall’autore così come egli finge d’averla appresa dal «racconto dell’intelligente signora che lo ricorda», contenuto in un vecchio documento da lui casualmente ritrovato. Nel timore di rompere la suspence necessaria a leggere una storia del terrore, eviterò di riassumere la trama del libro così da allontanare qualsiasi pericolo di spoileraggio. Mi concentrerò, invece, nel comunicarvi ciò che fa di questo libro uno dei più belli della letteratura gotica dell’Ottocento.

Lo scenario suggestivo, la lingua scorrevole e un’acuta trattazione del tema del doppio sono tra le qualità più evidenti del libro ma la novità più importante di Carmilla è il fatto che il vampiro sia qui una donna bella e affascinante, indifesa solo nella misura che le permette di nascondere il suo desiderio di seduzione. La scelta di avere una protagonista donna è probabilmente legata al dibattito tardo ottocentesco sulla condizione del genere femminile, figura sempre più presente nell’era sociale rivoluzionata dall’industria. La donna vampiro è infatti il simbolo del potere seduttivo delle donne che, fuori dalle mura domestiche e quindi lontane dalla sfera di controllo maschile, rappresentano una continua tentazione sessuale per l’uomo e dunque una minaccia per esso. La donna vampiro è infatti l’immagine letteraria preferita per indicare la trasgressività e la libertà sessuale femminile, oltre a simboleggiare l’omosessualità della donna, ormai paziente preferita nelle indagini della moderna psicoanalisi.

Anche se piuttosto breve, quello di Le Fanu è un libro ricco nello stile e nei temi che vale davvero la pena leggere e la notte di Halloween è sicuramente il momento migliore per una storia del terrore. Dunque lasciatevi ammaliare dal fascino di Carmilla, riuscirà a conquistare anche gli animi più impavidi.

 

Giada Stigliano per Radioeco

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