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DEMOGRAPHY #19

unnamed-17Direttamente dalla West Coast arriva un’uscita fresca fresca: proprio in questi giorni i Monophonics hanno svelato una traccia che andrà a comporre il loro nuovo album TBT (previsto per questa primavera) nel nuovo vinile 7” Promises/Strange Love.

“Promises” è un perfetto esempio di quel psichedelico funk soul che i Monophonics vanno a proporre in giro per il mondo dal 2005, anno della loro formazione. Attingono dal soul anni ’60 e ’70, e hanno il potere di riportarci indietro verso un’epoca musicalmente gloriosa con nostalgia e gioia, senza triste malinconia. In “Promises” si può apprezzare la predominante sezione dei fiati sapientemente cucinata con gli altri strumenti, per un brano che sembra concepito appositamente per fare da colonna sonora a Jackie Brown.

10616281_789469007766519_4318397693095840545_nOra facciamo un passo indietro e torniamo a un mese fa: era metà dicembre, ci stavamo preparando ad affrontare le feste ricolmi di buoni propositi per l’anno nuovo, ed eravamo ancora ingenuamente convinti che avremmo passato un ultimo dell’anno divertente. Bene, proprio prima della corsa agli ultimi regali, più precisamente il 16 dicembre, usciva un EP che non vorremmo fosse passato troppo inosservato: Malfunction, dell’italiano Tsvi. Regolarmente stabilitosi a Londra, ha suonato in giro per l’Europa in molti posti giusti, tra cui anche il Turn Off Festival, proprio a Pisa. Col suo stile poliedrico ha dato vita ad un disco sfaccettato e orgasmico, in cui le ritmiche funky della parte iniziale lasciano sempre più spazio a composizioni scarne ed essenziali, senza risentirne in incisività. Oggi, a un mese di distanza dalla pubblicazione dell’EP, Tsvi ci regala il primo video dell’omonima traccia “Malfunction”:

a1480946953_10Concludiamo con un’eccezione: un disco uscito quest’estate. Si tratta di Æthereal (in free streaming QUI), primo lavoro in studio dei toscani Ginevra, già presenti in importanti festival come il MusicaW e il Tagofest.

Compatto, massiccio e muscoloso, Æthereal è un’opera composta da cinque fluviali tracce che si prendono tutto il tempo necessario per dire la loro. In cui il verbo “dire” va inteso in senso figurato, visto che sono gli strumenti a predominare sul cantato, tant’è che in origine era stato progettato come un disco interamente strumentale. Il post-metal dei Ginevra ci conduce fino al nucleo del male di vivere dell’uomo, in cui dolore e disperazione portano a una discesa agli inferi inesorabile ma allo stesso tempo rivelatoria di una possibile rinascita.

Iacopo Galli

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