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Demography #35 Moiré, Howling, The Red Roosters

Il Tema è sempre l’argomento centrale. Qui è addirittura il titolo: Moiré è andato a recuperare una jam risalente alle sessioni di registrazione del suo album di debutto Shelter e ha deciso di riproporla ora, tramite Werkdiscs/Ninja Tune, sotto al semplice appellativo di Theme. La traccia scorre bene, le percussioni ben intersecate con le tastiere testimoniano la pregevole lavorazione del musicista londinese, che si discosta leggermente dalla cupezza della sua opera prima. Un viaggio a tratti onirico che in effetti non avrebbe trovato giustificazioni in Shelter perché diamante grezzo, meno geometrico delle varie Attitude, Dali House e No Gravity. Ci auspichiamo una virtuosa contaminatio delle varie sfumature di Moiré nelle sue opere future.

Il progetto di Howling nasce da una serie di collaborazioni, improvvisazioni e circostanze inaspettate che hanno portato alla genesi di Sacred Ground, previsto per il 4 maggio. Le due menti dietro a tutto ciò sono quelle di Ry Cuming e Frank Wiedemann (rispettivamente cantante/produttore folk e leader degli Innervisions), e mai avrebbero pensato di uscire con un disco vero e proprio quando, nel 2012, Howling (intesa come traccia, e loro primo featuring) fu portata al successo dal set berlinese di Dixon per Boiler Room. Tre anni dopo invece, grazie anche al contributo di etichette come Monkeytown e Counter, eccoli a presentare un’opera completa. La profonda sinergia che si è cementificata nel tempo tra Cuming e Wiedemann è tangibile già dal singolo Signs: la delicata voce del primo si amalgama perfettamente con la struttura essenziale e profonda del socio, portandoli verso lidi inesplorati per entrambi. “Il nostro processo è stato molto organico – ha confidato Ry Cuming – ed ogni traccia è un breve viaggio a sé stante”. Curiosi di sentire il resto di Sacred Ground, Signs è un’esperienza intima e ipnotica in cui si fanno i conti con il senso dell’abbandono e dell’essere ritrovati da qualcuno. Magari qualcuno che si ama.

No Disgrace significa senza vergogna. Ed è esattamente lo spirito con cui hanno affrontato lo studio di registrazione i Red Roosters: capitata l’occasione di suonare alle Officine Meccaniche, quello che doveva essere l’embrione di un disco di 9/10 pezzi li ha soddisfatti a tal punto da optare per un EP di 4 tracce, No Disgrace appunto. Parte dei testi e degli arrangiamenti sono stati scritti proprio in quei giorni di recording, a parte Classic Sunday, il singolo di lancio dell’EP. Rock spensierato, tipicamente anni ’60/’70, rivisitato in chiave moderna, in cui immediatezza e spontaneità divertono, anche se vanno a scapito dell’originalità compositiva.
Formatisi a Milano nel 2010, e amanti del sound anglosassone, The Red Roosters vedranno la pubblicazione di No Disgrace a marzo 2015, con il deus ex machina Mauro Pagani in veste di produttore e editore.

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