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Cor Veleno: lo spirito che suona al Deposito Pontecorvo

Siamo stati al Deposito Pontecorvo di Pisa in occasione del live esplosivo dei Cor Veleno. Già da un mese a questa parte sono in tour in tutti i club d’Italia con il loro nuovo disco “Lo spirito che suona”, opera contenente strofe postume del rapper Primo Brown.

I Cor Veleno sono un gruppo storico di musica hip hop attualmente composto da due membri, Grandi Numeri & Squarta e hanno pubblicato da poche settimane il loro nuovo disco, Lo spirito che suona.
Il disco dei Cor Veleno contiene collaborazioni del calibro di Giuliano Sangiorgi, Johnny Marsiglia e altri tra i migliori rapper e emcees presenti nella scena rap Italiana come Coez, Gemitaiz e Madman.
La grinta, la passione, il groove e l’anima dei Cor Veleno hanno reso omaggio a un’icona storica ed immortale come quella di Primo Brown.
Primo è stato il frontman dei Cor Veleno per molti anni, scomparso prematuramente a causa di una grave malattia, ha lasciato in eredità una carriera musicale ricca di rime dal gusto forte di hardcore vero e crudo che un rapper dovrebbe sempre avere nella penna e sul palco.
I ragazzi dei Cor Veleno ci hanno concesso un’intervista esclusiva prima della loro performance live al Deposito Pontecorvo, una grande occasione per incontrare le persone oltre gli artisti e scoprire quel lato umano di un gruppo che ha sfondato con la sua musica nel panorama hip hop  underground rimasto da poco senza il membro più importante, ma soprattutto senza un amico.

Riportiamo di seguito l’intervista.

Cor Veleno

Vespro: “Avete fatto un bellissimo disco, real e molto importante perché è una responsabilità, un’ opera postuma anche per ringraziare e onorare quello che è stato Primo per la scena musicale italiana. Come vi siete approcciati e cosa vi ha portato a questa creazione?”

Grandi Numeri: “L’approccio è il solito. Accogliamo il complimento di fare cose real, ma fondamentalmente l’attitudine è quella di sempre. C’è una missione in più nel fatto di rappresentare anche Primo sia dal vivo che nel disco stesso. Non è un disco di amarcord, ma nemmeno di canzoni abbozzate, sono canzoni vere e proprie che abbiamo portato a termine in studio con Squarta. Penso che adesso ci troviamo in una fase ulteriore, cioè di messa in pratica di tutte quelle rime che ci sono su quel disco, portate in giro e messe in circolo dal disco stesso e ribadendolo sul palco. Fa parte della fase creativa che cercava lui, che cerchiamo noi e che cercano tutti”.
Squarta: “Un disco che era complesso, ma come ha detto Grandi volevamo fare un disco nuovo, che non doveva essere un disco triste, quindi abbiamo portato a compimento una parte di lavoro che già avevamo iniziato e abbiamo terminato il lavoro iniziato tutti insieme […] e oggi lo portiamo dal vivo sul palco […]“.

Gianluca: “Come sta andando questo tour e come lo vedete? Secondo voi come lo sta vedendo Primo da lassù e soprattutto com’è la vostra anima sul palco?”

Squarta: “Il tour sta andando bene e l’energia è sempre quella. Mentre facevamo il disco avevamo pensato a come sarebbe stato poi suonarlo dal vivo; tutti i dischi che abbiamo fatto nascono anche dalla voglia di scrivere canzoni che dovranno essere interpretate live e dovranno dare quell’energia che sentiamo. Come lo vede Primo da lassù me lo chiedo tutti i giorni, spero bene! Sono sicuro che lo veda bene perché quando siamo sul palco e facciamo certi pezzi in cui c’è la sua voce il pezzo si compone quasi da solo, i pezzi tornano tutti a posto. Il veleno non si poteva fermare insomma”.

cor veleno

Mattia: “Ci sono delle collaborazioni che “c’entrano poco”coi Cor Veleno, come ad esempio quella con Giuliano Sangiorgi e Roy Paci, come sono nate?”

Grandi Numeri: “Il pezzo con Johnny era fuori dal disco, ma doveva starci per forza, perché lui è uno degli mc che amiamo più di tutti. Lo abbiamo visto dalle prime volte che saliva sul palco, e stiamo parlando quasi di 15 anni fa, quando faceva le prime gare di freestyle in Sicilia.
Per quanto riguarda Giuliano, lui viene da un mondo che di primo acchito potrebbe sembrare distante anni luce dal nostro, ma fondamentalmente lui è cresciuto ascoltando il rap. Dall’epoca di Buona pace c’era questa idea, ci frequentavamo e andavamo negli stessi posti e c’era l’idea di fare qualcosa insieme. Poi è successo e personalmente non mi pongo il problema del background, non faccio la selezione all’ingresso: il nostro locale è aperto a tutta la gente che ha voglia di portare e creare delle cose diverse, sennò resteremmo sempre nella nostra zona di comfort. Abbiamo sempre voluto portare qualcosa di nuovo, per coltivare un senso di crescita, di differenza con i lavori fatti in precedenza.

Credo che per la scelta di collaborazioni potrei citare anche Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion, Roy Paci e tutti gli mc che ci sono. Noi abbiamo trovato una sinergia unica anche a lavorare con Coez e Gemintaitz, che sono degli animali da palco, perché riescono a fare tanto sul disco, ma anche tanto dal vivo e riuscire a essere tutti insieme su quel disco era qualcosa che per me rappresentava davvero una bella sfida”.

Squarta: “Essenzialmente a noi piace sperimentare sempre cose diverse, fare le stesse cose ci ha sempre annoiato, quindi proviamo a confrontarci con i musicisti che sembrano lontani dal mondo dei Cor Veleno per trovare nuove sonorità insieme”.

 

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