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Demography #16

10848048_890772540941878_5174122986255194557_nL’italiano che fa elettronica già di per sé non mi convince. Bisogna dimostrare di essere veramente bravi a nascondere l’accento se c’è il cantato, a camuffare verosimilmente una finta pronuncia americana storpiando le parole così da non farle comprendere a chi ascolta. È quello che risulta difficile per The Venkmans, gruppo fiorentino al loro esordio con Good Morning Sun, da cui il loro secondo singolo estratto “Critical”.

La traccia è orecchiabile, coinvolge ma il loro inglese no; da forte sostenitrice dell’immediatezza linguistica, ascoltare “Critical” così non conquista, non porta a prendere il prodotto sul serio nonostante il materiale più che valido che presentano musicalmente parlando. Con un nome così, tributo al grande Bill Murray in Ghostbusters pretendiamo decisamente di più.

monsterheart_appleDi solito sono particolarmente critica con gli artisti che nella loro biografia alla voce “Provenienza” scrivono prese di posizione come “la Luna”. Non hanno la mia piena considerazione; solitamente butto indietro gli occhi al cielo esasperata, sospiro e cestino. Questa volta però mi ritrovo di fronte ad un bivio. Monsterheart, pseudonimo di Anna Attar, esce col nuovo video di “At Night”, estratto dall’album d’esordio uscito nell’aprile del 2014 W.

Ci troviamo di fronte ad una commistione interessante di voci e suoni eterei ma al tempo stesso inquietanti e oscuri; si spazia da brani tremendamente pop e leggeri, movimentati e tinti di nero, a ballate tetre e fiabesche scandite da sintetizzatori e percussioni. Un elettropop genuino. La voce della Attar contribuisce esponenzialmente ad attirare attenzione sul progetto come un carillon che non puoi fare a meno di azionare a ripetizione. Interessante è la parola più appropriata, ma se cambiasse addirittura la provenienza sulla pagina ufficiale di Facebook sarebbe ancora più soddisfacente.

10712944_836942836352610_7692325732578996117_nI Melampus, due bolognese già apprezzato dalla critica con i due album precedenti Ode Road e #7, torneranno a febbraio con Hexagon Garden. Come primo singolo estratto abbiamo “Second Soul”.

Si coglie al volo la ricercatezza e la sperimentazione del suono. Cercano di coniugare la voce di Francesca Pizzo immergendola nella ripetitività degli innesti digitali, che prendono forma con la field recording, ossia la rivisitazioni e la reinterpretazione di suoni quotidiani, come quello dei cantieri in costruzione o il rumore della strada. L’idea è sicuramente vincente, storco però il naso di fronte alla voce abbastanza monotona della cantante, ma rifletto a riguardo sul fatto che sì, è noiosa, ma comunque sopraffatta da un sound oscuro e drammatico che riesce a convincere.

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Chiara Manera

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