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Corrado Formigli: “Aleppo? Nazioni Unite ed Europa assenti”

PIAZZA PULITA

Fonte: www.lettera43.it/

Intervista al giornalista e conduttore di Piazzapulita Corrado Formigli, intervenuto alla decima edizione del festival di Internazionale a Ferrara.

Aleppo, radicalizzazione in Italia e movimenti populisti sono al centro dell’intervista che il giornalista e conduttore di Piazzapulita Corrado Formigli ci ha rilasciato durante la decima edizione di Internazionale a Ferrara. Durante il festival Corrado Formigli ha presentato il suo libro Il Falso Nemico e ha preso parte al dibattito “I nuovi jihadisti europei”.

Corrado Formigli, cosa pensa della situazione attuale ad Aleppo?

Una situazione terribile, tragica, quasi senza precedenti. Una situazione intollerabile sopratutto perché non si riesce a trovare una via d’uscita ad una crisi che vede bombardamenti sui civili, tantissimi bambini morti. 100 soltanto negli ultimi sette giorni. Una crisi umanitaria terribile con il governo di Assad che bombarda con l’aiuto dei russi mentre c’è totale assenza delle Nazioni Unite e dell’Europa con l’incapacità degli americani di porre fine a questa cosa. In questa situazione sta nascendo il nuovo mostro, Al Nusra, che rischia di prendere il posto di Al Baghdadi come nuova forma di Jihadismo.

Almeno staticamente in Italia c’è poca radicalizzazione islamica. Come giudica questo dato?

Penso sia un dato confortante. Dobbiamo dare i numeri giusti e lavorare sulla stragrande maggioranza dei musulmani moderati che credono nella democrazia e nei valori del liberalismo e non ingigantire l’elemento del radicalismo. Credo che sia davvero un tema di intelligence. Sappiamo chi sono quelli più radicali. Dobbiamo sorvegliarli e cacciarli dal paese nel caso in cui infrangessero le regole.

Nella nostra lotta all’Isis non stiamo forse sottovalutando i movimenti populisti che stanno nascendo in Europa, come in Germania o Ungheria?

Non li stiamo sottovalutando. Ne siamo ben consci e, talvolta, li ingigantiamo. Il populismo esiste e fa leva sulla crisi economica e sulle parti più marginali della società. E’ chiaro che non si potrà sconfiggere il populismo con le belle parole e col benpensismo ma dovremo sconfiggerlo lavorando sugli emarginati e sull’uscita dalla crisi economica.

Giacomo Corsetti

@giacomocorsetti

 

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