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Demography #133 – Flyying Colours – Heaters – Salvo Mizzle

Demo #133 vi porta a fare un giro fra i continenti con la musica degli australiani Flyying Colours, degli Heaters che arrivano invece dal Michigan, e del cantautore italiano Salvo Mizzle.

In Australia e negli USA il rock, quello sporco, grezzo con influenze garage, va ancora forte, e molte band si lasciano avvolgere da questo sound per farlo proprio, plasmarlo e comporre qualcosa di diverso, non riuscendoci sempre. I Flyying Colours e gli Heaters sono due esempi di come si sia trasformato un sostrato alternative rock che tende a contaminarsi di un sound più vago, tipico dello psych rock.

Partiamo subito dall’Australia dei Flyying Colours che si preparano al loro album di debutto, Mindfullness, che sarà rilasciato il prossimo settembre. Il singolo che annuncia il disco è It’s Tomorrow Now ed è proprio di questo brano che parleremo. Come si è detto in apertura, la band si può collocare nel vastissimo mondo dell’alternative rock, un mondo impossibile da declinare nelle sue mille sfacettature. Eppure i Flyying sembrano essere stati molto attenti nell’attingere alle influenze garage, anche se non c’è quella durezza propria del genere. Si può dire che sia più affinato, filtrato attraverso le voci che provengono dal più recente revival della psichedelia. E già, la parte vocale sembra quasi un richiamo a gruppi come i Tame Impala, registrati su una base molto più rock. Detta così sembra quasi un’accozzaglia di imitazioni, ebbene non è esattamente così. I Flyying Colours hanno pubblicato un buon pezzo, non potrà piacere a tanti, ma se vi mancano i riff che nelle canzoni sono sempre più rari, sarete accontentati.

A proposito di psichedelia, signori e signori, direttamente dal Michigan ecco a voi gli Heaters! Se si era parlato di somiglianza con i Tame Impala, qui si rischia di cadere nell’emulazione, ma ad un secondo ascolto più che la somiglianza tra gli Heaters e il più noto gruppo australiano, si nota l’appartenenza musicale a un certo universo. Ma andiamo con ordine: gli Heaters sono al loro secondo album, Baptistina, che sarà pubblicato ad agosto. Ad anticipare il disco è il brano Elephant Turner che dura meno di quattro minuti, mentre è uno di quei pezzi che ha una parte strumentale che potrebbe ripetersi anche per il doppio del tempo. Un breve trip che mi ha fatto pensare a una rivisitazione del sound sessantino, che caratterizzava band come i Jefferson Airplane. Come i Flyying Colours anche gli Heaters arrivano dai suoni più sporchi dell’alternative, che sembrano invece aver tralasciato in favore di un’atmosfera più onirica. Forse in Italia un pezzo del genere, pubblicato in una stagione fatta di tormentoni, sarebbe snobbato, peccato perché ad esempio c’è chi come la sottoscritta che sta andando in overdose di Elephant Turner degli Heaters.

Concludiamo questo viaggio tornando a casa, precisamente in Puglia terra del songwriter Salvo Mizzle, che a maggio ha pubblicato il suo secondo album. È un album forte, provocatorio sin dal titolo Belzebù Pensaci Tu, che sembrerebbe un’invocazione al contrario, una preghiera esasperata. E sono proprio queste le atmosfere che si respirano nel disco: si va dalla rabbia che si riversa in pezzi taglienti, per poi passare di colpo a brani più delicati. Quello di Salvo Mizzle è un disco difficile da recensire perché spazia tantissimo, sia tematicamente che musicalmente. C’è un pezzo blues, cupo come Cane Morto (singolo che ha anticipato il rilascio dell’album), un po’ criptico, e brani più fini come Cieli Infrarossi, che sembra una preghiera. Ancora si passa alla melodia più pop di Che Stile (che ricorda un po’ i lavori di Colapesce), ai synth di Mi Tratti Come Se Fossi. Insomma di tutto e di più, quasi un tentativo nato per mettere tutti d’accordo. È abbastanza complicato giudicare un puzzle simile, ma bisogna subito dire che si apprezza la versatilità e il coraggio di registrare un disco così variegato, coraggio che merita più di un ascolto, anche perché si, ci sono molti gruppi e artisti italiani che si cimentano in questi meandri musicali, ma pochi che sperimentano così tanto e in un solo album.

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