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Dall’idea alla pista – E-Team Squadra Corse dell’Università di Pisa

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Locandina ufficiale dell’evento

Lo scorso 9 Maggio l’E-Team Squadra Corse ha organizzato a Pietrasanta una giornata di presentazione del proprio progetto. Durante la manifestazione sono stati organizzati diversi workshop, una bella occasione, per esperti e non, per scoprire le caratteristiche delle vetture ideate da questo gruppo di giovani studenti che, con la propria squadra, rappresenta l’Università di Pisa nella competizione internazionale di Formula SAE.

L’attrazione principale è stata sicuramente “ET456”, l’ultima rombante vettura realizzata dall’E-Team.

Radioeco ha seguito l’evento e ha intervistato alcuni componenti della squadra.

Di seguito vi presentiamo la versione scritta dell’intervista concessaci da Andrea Mascellani, uno dei piloti del team.

Per anni io sono stato capitano dell’E-Team, e questo mi ha consentito di diventare, per così dire, “pilota ad honorem”. Per me è stato un onore poter guidare la macchina oggi, in occasione di questo bell’evento con cui la squadra si presenta al pubblico.

Sei uno studente dell’Università di Pisa, giusto?

Sì, studio ingegneria aerospaziale.

Come funziona l’ammissione alla squadra, ad esempio con il ruolo di pilota?

Nel mio caso la carica di pilota è dovuta più all’esperienza che a effettivi titoli: collaboro da molti anni con l’E-Team, perciò ho potuto provare la vettura in più occasioni e in condizioni diverse. A parte questa esperienza pratica, il mio curriculum sportivo non è paragonabile con quello di alcuni dei nostri “piloti veri”, muniti di licenze federali.

Non è facile trovare piloti che si adattino a questo tipo di gara; la Formula SAE non ha niente a che vedere con la Formula 1: non si tratta di una competizione ruota-contro-ruota, né la classifica è calcolata sulla prestazione secca della monoposto. Al proposito sono molteplici gli aspetti della vettura presi in considerazione.

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Andrea Mascellani

La gara è strutturata in quattro parti: una prova di accelerazione, una di skidpad (tenuta laterale), una di autocross (giro secco) e una di durata. In quest’ultima la valutazione riguarda i tempi totali di percorrenza, non il posizionamento relativo: talvolta i partecipanti sono un centinaio, se non di più. Sarebbe problematico farle correre tutte insieme!

In effetti immagino che se cento o più macchine scattassero tutte insieme dalla griglia di partenza si creerebbe una situazione davvero pericolosa! L’E-Team Squadra Corse è un progetto nato nel 2007, e in questo momento stiamo vedendo girare la vostra settima vettura, giusto?

Sì, “ET456” è la settima automobile che abbiamo realizzato.

Durante gli workshop gli speaker hanno illustrato le migliorie tecniche apportate alla nuova monoposto dell’E-Team. I loro discorsi hanno descritto caratteristiche che però solo un pilota riesce a valutare concretamente; solo tu le puoi toccare con mano. Quali sono secondo te?

Per quanto riguarda l’auto che presenteremo alla Formula SAE 2015, essa è ancora in fase di progettazione, quindi queste migliorie per ora restano sulla carta.

Le novità dovrebbero riguardare la maneggevolezza della vettura: da anni noi piloti lamentiamo la mancanza di aderenza della monoposto, ossia l’impossibilità, da parte nostra, di imprimerle la direzione che vogliamo. La macchina ha insomma un problema di sottosterzo.

Le nostre “ET” poi sono molto sensibili al pilota: a seconda del peso del guidatore si sposta il baricentro della vettura, quindi i problemi di guidabilità sono diversi per ciascuno di noi.

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Logo dell’E-Team

Altra novità sarà il cambio del motore, che dovrebbe garantire una maggiore potenza e un’erogazione più regolare; l’erogazione di un due cilindri come “ET456”, per quanto bilanciata, è scorbutica, rende difficile dosare con accuratezza la potenza del motore.

Una constatazione: a prima vista avrei detto che, date la tua altezza e le piccole dimensioni di “ET456”, tu non potessi entrarci!

Il regolamento della Formula SAE impone che le automobili in competizione siano abbastanza capienti da ospitare, diciamo, un uomo alto 2m e pesante 120kg.

In passato l’E-Team ha avuto problemi con questa norma: giudici che rientravano nella categoria prevista non riuscivano a entrare nella nostra macchina. Io stesso non ci riuscivo!

Le successive evoluzioni sono state progettate invece nel rispetto del regolamento. Adesso posso guidare la vettura. E, vi dirò, ci sto anche comodo!

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ET456 in pista a Pietrasanta

I giudici di gara sono molto intransigenti rispetto all’osservanza delle regole? Sto pensando alla Fomula 1, nella quale da diversi anni stiamo assistendo all’introduzione di direttive da molti ritenute folli. La Formula SAE sta procedendo in questa direzione?

Le regole possono anche essere considerate, da alcuni, folli, ma dal punto di vista tecnico sono tutte volte a garantire la sicurezza in pista.

Alcune di esse sono di libera interpretazione: sono formulate in modo vago per lasciare libertà agli studenti; in merito alle regole di sicurezza, la rigidità è invece assoluta. È capitato molte volte che, durante le verifiche tecniche, l’insoddisfazione dei giudici abbia costretto le squadre a modificare la vettura.

Grazie per il tuo contributo, Andrea, e che vinca il migliore… cioè l’E-Team Squadra Corse dell’Università di Pisa!

Fabiano Catania e Gabriele Flamigni per Radioeco.

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