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Death Grips, NGHTMRE, The Invisible | Demography #106

Death Grips e il nuovo ritorno sulle scene: potenti come non mai. Poi il nuovo singolo di NGHTMRE e il ritorno in grande stile dei The Invisible. Gustati Demography #106

Curiosi i Death Grips: avevano diffuso gratuitamente i loro album, poi avevano annunciato il ritiro dalle scene, e ora eccoli qui con Hot Head, più carichi e rabbiosi che mai. Il noiserap targato Death Grips è un marchio di fabbrica inconfondibile, oltre ad essere fonte di ispirazione per molti artisti dai generi più disparati (non a caso hanno ottenuto elogi pubblici da gente come David Bowie, Iggy Pop e Bjork).
Hot Head è perfettamente in linea con lo stile di una band ibrida, infuocata e viscerale: il cantato di MC Ride è slabbrato e vigoroso, le sfuriate percussionistiche di Zach Hill scandiscono la schizofrenia del pezzo, così strutturalmente complesso da necessitare più di un ascolto, almeno per essere giudicato. Dai Death Grips ancora nessuna notizia su un possibile nuovo album o tour, nel frattempo restiamo fiduciosi e magari compriamoci qualche dipinto di MC Ride, visto che da poco li ha messi in vendita.

Spostandoci verso la dance, c’è da segnalare la nuova uscita di NGHTMRE: è da pochi giorni in free download Burn Out, singolo techno-dance con spigoli dubstep. Spesso accostato a Skrillex, qui NGHTMRE si diverte a rimescolare pop e pianoforte a beat piuttosto ignoranti. Non si risparmia nulla, neanche il canonico “one, two, three” che chiama il drop. Non a caso Tyler Marenyi (vero nome di NGHTMRE) fa parte della Mad Decent, stessa etichetta di personaggi come Diplo, Major Lazer, Dillon Francis e molti altri. Diciamo che il ragazzo è andato a scuola e ora ha fatto i compiti per casa.

Infine abbiamo ascoltato il nuovo pezzo del trio The Invisible e…: ottime impressioni. Davvero grande stile per Save You, singolo che sancisce il ritorno del trio londinese, presentato ai microfoni di Zane Lowe per Beats1 Show. Save You è la fusione perfetta tra il soul di Londra, la sperimentazione di Los Angeles e il funk che D’Angelo ha riportato in auge a fine 2015 col suo maestoso ritorno sulle scene (solco proseguito poi quest’anno da Kamasi Washington). Ancora nessuna indiscrezione sul nuovo disco, per ora la Ninja Tune ci dice solo di essere pazienti. Pazientiamo.

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